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19 Settembre 2018 - 16:49
“Se il Pd i suoi candidati a sindaco li cerca al bar, siamo finiti....”, battuta infelice di un pezzo da Novanta della politica italiana. Gli è scappata a Matteo Ricci, vicepresidente nazionale Anci, nonchè responsabile enti locali del Partito Democratico e sindaco di Pesaro.
Mercoledì scorso era a Settimo in sala Levi per la presentazione del suo libro e per provare a dare man forte al sindaco uscente Fabrizio Puppo alle prese con la tanta voglia di fare il sindaco dell’ex vice sindaco Elena Piastra. Tra gli ospiti, oltre a Puppo, anche Luca Baracco (presidente dell’Unione dei Comuni e Alberto Avetta presidente regionale dell’Anci, moderati da Gabriele Guccione del Corriere della Sera.
Ed è un fatto, ormai, che nella città dei “lavandai” la tattica è di andare alla conta dei personaggi (interni al partito) di spicco disponibili a spendersi in pubblico, in segreto o nelle stanze che contano con Puppo o con Piastra.
Ancora da stabilire se il duello si trasformerà in uno scontro alle primarie e molto dipenderà dalle decisioni dei vertici regionali del partito. Nel frattempo, però, Ricci ha messo in guardia il Pd settimese. “Parlo proprio da responsabile enti locali - ha esordito - votiamo in quattromila comuni su ottomila il prossimo anno. Le ultime amministrative le ha vinte il centro destra e noi siamo riusciti a tenere. Per provare a vincere, però, dobbiamo smetterla di litigare. Vi porto due esempi che ho seguito. A Siena e Pisa abbiamo litigato per sei mesi sulla stampa e scelto il candidato sindaco a ridosso delle elezioni. Sono stato tentato dall’idea di commissariare quei circoli, difatti poi abbiamo perso. Ad Ancona e Brescia, invece, abbiamo riconfermato subito la coalizione uscente e siamo riusciti a vincere. Se tutto diventa litigio non vinceremo più un’elezione. Vi chiedo di avere sale in zucca, non è aria per dare spettacolo”. Dal canto suo, il sindaco Fabrizio Puppo non s’è spostato un millimetro da quel che va dicendo da un paio di mesi a questa parte. “Un sindaco al primo mandato che, a detta di quanto è percepito, ha lavorato bene ha il dovere prima che il diritto di ripresentarsi per fare valutare quanto fatto e proseguire il suo lavoro, come si è sempre fatto, questa città si è sempre basata sulla continuità amministrativa. Le primarie? Sono solo un danno”.
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