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Verrua Savoia, una serata per il popolo curdo: dagli Ezidi al Rojava

Venerdì 30 gennaio la presentazione del libro di Carla Gagliardini

Verrua Savoia, una serata per il popolo curdo: dagli Ezidi al Rojava

Verrua Savoia, una serata per il popolo curdo: dagli Ezidi al Rojava

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Venerdì 30 gennaio 2026, alle 20.45, la sala polivalente di Verrua Savoia, in località San Giovanni 65, ospiterà una serata di solidarietà dedicata al popolo curdo, troppo spesso ignorato perché fuori dalle mode dell’informazione. Un appuntamento pubblico, a ingresso libero, che mette al centro la libertà e l’autodeterminazione, dal Rojava allo Shengal, attraversando una delle ferite più profonde del Medio Oriente contemporaneo.

L’iniziativa è promossa dalla Biblioteca civica di Verrua Savoia in collaborazione con ANPI – sezione di Crescentino, Fontanetto Po e Lamporo, Associazione Amici di Verrua Savoia e Legambiente Il Girasole – gruppo di Verrua Savoia. Una rete di realtà associative che sceglie di non voltarsi dall’altra parte e di tenere accesi i riflettori su un popolo oppresso, perseguitato e colpito da un genocidio che l’Occidente ha rapidamente archiviato.

Al centro della serata la presentazione del libro “EZIDI. Un popolo in lotta contro il suo genocidio”, firmato da Carla Gagliardini, un lavoro che ricostruisce storia, cultura e persecuzioni della comunità ezida, insediata in Iraq in un’area del Medio Oriente devastata dalla guerra. Un racconto che unisce ricerca, testimonianza e memoria, con la prefazione di Giorgio Riolo, e che restituisce voce a chi è stato ridotto al silenzio.

Interverranno Carla Gagliardini, autrice del volume, e Antonio Olivieri dell’Associazione Verso il Kurdistan, impegnato da anni nella solidarietà internazionale e nel sostegno alle popolazioni curde. Un confronto aperto, pensato non solo per informare ma per interrogare le coscienze, mettendo in discussione l’indifferenza e la rimozione collettiva.

Non una semplice presentazione libraria, ma un momento pubblico di consapevolezza civile: perché la storia degli Ezidi, come quella dei curdi, non appartiene solo a una terra lontana, ma riguarda il modo in cui l’Europa sceglie di guardare – o di non guardare – alle ingiustizie del presente.

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