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ALICE CASTELLO. Presentato il progetto di un parco fotovoltaico in Valledora

ALICE CASTELLO. Presentato il progetto di un parco fotovoltaico in Valledora

L’area individuata è a nord della bretella autostradale

La società Open Piemonte con sede a Milano ha depositato presso la Provincia di Vercelli il progetto per un impianto fotovoltaico da 13,2 MegaWatt, denominato “Alice sole”, su una superficie di sette ettari; l’area individuata è in località La Mandria, a sud dell’area industriale di Cavaglià, in territorio di Alice Castello.

L’intervento in progetto consiste nella realizzazione di un impianto fotovoltaico “a terra” del tipo Grid Connected per  la  produzione  di  energia  elettrica. L’impianto sarà costituito complessivamente da 25.920 pannelli fotovoltaici bifacciali da 570 Wp ciascuno, montati su strutture metalliche. I pannelli si potranno inclinare in direzione est-ovest per seguire il percorso del sole, e saranno montati su pilastri metallici.

“Questi saranno fissati nel terreno tramite una macchina piantapali, senza l’utilizzo di materiali cementizi” precisano dalla ditta. Per mitigare l’impatto visivo verrà realizzata una “barriera verde”, che raggiungerà un’altezza massima di tre metri e mezzo e nasconderà quindi i pannelli. L’utile derivante dall’opera consiste nella vendita dell’energia elettrica prodotta; per questo motivo Open dovrà realizzare anche un elettrodotto di collegamento tra l’impianto e la rete di distribuzione: il punto di arrivo sarà la cabina Enel in via Leonardo da Vinci a Santhià.

In tutto i lavori per la realizzazione dell’impianto dovrebbero durare circa 9 mesi. I pannelli dovrebbero rimanere in funzione per vent’anni: “al termine della loro vita utile - si legge nel progetto - verranno smantellati e rimossi, restituendo un suolo agrario analogo a quello preso in gestione”.

Il Comune alicese non è pregiudizialmente contrario: «E’ vero che si toglie terra all’agricoltura - ha detto il sindaco Luigi Bondonno -, ma è altrettanto evidente che quel terreno è incolto da una ventina d’anni, anche a causa della sua natura prevalentemente ghiaiosa».

La Provincia deve ora decidere se sottoporre la proposta di Open alla valutazione di impatto ambientale.

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