Cerca

Il tar del Lazio boccia la concessione a Gavio della A5, della A21e della tangenziale di torino

Il tar del Lazio boccia la concessione a Gavio della A5, della A21e della tangenziale di torino

MARCELLO GAVIO BENIAMINO GAVIO

Colpo di scena nelle aggiudicazioni delle concessioni autostradali del 27 novembre scorso. E parliamo della A21 Torino-Piacenza, della A5 Torino-Quincinetto, della bretella di collegamento A4/A5 Ivrea-Santhià e del Sistema Autostradale Tangenziale Torinese Il trasferimento della rete al Gruppo  ASTM (cioè ai Gavio) era infatti subordinato all’esito di un giudizio pendente presso il Tar del Lazio contro un provvedimento di esclusione in sede di prequalifica adottato in data 19 dicembre 2019.  Da qui la decisione del Gruppo, annunciata con un comunicato stampa, di voler ricorrere al Consiglio di Stato. “Il Gruppo Astm - scrive la società - è pienamente confidente della legittimità del proprio comportamento nell’ambito della procedura di prequalifica che ha visto lo stesso partecipare alla gara di concessione con un raggruppamento di imprese, la cui capofila era costituita da una società concessionaria, dotata dei requisiti previsti dalla norma applicabile (Art. 95 DPR 207/2010), per partecipare a gare di concessione”. Insomma, il motivo alla base dell’esclusione del raggruppamento di imprese verterebbe sulla circostanza che i requisiti richiesti per l’esecuzione dei lavori erano posseduti dalle imprese mandanti e non anche dalla capofila concessionaria.  Otto giorni prima al Gruppo Astm erano state aggiudicate le concessioni per le autostradali A12 Sestri Levante-Livorno, A11/A12 Viareggio-Lucca e A10 Savona-Ventimiglia.  Capita tutto questo dopo che, nel luglio scorso, Astm aveva acquistato dalla Città di Torino e dalla Città Metropolitana il 19,347% del capitale di Sitaf, portando la sua quota al 67,22% del capitale, per un valore a base d’asta fissato a 150 milioni di euro.  Sitaf, per la cronaca, era titolare della concessione (scadenza nel 2050), per la gestione del traforo del Frejus, lungo circa 13 km, e dell’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia della lunghezza di 73 km. La scalata di Gavio in Sitaf era chiara fin dall’ottobre dello scorso anno quando sborsò all’azionista Mattioda di Cuorgnè la bellezza di 53,6 milioni per acquistare il 10,19% salendo al 47,08% con Anas al 51,09. Insomma lo abbiamo già scritto un mucchio di volte: tutte le strade portano a Gavio o al Gruppo Gavio e se non proprio tutte, quelle piemontesi di sicuro sì. Quatto quatto, zitto zitto, mentre ancora i giornali raccontano la scandalosa gestione di Atlantia che va avanti ininterrottamente dalla caduta del ponte di Genova, Gavio ha continuato a fare affari come non ci fosse un domani, di fatto non subendo alcun contraccolpo per la tragedia sfiorata il 24 novembre 2019 con il crollo del viadotto sulla Torino-Savona che solo per miracolo non ha fatto registrare vittime.  Astm è, manco a dirlo, secondo in classifica tra i mega concessionari del Belpaese con quasi 1.500 chilometri di autostrada gestita.  E 1.500 km sono davvero una cascata di denaro, così tanto da consentire per l’appunto l’acquisto di quote Sitaf per 272 milioni e, appena qualche mese prima quelle di Mattioda in Ativa per un controvolare di 48,9 milioni e, come abbiamo già detto, sempre di Mattioda in Sitaf per 53,6 milioni. Il totale (tenetevi alla sedia) fa 374 milioni abbondanti, che sono una cifra davvero da capogiro. Gavio (cioè Astm e Sias) è oggi concessionario della A4 Torino-Milano, della A21 Torino-Piacenza e dellaPiacenza-Brescia, della A12 Sestri Levante-Livorno-Viareggio-Lucca-Fornola-La Spezia, della A15 La Spezia-Parma, della A5 Quincinetto-Aosta, la A10 Savona-Ventimiglia, la A6 Torino-Savona, la A33 Asti-Cuneo. Il rinnovo Tra gli obblighi  indicati nel bando della concessione autostadale Torino-Aosta e della tangenziale di Torino,  oltre al nodo idraulico di Ivrea, anche l’adeguamento sismico di tutti i cavalcavia e dei sovrappassi e un piano di risanamento acustico. Si aggiunge che il nuovo concessionario si impegnerà a investire  circa 685 milioni per la manutenzione ordinaria, a mantenere in attività tutto il personale e a installare un  nuovo sistema tariffario tutt’intorno a Torino  attraverso il Free-flow Multilane con eliminazione  dei caselli della Falchera, di Bruere, Settimo Tangenziale, Beinasco, Trofarello e Vadò.
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori