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Ativa risparmia sulla sala radio. Di notte, in autostrada, c’è solo un operatore

Ativa risparmia sulla sala radio.  Di notte, in autostrada, c’è solo un operatore

l’Autostrada Torino Quincinetto

La denuncia sta tutta in’unterpellanza al Ministero dei trasporti firmata dalla deputata  del gruppo misto Jessica Costanzo. Si chiede se sia vero oppure no che Ativa, società concessionaria di oltre 200 chilometri di autostrada e della tangenziale di Torino, abbia deciso di riorganizzare l’ufficio Sala Radio, lasciando un solo uomo nei momenti di minor traffico a presidiare l’intero tratto. Secondo quanto si apprende la riorganizzazione riguarderebbe il periodo.  “Come hanno denunciato i sindacati - stigmatizza Costanzo - è indispensabile avere almeno due operatori: lasciarne uno solo significa che chi resta non può andare al bagno, fare una pausa, a meno di non lasciare scoperta la centrale, con una serie di importantissime funzioni di presidio del traffico....” E si fa riferimento all’assistenza alle colonnine Sos, alla videosorveglianza e alle relative procedure di chiusura delle barriere ai caselli e agli svincoli in caso di veicolo contromano, degli allarmi incendio in galleria, eccetera, eccetera... “Non si può trascurare la sicurezza per un po’ di risparmio - passa e chiude Costanzo - Per questo ho deciso di interpellare il Ministero dei Trasporti. Credo che sia necessario intervenire urgentemente, prima che sia troppo tardi”. La risposta di Ativa è arrivata a stretto giro di posta. Ad oggi - spiegano - il comparto di viabilità si compone di 1 Responsabile di Divisione, 10 operatori sala radio, 1 coordinatore viabilità che ricopre anche il ruolo di Responsabile della Sala radio, 2 gestori di tratta recentemente aggiunti al novero delle risorse di viabilità, 6 assistenti al traffico e 30 ausiliari di viabilità.  “Nonostante la Società gestisca la rete in una condizione di regime transitorio della concessione, scaduta il 31 agosto 2016, non ha effettuato tagli alle risorse deputate a garantire la sicurezza del personale e dell’utenza, né agli investimenti per la sicurezza dell’infrastruttura; in particolare per questi ultimi, pur in assenza quasi generalizzata di approvazione dei progetti giacenti da anni presso il Ministero delle Infrastrutture, Ativa ha effettuato lavori di manutenzione straordinaria o di rifacimento per circa 100 milioni di euro, oltre alla normale manutenzione ordinaria per oltre 25 milioni di euro anno...”. Sì, va bene... ma la sala radio? Stando ad Ativa, dal 2016 (e non da oggi), sarebbe stata definita un’organizzazione “minima” di due operatori, per il turno dalle 22 alle 6, solo ed esclusivamente nel periodo invernale che va dal 1 novembre al 31 marzo e questo per far fronte alle condizioni meteo avverse. Negli altri mesi, cioè dal 1 aprile al 31 ottobre, l’assetto prevede nella fascia notturna la presenza di 1 solo operatore e di 2 operatori per i restanti turni.  Insomma, avrebbe ragione Jessica Costanzo...  “Tale assetto - precisa Ativa -  non determina criticità per  l’assenza di interventi connessi alla gestione della viabilità invernale. Inoltre, in caso di necessità è previsto per tutto l’anno l’intervento in reperibilità, sulla base di una rotazione predefinita, degli operatori della Sala Radio  e dei relativi Responsabili di comparto. L’analisi dei dati relativi alla gestione degli eventi, a far data dal 2016, ha confortato tale scelta organizzativa, in quanto non sono state rilevate situazioni pregiudizievoli per la sicurezza dell’utenza e del personale aziendale in servizio...”. Epperò - inutile star qui a sottolinearlo - il carico di responsabilità in capo ad un’unica persona sembra davvero eccessivo. E se si sentisse improvvisamente male? Come può un operatore coscienzioso, in queste condizioni, allontanarsi sena patemi dalla postazione di controllo anche solo per andare a fare la pipì? E quest’ultima, peraltro, è una domanda che si stan facendo proprio i sindacati. l.l.m.
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