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PIANETA UISP. Chiesta alla Commissione Europea una proroga di 6 mesi per HOSPITALITY

Incoraggiare e promuovere la partecipazione alle attività fisiche unificate delle persone con disabilità intellettiva e disturbi della personalità, attuando attraverso i corsi un metodo che possa favorire il benessere - sia fisico che psicologico - dei soggetti, ma anche progettare e realizzare uno studio che permetta di raccogliere dati e rafforzare una rete di cooperazione tra i partner partecipanti al progetto, in modo che i membri e le associazioni di ciascuna regione possano sfruttare le sinergie e gli scambi prodotti. Sono questi gli obiettivi del progetto europeo HOSPITALITY, che vede il Comitato UISP Ciriè Settimo Chivasso in veste di partner insieme alle associazioni Courage Foundation - della Bulgaria - Rijeka Sport - della Croazia - e Scout Society - dalla Romania. A coordinare queste realtà è l’associazione sportiva dilettantistica MeetLab, giovane affiliata del Comitato Ciriè Settimo Chivasso, istituita nel 2018 con l’ambizione di sviluppare una nuova concezione di attività sportiva, che mira soprattutto al benessere mentale. HOSPITALITY, che punta a fare dell’integrazione di soggetti svantaggiati il suo punto di forza, avrebbe dovuto durare un anno e mezzo, da gennaio 2021 a giugno 2022, descrivere in dettaglio la situazione attuale tra i gruppi di utenti per quanto riguarda lo sport e l’attività fisica; aiutare a comprendere i problemi associati alla promozione dello sport e dell’attività fisica che sono percepiti come ostacoli o incentivi per la pratica dello sport tra i gruppi di utenti; proporre azioni specifiche per migliorare le carenze che sono state individuate; promuovere le buone pratiche presso le parti interessate attraverso la pubblicazione di un manuale; diffondere tutto il materiale, i documenti e gli studi prodotti durante il progetto alle parti interessate e a coloro che lavorano con i gruppi di utenti sopracitati. Purtroppo l’attuale situazione pandemica causata dal CoVid-19 ha complicato parecchio la possibilità di svolgere adeguatamente le attività: di questo si è parlato nell’incontro svoltosi nella città croata di Rijeka il 12 novembre. Dopo il kick-off meeting svoltosi a maggio in modalità telematica attraverso la piattaforma Google MEET, questa volta è stato possibile organizzare per HOSPITALITY un appuntamento in presenza - nonostante le difficoltà del caso, per l’aumento dei contagi in Croazia- dove sono state affrontate tutte le criticità legate al progetto. “L’incontro è stato sicuramente molto importante dal punto di vista operativo, ma ha evidenziato diverse problematiche, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di svolgere i corsi di ginnastica dolce e di meditazione mindfulness previsti dal progetto. Trattandosi di soggetti fragili, le norme ministeriali in Italia sono molto restrittive e prevedono al possibilità di svolgere attività con gruppi molto piccoli di non più di 3 persone, operatori compresi” ha commentato Giada Rapa in rappresentanza del Comitato Territoriale. “La situazione attuale e il possibile inasprimento delle restrizioni anti CoVid nell’Europa dell’est, ma anche i rigidi regolamenti imposti dal Governo per lavorare con i soggetti svantaggiati, ci hanno spinto a proporre una proroga di 6 mesi alla Commissione Europea, in modo da sviluppare meglio gli obiettivi del progetto. In questo momento, infatti, risulta piuttosto complicato, per tutti i partner, poter gestire un gruppo di controllo che affronti le attività in modo costante per la durata prevista di 6 mesi. Oltre a questo stiamo anche cercando di capire se rimodulare il progetto in base anche alle nuove esigenze che si sono venute a creare a seguito della pandemia” ha spiegato Roberto Rinaldi, presidente di MeetLab. “Nel prossimo incontro, schedulato per gennaio, valuteremo ulteriormente la linea da intraprendere, ben consapevoli che sfortunatamente è impossibile prevedere i futuri sviluppi dell’andamento dei contagi e delle possibili restrizioni. Anche comparare i risultati per la realizzazione del Manuale di Buone Pratiche diventa particolarmente complicato, per questo l’idea è quella di realizzare un manuale più pratico che teorico”.

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