Con una nota diffusa a mezzo stampa, nei giorni scorsi, Cadigia Perini, responsabile eporediese del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europa ha chiesto ai Consigli Comunali di approvare un ordine del giorno per impegnare Sindaco e Giunta a richiedere formalmente lo stralcio dell’art. 6 dal Ddl Concorrenza “promuovendo, anche in concorso con altri enti locali, l’avvio di una discussione pubblica sul ruolo dei Comuni, dei servizi pubblici, dei beni comuni e della democrazia di prossimità dentro un contesto di ripensamento del modello sociale dettato dalla necessità di affrontare la disuguaglianza sociale e la crisi climatica, evidenziate dalla pandemia...”.
Un ordine del giorno da inviare, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Presidenza della Regione, alla Presidenza della Provincia e alle Presidenze di Anci e Upi.
“Nella legge di bilancio predisposta dal Governo Draghi - spiega Cadigia Perini - è previsto come collegato il DdL concorrenza che, in particolare all’art. 6, sferra un attacco definitivo ai servizi pubblici locali, acqua compresa. La pandemia non ha insegnato niente, il progetto di privatizzazione dei servizi pubblici va avanti senza ostacoli, tradendo così fino in fondo il risultato del referendum del 2011. Con il disegno di legge sulla concorrenza viene attaccata l’autonomia stessa dei comuni...”.
Inutile aggiungere che Rifondazione Comunista rifiutaogni ulteriore privatizzazione dei servizi pubblici e anzi sostiene quei comuni virtuosi che gestiscono direttamente i serviziai cittadini e fa sue le preoccupazioni del Forum italiano dei movimenti dell’acqua, della Rete delle Città in Comune, della sezione italiana dell’associazione internazionale Attac.
“La crisi prodotta dall’epidemia da Covid-19 - commenta Perini - ha evidenziato tutti i limiti di una società unicamente regolata dal mercato e ha posto la necessità di ripensare il modello sociale, a partire da una nuova centralità dei territori come luoghi primari di protezione dei beni comuni e di realizzazione di politiche orientate alla giustizia sociale e alla transizione ecologica, e dai Comuni come garanti dei diritti, dei beni comuni e della democrazia di prossimità..”.
Bene ricordare che il 12 e 13 giugno del 2011 si era svolto un referendum, attraverso il quale la maggioranza assoluta degli italiani si era pronunciata contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali e per la sottrazione degli stessi, a partire dall’acqua, alle dinamiche di profitto...
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