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25 Ottobre 2021 - 14:00
La giunta di Lo Russo
Un posto in giunta era assicurato, restava da capire se in qualità di vice sindaco o di semplice assessore. Ieri, in conferenza stampa, il nuovo sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha sciolto ogni dubbio: Gianna Pentenero, ex assessore regionale a Scuola, Istruzione e Lavoro con Mercedes Bresso e Sergio Chiamparino, già sindaco di Casalborgone, entra nella giunta torinese al fianco del primo cittadino Lo Russo come assessore a Lavoro, Attività produttive, Polizia municipale, Città metropolitana e metromontana.
«I temi della sicurezza, del lavoro e del come creare lavoro sono stati quelli con i quali ci siamo misurati in questi giorni di campagna elettorale, sono stati i più frequenti e i più ricorrenti - commenta lei -. Sento il peso, la responsabilità di fare davvero un qualcosa che possa dare delle opportunità ai cittadini di Torino e non solo. Perché questioni così importanti non si possono affrontare nello stretto perimetro della città, ed è quello che cercheremo di fare. Io mi metto subito al lavoro...».
Dalle parti del chivassese si festeggia. Mentre da quelle del ciriacese e del settimese c’è un certo malumore... Nei giorni scorsi erano infatti circolati nel tradizionale “toto giunta” anche i nomi di Francesco Brizio, ex sindaco di Ciriè, già presidente di Gtt ed ex consigliere metropolitano, e di Caterina Greco, assessore di Settimo Torinese ai tempi del sindaco Aldo Corgiat, segretaria dem settimese.
Il primo il nome espresso dalla corrente torinese dei cattodem che fanno riferimento al senatore Stefano Lepri, il secondo invece dall’area dei socialisti di IdeaTo del capogruppo in Regione Raffaele Gallo. In giunta, però, non è entrato nessuno dei due. Anche perché Lo Russo, nella scelta degli assessori, ha riservato solo tre posti agli esponenti del Partito Democratico.
Caterina Greco per il momento sarà quindi una semplice consigliera comunale, grazie alle oltre 800 preferenze raccolte alle elezioni. Per lei, però, potrebbero aprirsi altre porte nei prossimi mesi. Si parla infatti della possibilità di un ruolo in Città Metropolitana. “Vediamo - commenta - per quanto riguarda l’assessorato a Torino ne ho letto ma sapevo di essere in fondo alla lista. Su un ruolo in Città Metropolitana, invece, vedremo. Ci sono ancora due mesi di tempo prima di indire, spetta al sindaco Lo Russo farlo, le elezioni dell’ex provincia e Torino avrà una importante rappresentanza in quel consiglio”.
E poi c’è Brizio. L’ex sindaco ciriacese sul mancato assessorato taglia corto: «Mi ha fatto il piacere che il mio nome sia circolato in questi giorni come possibile assessore, ma non c’è mai stato nulla di concreto».
Oltre a Pentenero, sono stati scelti come assessori nell’area Pd Chiara Foglietta (Mobilità e trasporti, Transizione ecologica e digitale, Innovazione, Servizi cimiteriali) e il segretario dei dem Mimmo Carretta (Sport, Grandi eventi, Turismo e Rapporti con il Consiglio comunale).
Gli assessorati “esterni” sono andati invece all’avvocato Michela Favaro, nominata vice sindaco (Personale, Patrimonio, Legalità e Appalti), al presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano Paolo Mazzoleni (Urbanistica, Edilizia privata e Grandi infrastrutture, Arredo urbano, Spazio pubblico), all’esperta di bilanci pubblici Gabriella Nardelli (Bilancio e Società partecipate), all’ex commissario del Teatro Regio Rosanna Purchia (Cultura).
In rappresentanza delle altre liste ci sono Francesco Tresso per Torino Domani (Cura della città, Protezione civile, Servizi civici e Decentramento), Paolo Chiavarino per la Lista civica Lo Russo sindaco (Commercio e Mercati), Carlotta Salerno per i Moderati (Politiche educative, Giovani e Periferie), Jacopo Rosatelli per Sinistra ecologista (Politiche sociali, Salute, Casa e Pari opportunità).
Il sindaco Lo Russo terrà le deleghe a Fondi europei e Pnrr, Città universitaria, Comunicazione, Promozione della città e relazioni internazionali, Avvocatura.
«Per la prima volta, la questione “metromontana” entra nelle deleghe date a un assessore comunale». Il presidente regionale di Uncem Roberto Colombero e quello nazionale Marco Bussone festeggiano per la delega affidata a Gianna Pentenero.
«Il sindaco - dicono - ha accolto la proposta da Uncem di individuare in giunta una figura che si occupi di rapporti con i territori, di Torino con i paesi, della città in relazione con i borghi. Non è solo una questione giuridica: c’è un approccio scientifico, culturale, valoriale che vale di più. Non solo dunque il lavoro da fare efficacemente, nei prossimi cinque anni, nella Città Metropolitana di Torino che vede Lo Russo automaticamente presidente ovvero “Sindaco” insieme al Consiglio che verrà eletto a breve. Anche Palazzo Civico con la macchina tecnico-amministrativa, più smart e meno ingessata, ai territori ed entrare in una dimensione “metromontana”. Torino non è senza la dimensione metromontana. Ora un assessorato, una precisa delega sancisce questo percorso. Nella Giunta e nel Consiglio comunale, tutti insieme, con un assessore metromontano di riferimento, dovranno costruire percorsi inclusivi, di coesione, di valorizzazione dei servizi ecosistemici-ambientali, di flussi efficienti, che Torino ha grazie ai territori. Il rapporto è di osmosi continua. E così, insieme si superano le sperequazioni, anche urbanistiche e orografiche. L’assessore alla Città Metromontana è un segnale forte. Torino vince con i Comuni insieme».
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