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Volano, sbagliano, ripartono: a Busignetto l’Agility Dog è pura adrenalina

Tecnica, fiducia e cuore in campo: il giudice internazionale Marc Martin è venuto a valutare i migliori binomi del Piemonte e della Lombardia

C’è un momento preciso in cui capisci che non è una semplice gara: quando il cane parte, scatta, vola… e il pubblico trattiene il respiro.

A Busignetto, frazione di Verolengo, al Centro cinofilo “Abbaiare Stanca”, il weekend del 21 e 22 marzo si è trasformato in qualcosa che va oltre lo sport: un concentrato di adrenalina, passione e legami autentici. Due giornate intense, iniziate sotto un cielo timido e nuvoloso, poi illuminate dal sole, che ha reso l’atmosfera ancora più viva e carica.

Due gare nell’arco di due giorni, con rilascio CAC (Certificato di Attitudine al Campionato), e un ospite d’eccezione: il giudice internazionale Marc Martin, arrivato direttamente dalla Francia per valutare i migliori binomi in campo. Non solo tecnica, ma intesa. Non solo velocità, ma fiducia.

 

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Il campo si è riempito fin dal mattino: tantissimi i cani partecipanti, divisi nelle quattro categorie small, medium, intermedium e large, pronti a dare il massimo insieme ai loro conduttori.

Guinzagli pronti, sguardi concentrati… poi il via.

Ogni percorso diventa una storia: salti perfetti, traiettorie precise, corse impeccabili, ma anche esitazioni, piccoli errori e rifiuti davanti agli ostacoli. Eppure nessuno si ferma.

L’Agility Dog è anche questo: cadere e ripartire, sbagliare e continuare. È fiducia reciproca, un legame invisibile che guida ogni movimento. I conduttori accompagnano i loro cani passo dopo passo, e loro rispondono con energia e voglia di correre, dando tutto fino all’ultimo salto.

A raccontare il cuore dell’evento è Antonio Fortino, presidente dell’associazione sportiva dilettantistica che anima il centro:

“Organizziamo gare di agility dog da sette, otto anni. Siamo attivi dal 2012 e oggi si sta svolgendo una gara nazionale. Arriva gente dal Piemonte e anche da fuori, come la Lombardia.”

Dietro pochi minuti di gara c’è un grande lavoro: “C’è almeno una decina di giorni di preparazione. Due campi allestiti: uno per l’agility e uno per il jumping. È un lavorone, ma quando c’è passione la soddisfazione è enorme.”

Due discipline simili, ma non uguali: “Nell’agility ci sono le zone di contatto, come passerella, bascula e palizzata. Nel jumping invece gli ostacoli sono gli stessi, ma senza queste strutture.”

Grande emozione anche per il giudice Marc Martin, alla sua prima esperienza in Italia: “Ci sono squadre bellissime, hanno vissuto momenti splendidi. Sono molto felice. Complimenti a tutti, è un super regalo. È la prima volta che arbitro in Italia ed è davvero molto bello essere qui.”

A fine giornata resta tutto addosso: la stanchezza, le gambe pesanti, il fiato corto, ma anche i sorrisi, gli abbracci e le carezze ai cani dopo il traguardo.

C’è chi ha vinto e chi tornerà per riprovarci, ma tutti hanno dato il massimo. Perché qui non si gareggia solo per un risultato: si corre per passione, si salta per fiducia, si vince insieme.

Quello di Busignetto non è stato solo un evento sportivo, ma un punto di incontro capace di richiamare appassionati da diverse regioni e valorizzare una disciplina in continua crescita.

Al termine, tra fatica e soddisfazione, resta il bilancio di un evento riuscito, costruito su organizzazione, partecipazione e passione.

Ancora una volta, l’Agility Dog ha confermato la sua forza: uno sport fatto di tecnica, relazione e impegno condiviso.

 il giudice Marc Martin



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