Cerca

LEINÌ. 24 mila scarpe contraffatte da mandare ai profughi ucraini

Un mucchio enorme di scarpe contraffatte da “ripulire” (in modo da renderle non commerciabili) e poi mandare in Polonia per dare una grossa mano ai profughi ucraini. È questo quanto sta andando in scena, da mercoledì scorso, dentro il Cubo di via Volpiano (l’ex centro vaccinale). A novembre  i carabinieri della Stazione di Leini avevano arrestato due persone residenti a Torino, per ricettazione. Durante i controlli amministrativi in un’area di deposito e smistamento merci a Leinì, i militari dell’Arma avevano fermato la coppia mentre controllava il contenuto di quattro container appena consegnati. All’interno i carabinieri avevano rinvenuto e sottoposto a sequestro 24mila scatole contenenti calzature false, di diverse case di moda, fra le quali Louis Vuitton, Valentino, Nike, Alexander Mc Quenn, Dolce&Gabbana, oltre a famosi marchi di abbigliamento sportivo quali Adidas e Nike. Tutta la merce, ottime riproduzioni degli originali, era destinata ai mercati rionali piemontesi e lombardi. Tutto il carico avrebbe fruttato oltre 1,5 milioni di euro. Ebbene, quelle scarpe, per un po’, sono rimaste ferme in un deposito chissà dove.  Ora, invece, grazie ad un’iniziative dei Carabinieri, in collaborazione con gli Alpini, potranno dare una mano a qualcuno. Le scarpe, - racconta il capogruppo degli Alpini, Alessandro Gays -  come da prassi, sono state collocate in un magazzino della prefettura. Il Maresciallo Chiffi, Comandante della Stazione di Leinì, ha avuto la lodevole idea di farle pervenire ai profughi ucraini, ma in questi caso, in accordo con la Nike, è necessario prima rimuovere i marchi e rendere le scarpe non commerciabili. Per questa attività il Maresciallo si è rivolto all’Associazione Carabinieri e agli Alpini. Noi stiamo fornendo volontari. L’attività è abbastanza semplice ma come potete immaginare è lunga, perché le scarpe sono veramente tante. Nel dettaglio, a seconda del tipo di scarpa, si eliminano i marchi con un coltellino o con un pennarello indelebile, nulla di complicato. Ci è stato messo a disposizione il Cubo, ex centro vaccinale. Gli orari sono al mattino dalle 9 e al pomeriggio dalle 14. Ognuno si ferma quanto può, ci pensa il Maresciallo ad aprire e chiudere”. La mole di lavoro è tanta e quindi si cercano nuove braccia pronte a dare una mano. “Se qualcuno - prosegue Gays - ha tempo disponibile, è ben accetto il contributo di tutti. I volontari già presenti forniranno tutte le informazioni necessarie. C’è chi fa 2 ore, chi mezza giornata, chi quello che può. Una volta finito queste scarpe saranno inviate ai profughi. Ci vorranno ancora un po’ di giorni di lavoro”.
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori