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CHIVASSO. Angelica Cerri Re e il suo sogno realizzato: “Desideravo avere un mio studio di pilates”

https://www.youtube.com/watch?v=tgJFOTSvdw0

Nata a Chivasso il 23 settembre del 1996, Angelica Cerri Re è una chivassese che a soli 26 anni ha realizzato il suo sogno. Quale? Laurearsi ed aprire uno studio di pilates.

Angelica Cerri Re ci racconta la sua vita. Partendo da lontano...

Da piccola ero una bimba sempre felice - inizia a raccontare -, molto solare e tranquilla. Sono nata e cresciuta nell’ambiente della palestra… Mia mamma Stefania, infatti, aveva creato un mio ‘parco giochi’ all’interno della sua palestra per tenermi sempre con lei. Negli anni ho praticato un sacco di sport: danza, ginnastica ritmica, nuoto, ecc... ecc... L’ho sempre amato, è la mia valvola di sfogo e mi ci dedicavo sei pomeriggi su sette alla settimana come attività extra scolastica”.

Crescendo si è iscritta al liceo linguistico e poi, avendo un papà osteopata, ha scelto di studiare Osteopatia. Si è subito resa conto, però, che quella non era la sua strada. Non era felice, e così si è iscritta alla Facoltà di Scienze Motorie. 

Ho conseguito la laurea triennale - prosegue -, l’unico rammarico è stato lo scoprire che di attività sportiva c’erano solo sei ore alla settimana, contro le sei al giorno che c’erano ai tempi di mia mamma, e così ho frequentato un sacco di altri corsi extra universitari, in particolare di pilates con la ‘Italian Academy’ di Lucca e con la ‘FIF’, la Federazione Italiana Fitness”.

E il pilates è in assoluto la sua passione più grande, il perno centrale della sua vita… perché Angelica Cerri Re ama fare del bene e stare a contatto con le persone.

E questo connubio perfetto è riuscita a trovarlo con il pilates appunto, dopo averne provato lei per prima, su se stessa, i benefici.

Non avrei mai immaginato che avrei insegnato nella mia vita - dice -. Ho cominciato a farlo un po’ per caso quando mamma mi chiedeva di sostituirla in qualche corso di gruppo… e me lo chiedeva sempre all’ultimo minuto, perché sapeva che altrimenti non le avrei mai detto di sì".

"Crescendo sono diventata timida, avevo perso la mia solarità e il giudizio delle persone, per un certo periodo di tempo, mi ha un po’ bloccata. Diciamo che fra le sostituzioni alle lezioni e l’aiutare in reception al ‘Politeama’, la scuola di danza di famiglia, mi sono sbloccata. Mi si è aperto un mondo davanti e quella è stata la chiave di svolta: sono tornata solare e disinvolta come lo ero in passato”.

Angelica Cerri Re si è laureata ad aprile 2020. Desiderava tantissimo avere un suo studio di pilates e i suoi genitori l’hanno aiutata a realizzare il sogno, che oggi è una realtà: lo “Studio 23” di via Torino 88. “Non smetterò mai di ringraziarli… e poi è davvero bellissimo lavorare insieme, in famiglia, facendo ciò che ci piace - afferma -. Quando abbiamo visto questo locale è stato amore a prima vista, un ambiente luminosissimo dal mattino alla sera. Ci entro alle 8 ed esco alle 20 e non mi pesa neanche un po’ farlo, qui mi sento a casa. Il nome l’ho scelto perché ‘Studio Pilates’ mi sembrava banale e poi noi non facciamo solo pilates, ma anche tonificazione e osteopatia, ad esempio; il 23 è il mio numero preferito e fortunato, quello della mia data di nascita, quello che mi capita sempre di incrociare… se guardo l’ora la lancetta dei minuti è sempre sul 23, se prendo l’aereo mi capita quel posto, se prenoto una camera in hotel all’interno del numero c’è il 23 e così via… ho quindi optato per il nome ‘Studio 23’”.

Angelica Cerri Re è soddisfatta della sua vita e si augura di proseguire su questa strada, cercando di fare sempre meglio, continuando a trasmettere la sua passione ai suoi allievi e lavorando con la sua famiglia. “La mia vita è incentrata sullo sport e oggi sono concentratissima sul mio lavoro: nel mio studio insegnando pilates e tonificazione a livello individuale e al ‘Politeama’ facendo tonificazione di gruppo. Quando non lavoro mi concedo un po’ di svago: ballo, infatti continuo ad essere allieva di danza moderna e contemporanea, amo leggere e dedicarmi alla mia bassottina Penelope”.

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