Cerca

SAN MAURO TORINESE. Parla la nuova segretaria: “Qui serve un nuovo Pd”

Un congresso all’insegna della “pace”, almeno a prima vista, e una sezione da rifondare. È senza dubbio questa la descrizione migliore per la mattinata che ha portato all’elezione di Anna Maria Barbero (attuale consigliera comunale del Pd) come nuova segretaria del Pd, al posto di Dario D’Ignoti.  Certo, non è mancata qualche polemica e alcuni riferimenti ad un passato (che non passa?) ma l’atmosfera da baci e abbracci virtuali c’era. Ora tocca vedere quanto durerà anche perché nel Pd sanmaurese non sono mica abituati ad andare d’accordo. Poco prima dell’apertura del dibattito la Sindaca Giulia Guazzora ha portato i suoi saluti. “Ringrazio per l’invito. Vi faccio gli auguri - interviene - di buon lavoro e buon congresso e ricordo il percorso fatto insieme nel 2021, è stata premiata un’idea di città che vede un partito strutturato e  le liste civiche. È stato premiato il centrosinistra unito, deve rimanere così. Il Pd è stato l’architrave di tutto questo e deve rimanerlo. Grazie per quello che avete fatto per me”. Dunque, parole al miele che hanno preceduto le linee programmatiche della nuova segretaria, Anna Maria Barbero. Si parte da lontano. “Ringrazio Luca, - esordisce Barbero - abbiamo creduto insieme nelle primarie e abbiamo perso. Questo però ci ha ricompattato, siamo tornati ad essere il Pd e abbiamo vinto con Giulia e quindi tutto il Pd ha vinto perché abbiamo appoggiato un progetto, importantissimo per la nostra città e bisogna lavorare per farlo andare avanti”. Si passa, poi, ad una breve analisi della situazione nazionale. “La pandemia ha cambiato tutto, - prosegue la neo segretaria - nel mondo, in Italia e anche a San Mauro. Si sono create ulteriori disuguaglianze economiche e sociali, non tutti hanno avuto il vaccino. Sento la politica che fa solo dichiarazioni di solidarietà sulla precarietà, sugli incidenti sul lavoro, su questo noi come Pd dovremmo insistere di più”. Poi un riferimento alla precedenti elezioni politiche: “Nel 2018 le competenze politiche erano sbeffeggiate, l’esperienza e il saper fare politica, però, sono fondamentali. Quuello che è successo con i 5 Stelle, in ogni caso, non è da sottovalutare, dobbiamo capire dove abbiamo sbagliato e come rimediare a questi errori, serve un’agenda di azioni politiche per riportare la fiducia in generale. Abbiamo dei valori importanti e dobbiamo mantenerli. Abbiamo avuto tanti Pd ma ora serve guardare al futuro, al campo largo”. E infine si arriva a San Mauro, al circolo locale, per anni contraddistinto da una serie di guerre fratricide, una dopo l’altra. Basti pensare che in meno di un anno la Barbero è il terzo segretario dopo Matteo Fogli (che presentò le dimissioni prima delle elezioni del 2021) e dopo D’Ignoti (che non ha trovato i numeri e l’appoggio per ripresentarsi). Nel circolo Pd di San Mauro - spiega la Barbero - non serve un nuovo coordinatore ma un nuovo Pd, abbiamo fatto passi avanti ma dobbiamo continuare su questa linea, serve un rinnovamento, un partito inclusivo, aperto ai bisognosi e ai problemi del lavoro. Il circolo deve essere un punto di riferimento per tutti i sanmauresei. Il Pd deve essere promotore e guida delle forze riformiste, come accaduto a San Mauro con un’ampia coalizione di centrosinistra che ha portato all’elezione di Guazzora. La campagna elettorale ci ha permesso di conoscere persone nuove, non dobbiamo disperdere questo patrimonio. Dobbiamo far crescere il nostro circolo anche attraverso queste persone, dobbiamo aumentare i nostri iscritti perché questo ci fa avere più idee. Gli iscritti e i militanti sono la risorsa più grande per il partito. Dobbiamo restituire a queste persone la partecipazione, il Pd deve tornare ad essere il Partito a cui la gente si iscrive con orgoglio proprio nel momento in cui la democrazia ha raggiunto i più bassi livelli di partecipazione dal dopo guerra”.  