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26 Novembre 2021 - 10:04
Francesca Memoli, 22enne di Tronzano
Com’è nato Come cresce una mandragola? Quali sono i temi trattati nel libro?
«Il libro è nato racconto dopo racconto. Dieci anni fa ho iniziato a scrivere e a partecipare a concorsi letterari, incoraggiata anche dalle mie insegnanti; per diversi anni ho presentato i miei racconti al concorso letterario organizzato a Crova; ho cominciato così, con un racconto all’anno, prima nella sezione giovani poi in quella per gli scrittori adulti. Successivamente ho partecipato ad altri concorsi. Come cresce una mandragola è una raccolta di racconti, che ho iniziato a scrivere all’età di 12 anni e che ho curato fino ai 19. Al suo interno ci sono i miei pensieri, le mie emozioni e sensazioni nei confronti delle cose che ho imparato a conoscere nell’adolescenza. La seconda parte del libro contiene dei quadri, intesi come microracconti: sono racconti d’avanguardia che mi sono inventata perché sentivo il desiderio di fare dei quadri; mia mamma è una pittrice, ma io non so disegnare. Alla fine ho deciso di “scrivere quadri”: sono racconti che prevedono un tipo di lettura interattiva. È una mostra di quadri insolita».
E per il titolo, così particolare e un po’ enigmatico, da dove hai tratto spunto?
«Volevo un titolo che abbracciasse tutto il contenuto del libro; sono appassionata di piante e la mandragola mi fa pensare all’adolescenza, filo conduttore della raccolta, perché è una pianta che apporta dei benefici ma è anche dannosa e considerata afrodisiaca; le sue caratteristiche si possono associare alla potenza vitale e distruttiva dell’adolescenza, me ne sono resa conto quando avevo vent’anni e stavo lavorando alla realizzazione del libro».
A quale tipo di pubblico ti senti di consigliare Come cresce una mandragola?
«È un libro pensato per gli adolescenti e non solo, lo consiglio anche alle persone adulte, per poter recuperare sensazioni perdute e magari provare a capire i giovani e le giovani di oggi, avvicinandosi al loro mondo. Gli argomenti che tratto nel libro non sono adatti ai bambini; consiglio il mio libro a lettori e lettrici che hanno almeno undici anni. Una raccolta di racconti è come un portale magico che ci permette di esplorare varie dimensioni, una dopo l’altra, per poi farci rendere conto che si tratta di piccoli frammenti distinti di uno stesso universo».
Stai lavorando ad un nuovo progetto letterario?
«Studio Lingue straniere moderne - francese, spagnolo, inglese - all’Università del Piemonte Orientale a Vercelli. Mi piacerebbe proseguire gli studi, tornare a Lettere, e in futuro insegnare, magari scrittura creativa. Nel frattempo continuo a scrivere, sto lavorando ad un nuovo progetto, vorrei continuare a pubblicare».
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