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03 Maggio 2022 - 12:15
“Poca predisposizione dei giovani ad imparare e a cercare un lavoro”. A dichiararlo non è un imprenditore qualsiasi, ma nientepopodimenoche Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Torino e Confcommercio Piemonte. Coppa non ha dubbi: condivide le preoccupazioni e il pensiero di Alessandro Borghese e Flavio Briatore.
Facciamo un passo indietro.“Sarò impopolare, ma non ho alcun problema nel dire che lavorare per imparare non significa essere per forza pagati” così lo chef Alessandro Borghese in un’intervista al Corriere della Sera, parlando della difficoltà di trovare nuovi collaboratori nel settore della ristorazione.
Lo chef, figlio dell’attrice Barbara Bouchet e dell’imprenditore Luigi Borghese, non è di certo andato per il sottile: “i giovani di oggi preferiscono tenersi stretto il week-end e stare con gli amici; quando decidono di mettersi in gioco lo fanno con l’arroganza di chi si sente già arrivato” ha aggiunto.
Come prevedibile le polemiche, a tal proposito, non sono mancate. A rincarare la dose, poi, ci ha pensato l’imprenditore Flavio Briatore: “Molti giovani preferiscono il reddito di cittadinanza a un percorso di carriera. Il reddito va bene per le famiglie bisognose, ma non per i giovani: non possiamo dare contributi a fondo perduto a chi non lavora, così si spinge la gente a vivere di elemosina”.
“Sono d’accordo con questa presa di posizione - inforca la presidente Ascom -. Solo questa mattina (ieri per chi legge, ndr) affrontavamo questo discorso con i rappresentanti del settore alberghiero. Si fa fatica a trovare camerieri e commessi. Il personale per la notte è praticamente introvabile. Mi chiedo: perché? Io non so di chi sia la colpa, ma certamente devo dire che la poca predisposizione ad imparare e a cercare un lavoro da parte dei giovani, ma non solo, è un problema reale”.
Per Coppa il problema non risiede nel caso di salari non all’altezza delle aspettative. “Io non credo nelle retribuzioni basse: esistono contratti di lavoro e come tali devono essere rispettati. Piuttosto il tema è un altro - prosegue Coppa -: se si danno 800 euro per stare a casa tutto il giorno a fronte di stipendi di 1.200 euro, è chiaro che. i sussidi finiscono per aiutare i giovani a non lavorare”.
“Oggi i ragazzi, ma non solo loro - prosegue la presidente Ascom - appena iniziano a lavorare chiedono se si lavora il sabato e la domenica e, se sì, iniziano a storcere il naso. Noi abbiamo sempre detto ai nostri ragazzi che il lavoro è sacrificio ma il lavoro è prima di tutto. Sono tutti dogmi che sono purtroppo scomparsi nell’educazione dei giovani: noto che c’è poca disponibilità a formarsi e altrettanto poca disponibilità al sacrificio. Essere dipendenti delle nostre imprese non vuol dire dedicarsi una vita intera, ma può anche voler dire imparare un mestiere, avere un trampolino di lancio verso future occupazioni”.
“Avere un lavoro comporta sacrifici e responsabilità - conclude -. Ecco perché quando mi dicono che manca lavoro, io ho dei seri dubbi sul fatto che questo possa essere il reale problema. Nelle nostre attività ci si alza presto il mattino e si lavora molto spesso il sabato e la domenica. Chi è ancora disposto a fare questo?”.
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