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IVREA. Anna Bono attacca la Comunità di Sant’Egidio: “C’è da domandarsi in quale Italia vivano...”

“I corridoi umanitari? Espressione impropria per indicare il progetto di portare in Italia centinaia di profughi africani ospitati dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) in Etiopia....” Epperò .... “trovandosi già in un campo profughi sotto mandato Onu, quei rifugiati non avevano bisogno di “corridoi umanitari” per lasciarlo perché, tra i servizi che l’Unhcr offre ai propri assistiti, c’è l’aiuto a svolgere le pratiche per il trasferimento in altri Stati disposti ad accoglierli.... Questa volta i profughi non arrivano neanche da remoti campi allestiti dall’Unhcr in Africa o in Asia, ma da Lesbo, l’isola greca dove vengono ospitati gli emigranti illegali in attesa che le loro richieste di asilo siano esaminate.”. Lo pensa, lo dice e lo scrive sul giornale on line  “La Nuova bussola”, la capogruppo della Lega in consiglio  comunale a Ivrea Anna Bono.  L’attacco ai “corridoi umanitari”  e alla Comunità di Sant’Egidio che oltre all’accoglienza si occupa di organizzare corsi di italiano, percorsi scolastici e inserimenti lavorativi è durissimo. Lo si capisce già dal titolo: Farsa dei corridoi umanitari. L’Italia non è la terra promessa .....”. “C’è da domandarsi - commenta Bono - in quale Italia vivano, in quale mondo parallelo, i soci della Comunità e delle altre associazioni che la affiancano. Nel 2020 a causa della crisi Covid oltre 320mila partite Iva hanno chiuso, quasi 450mila persone hanno perso il lavoro, un milione di persone sono scese sotto la soglia di povertà e si trovano in condizione di povertà assoluta e il peggio, dicono tutti, deve ancora arrivare. C’è da domandare con che cuore si possa illudere qualcuno di aver trovato in Italia la terra promessa...” E poi Bono punta il dito su un’Italia sommersa di richieste di asilo da parte di emigranti illegali (più di 123.000 nel 2016, quasi 84.000 nel 2015) che già ha accolto, concedendo protezione internazionale e soprattutto tantissimi permessi di soggiorno per motivi umanitari, decine di migliaia di persone: 66.208 nel biennio 2015-2016 a cui se ne sarebbero aggiunte altre 33.873 nel 2017, 31.429 nel 2018, 18.262 nel 2019 e 10.307 nel 2020. “Proprio per questo - aggiunge -  l’Italia, la Spagna e la Grecia, i tre Stati mediterranei nei quali arriva la quasi totalità degli emigranti illegali diretti in Europa, reclamano da anni, peraltro con modestissimi risultati, che una parte dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale siano ricollocati in altri Stati dell’Unione Europea...”. E per non lasciare nulla al caso, se la prende pure con il quotidiano dei vescovi “Avvenire” che in un articolo del 17 maggio racconta dei migranti che rischiano la vita per arrivare a Lampedusa e in Sardegna o tornano a Tripoli intercettati dai militari libici. E migranti che grazie a un corridoio umanitario sbarcano in sicurezza a Fiumicino per un percorso di inserimento sui territori.  “Solo che per gli emigranti illegali arrivare a Lesbo, in Grecia, è proprio come arrivare a Lampedusa e in Sardegna  - commenta la leghista  -  è la fine del viaggio, pagato migliaia di dollari alle organizzazioni criminali ...”. Infine i numeri: “In Italia dall’inizio dell’anno sono arrivati 13.298 emigranti, già più di tutti quelli sbarcati nel 2019 (che erano stati 11.871), nello stesso periodo sono 3 volte gli arrivi del 2020 e 10 volte quelli del 2019....”. Ricercatore in Storia e istituzioni dell’Africa presso il Dipartimento di culture, politica e società dell’Università di Torino fino al 2015,  Anna Bono dal 1984 al 1993 ha soggiornato a in Africa svolgendo ricerche sul campo sulla costa swahili del Kenya. Dal 2004 al 2010 ha diretto il dipartimento Sviluppo Umano del Cespas, Centro europeo di studi su popolazione, ambiente e sviluppo  e fino al 2010 ha collaborato con il Ministero degli Affari Esteri nell’ambito del Forum Strategico diretto dal Consigliere del Ministro, Pia Luisa Bianco. Il suo è un nome e un cognome molto conosciuto nella Lega di Matteo Salvini. Una specie di ideologa di partito, a cui i giornali di tutta Italia fanno riferimento quando si tratta di smontare le politiche sull’accoglienza. E ci sono sue interviste su Formiche.net, su nicolaporro.it, su ilgiornale.it, addirittura su dagospia. Scrive “Direttanews24”: “Si è assunta da anni – in pressoché totale solitudine accademica – un compito tanto arduo quanto meritorio su un tema incandescente, quello dell’immigrazione...”. Libero, il quotidiano di Vittorio Feltri, aggiunge “ha i titoli per farlo. Dodici anni di studi e ricerche passati in Kenya, autrice del saggio Migranti!? Migranti!? Migranti!? edito dalla friulana Segno.” E cosa sostiene la Bono? Semplicemente che gli immigrati non son poveri ma ceto medio… non foss’altro che “per affrontare un viaggio clandestino bisogna affidarsi ai trafficanti e i costi sono elevati, nell’ordine delle migliaia di dollari…”. E poi sempre la Bono  che «in Africa ci sarebbe una percentuale di popolazione giovane convinta che l’Occidente sia talmente ricco che basta arrivarci per fare fortuna». E ancora che tra gli immigrati “gli europei, agli occhi dell’africano medio, sono tutti ricchi”, che “l’europeo è il turista che frequenta alberghi di lusso, oppure il dipendente dell’azienda occidentale che frequenta buoni ristoranti, ha una bella casa, l’automobile, magari l’autista…”. S’aggiunge che “da decenni in Africa arriva dall’Occidente di tutto: medicine, cibo, vestiti. Le Ong scavano pozzi e costruiscono (ottimi) ospedali. Tutto gratis. Questo contribuisce all’idea di una prosperità senza limiti dell’Occidente” e ci sono i trafficanti che “per alimentare il loro business hanno tutto l’interesse ad illudere le persone sul futuro roseo che troveranno in Europa”. In un suo libro del 2017 (Migranti?, Migranti?, Migranti?)Anna Bono smonta poi quelle che a suo dire sarebbero una serie di fake-news. La prima sui profughi che scappano dalla guerra. “Non è vero – spiega in lungo e in largo – Dati alla mano viene fuori che, grosso modo, su 100 migranti che arrivano in Italia, solo 4 si vedranno riconoscere lo status di profugo o rifugiato di guerra. Gli altri 96 sono sostanzialmente migranti economici…”. La seconda sulle condizioni economiche. Non è vero che sono poveri “… sono persone provenienti da paesi stabili (spesso democrazie imperfette, fragili, giovani, ma pur sempre democrazie), e persone che sono state in grado di raccogliere i non pochi soldi (da 5 a 10 mila dollari) necessari a pagare le organizzazioni criminali che lucrano su questo traffico di esseri umani…” L’ultima su “aiutiamoli a casa loro…”. “Tenga conto – dichiarava ad un giornalista di interris.it – che l’Africa da oltre 20 anni registra una crescita economica notevole, e in prima fila ci sono i Paesi da cui proviene la maggior parte dei migranti, solo che queste risorse vengono dilapidate o se ne giovano poche elite”. Morale di Bono? I migranti non scappano nè dalla guerra, nè dalla fame… E può anche essere vero, ma cosa c’è di cristiano o di sbagliato, in tutto questo? Evidentemente nulla, considerando che anche gli italiani che tra il 1861 e il 1985 hanno lasciato il Paese, senza farvi più ritorno (circa 18.725.000), avevano acquistato un biglietto e avevano dei soldi in tasca. Ieri come oggi in cerca di un futuro, se non migliore, comunque diverso. E tutto si dovrebbe e potrebbe fare, salvo che impedire ad un uomo, ad un ragazzo e ad una famiglia di “sognare” una vita diversa o migliore… “Non merita parole chi pensa che si possa vivere a lungo in un campo profughi -  commenta amaro Armando Michelizza dell’Osservatorio Migranti di Ivrea - Chi non riesce a sentire la sofferenza dei migranti sta perdendo molto. Shamsya, Sahar e Ali stanno bene e, per ora, tanto ci basta...”. 
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