E quindi, per fare tutto ciò, occorre porre un freno ai personalismi che da sempre caratterizzano il Pd sanmaurese. “Serve cambiare lo stile di comunicazione, - prosegue Barbero - di stare insieme e di fare festa. Dobbiamo tornare a parlare di politica, accettare le sfide del cambiamento, tornare ad una comunità affinché tutti si sentano protagonisti nel circolo. Dobbiamo essere permeabili alle associazioni che arrivano da fuori, dobbiamo trarre insegnamenti e offrire risorse e sostegno. Ogni elettore deve sentirsi coinvolto come e più che in campagna elettorale. Serve esserci sempre sul territorio, come abbiamo fatto e dobbiamo continuare a farlo. Non servono poi risposte politichesi, dobbiamo abbattere le barriere tra paese e vita reale”. E poi? “Voglio ridare centralità al direttivo, - continua la neo segretaria - deve essere l’anima politica del circolo, il luogo dove ci si scontra sulla politica ma non sui gruppi o le persone. Un direttivo con cadenze fisse, una volta al mese, che diventi una struttura stabile. La segreteria la vedo come una struttura snella che si prende in carico la comunicazione e l’organizzazione del partito. Tutte le competenze devono essere messe a disposizione. Servono dei gruppi di lavoro per discutere dei temi principali. Serve avere un gruppo di giovani democratici, i giovani sono importanti, devono fare rete e l’abbiamo visto con le tante firme raccolte sui referendum”. Infine, gli ultimi due obiettivi. “Ho un sogno - conclude Barbero - nel cassetto: avere una sede per il nostro circolo, so che è difficile ma dobbiamo provarci. Mi piacerebbe, poi, che in un bar qualcuno mi dicesse che Katia e Luca sono i migliori assessori di San Mauro. Le persone del Pd devono essere ricordate per il loro lavoro”.

Dopo le linee programmatiche il dibattito è continuato con gli interventi di alcuni iscritti

I “pragmatici” È partito Pietro Carena, storico iscritto del Pd, ex consigliere comunale tra il 2011 e il 2016. Anna Maria - spiega - si è titolata come persona tra quelle con più inventiva, più presenza e l’ha dimostrato anche il risultato elettorale, sa parlare con la città. Dovrà esserci un cambio di passo perché la situazione è cambiata, dobbiamo essere proattivi nei confronti della città. Il Pd deve essere il punto di riferimento di un qualcosa di più grande, il campo largo è anche una prospettiva organizzativa non solo ideale”. Su una linea simile anche il capogruppo del Pd, Rudy Lazzarini. “Intervengo - commenta - per sottolineare alcuni aspetti che sono importanti in questa fase. È una fortuna fare un congresso adesso, dopo aver vinto le elezioni con un entusiasmo che non ci aspettavamo fin da subito. C’è stato un risultato che è andato ogni altra aspettativa, grazie ad una squadra, una coalizione credibile, una leadership che è arrivata a tutti i nostri concittadini. Un bagaglio da non disperdere, dobbiamo risaldare le fila. Dobbiamo ritornare ad essere un partito e meno un comitato elettorale, non pensiamo più alle primarie. Apriamo le porte e recuperiamo iscritti che si erano allontanati da noi. Dobbiamo essere più inclusivi, serve un coordinamento con le forze della maggioranza, della coalizione in modo che si possa costruire una squadra più coesa con loro. Ringrazio Anna Maria per la sua disponibilità, una persona empatica, conosciuta, porterà vantaggi a tutti noi”. Tra i “pragmatici” c’è anche l’assessore Katia Venturi. “Sono contenta - interviene - per il dialogo, questo nuovo modo di confrontarci. Siamo una comunità che si riconosce in alcuni ideali e principi e ha l’obiettivo di governare e non può farlo se non trova una forma di unitarietà al suo interno. Dobbiamo andare avanti non puntando ad obiettivi singoli ma servono obiettivi comuni. Solo insieme possiamo creare qualcosa”. Pragmatica anche l’ex assessore Grazia Gilardi. “L’unità è importante, - precisa - il confronto, la partecipazione, dobbiamo essere un sostegno ma anche un pungolo per l’amministrazione. Dobbiamo ricordarci di essere dalla parte della gente, dalla parte di chi ha ragione: i deboli, chi ha bisogno”. Si iscrive, invece, al partito dei “Critici” ma guazzoriani, l’ex Presidente del Partito, Ettore Bruno.Un congresso a lista unica  - spiega - non era scontato. Abbiamo fatto l’opposto di quanto non è stato fatto un anno e mezzo fa quando il confronto scivolò su toni emotivi e da stadio. Oggi con questa situazione facciamo un passo avanti. Il 2021 è stato favoloso a livello di campagna elettorale meno a livello interno. Abbiamo vinto perché tutte le forze di centrosinistra si sono ritrovate insieme. Ho la possibilità di fare cose che mi hanno riportato a 50-60 anni fa quando si trovavano militanti entusiasti. C’è stato un cospicuo incremento di iscritti. Il secondo elemento è stato Giulia, ha saputo parlare e tenere insieme tutta la coalizione. Prima Sindaca di San Mauro, prima Sindaca eletta alla prima candidatura, prima sindaca senza partito (almeno alle primarie). Se non ci saranno comportamenti tafazziani abbiamo la Sindaca per i prossimi 10 anni. Serve un ruolo più ampio per gli iscritti che non possono essere chiamati a votare ogni 5 anni, vedo la creazione di una nomenclatura che troviamo dappertutto: consiglio comunale, direttivo e organi vari. Serve coinvolgere la coalizione e far partecipare Giulia”. Poi ci sono i “critici” e basta.Ho ascoltato Barbero, - esordisce Marino Reymondet (ex assessore ai tempi di Dallolio, membro di Rete Civica e iscritto al Pd) - non voglio rovinare il clima, sono state vinte bene le elezioni ma il ruolo del partito deve essere sempre attento al territorio. Il pericolo è che ci possa essere un partito un po’ seduto sugli allori che può perdere di vista il suo ruolo. Il Partito deve essere sempre autonomo e se serve critico anche nei confronti dell’amministrazione amica che sta governando. Io avrei preferito che il ruolo di segretario non andasse a chi fa già il consigliere”. Poi ci sono i nostalgici di D’Ignoti e chi come Rastelli sottolonea l’importanza dell’identità del Pd... “Grazie a Dario - spiega l’assessore Luca Rastelli - che ha gestito una situazione di frattura e ha portato il Pd alla vittoria elettorale e ora ha capito che era il momento di fare un passo di lato. La nuova segreteria raccoglie una sfida complicata, con lei abbiamo lavorato bene alle primarie ma ancora prima. Per un anno intero un gruppo di persone ha dedicato tempo, abbiamo lavorato per un anno per produrre un programma elettorale che poi è diventato il programma della coalizione. Lei l’ha portato avanti anche dopo le primarie quando io non riuscivo a dare una mano. Queste linee programmatiche a breve diventeranno parte del Dup, il Documento Unico di Programmazione. Mi sento infine di fare tre moniti: il Pd non deve trasformarsi nel partito di potere, anche se il potere va gestito e serve ad amministrare la città. Dobbiamo guidare il Pd verso un ambito di porte aperte ma non porte girevoli, il Pd non deve essere usato con fini personali, dobbiamo rivolgerci ai cittadini”. Plauso al segretario uscente anche da parte di Maria Vallino, Presidente del Consiglio: “Non possiamo dimenticare chi ha contribuito a far arrivare il Pd ad un grande risultato, il segretario D’Ignoti ha preso in mano il Partito in un momento difficile e poi siamo arrivati ad essere il primo partito in città, quello su cui si basa l’amministrazione. Mi auguro che riusciremo ad essere un partito coeso, non darne l’idea ma esserlo”. Infine ci sono gli ultra nonstalgici della minoranza del partito... Occorre - precisa Federico D’Agostino - dire grazie a Matteo Fogli e a Ettore Bruno (tra i primi sostenitori della candidatura di Giuli Guazzora quando nel Pd erano tutti per Rastelli, ndr), l’intuizione che ci ha portato a vincere l’hanno avuta”.  Sulla stessa linea anche Matteo Fogli (ex segretario e oggi consigiere comunale). “Dal passato si impara, c’è stata una fatica enorme per arrivare al risultato elettorale, ci sono state fatiche interne al partito ma anche personali. Una fatica che ha pagato per la gioia che ne abbiamo ricavato. Abbiamo anche capito che non possiamo fare da soli, occorre ricordare l’impegno ad allargare e rivolgersi all’esterno con generosità, invece che chiudersi”. 
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori