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29 Novembre 2017 - 17:49
andrea vuolo lavora da ottobre a 3B Meteo, ha realizzato il suo sogno
Ci raccontano che i giovani d’oggi non sono buoni a nulla. Che i talentuosi scappano all’estero perché in Italia non c’è posto per loro. Che qui rimane solo chi non ha sogni e aspirazioni. Balle!
Ed è parlando con Andrea Vuolo - 26 anni, una vita passata a Ciriè, gli ultimi anni a Nole - che ce ne accorgiamo. Vuolo e la sua passione: la meteorologia. Lo studio dei fenomeni atmosferici che condizionano la nostra vita ogni giorno. Un amore, pensate un po’, nato da una neve stravagante, coi fiocchi caduti dal cielo in un aprile di fine millennio. E poi lo studio, l’impegno, la costanza. Dal progetto della pagina Facebook “Meteo Ciriè e Valli di Lanzo” fino al contratto di lavoro conquistato a 3B Meteo, che l’ha portato a vivere lontano dal ciriacese, dove torna ogni due o tre settimane. Ma non c’è solo la meteorologia nel suo cuore. Anzi. Il calcio, il ciclismo, l’attività nel direttivo di Borgo San Rocco, per il quale peraltro è capogruppo dei “tamburini”. Eppure tutto parte da lì, dalla neve, una tela bianca a cui dare colore, su cui costruire un sogno. Come in una celebre scena del film “Amarcord”, l’immagine del pavone tra la neve...
Andrea com’è nata la tua passione?
E’ nata in prima elementare, la neve è stata il mio primo amore. Era il 2 aprile ’98, ero in classe, dopo un temporale cominciò a nevicare. Un fenomeno tardivo, ricordo ancora oggi le foglie piegatee gli alberi danneggiati dal temporale e dal peso della neve. Da quel momento ho iniziato ad appassionarmi di meteorologia, a seguire le previoni in Tv, ero ossessionato dal sapere che tempo facesse. Così mi feci comprari i primi termometri a mercurio dai miei genitori.Ai tempi delle scuole medie, poi, sono arrivati alcuni strumenti professionali per archivare i dati e ricostruire uno storico su Ciriè.
Com’è proseguito il tuo percorso?
Mi sono iscritto all’istituto aeronautico Grassi di Torino, il percorso triennale trattava di meteorologia. E intanto nel 2008 sono entrato a far parte di Meteonetwork onlus, associazione che riunisce i principali meteo-amatori italiani. Ho cominciato a fare divulgazione scientifica, tenendo corsi alle scuole elementari e medie di Ciriè e Lanzo. E poi ho conosciuto il colonnello Mario Giuliacci e Flavio Galbiati del centro Epson Meteo, che mi hanno dato la spinta a intraprendere gli studi universitari per puntare a tutti gli effetti a diventare meteorologo professionista.
Di qui, l’università...
Sì, dopo il diploma mi sono iscritto alla facoltà di Fisica, a Torino. Ho conseguito la laurea triennale nel 2014 e poi mi sono specializzato con la magistrale in Fisica dell’Ambiente e Meteorologia. Nel 2016 ho concluso gli studi universitari con una tesi sui modelli meteorologici, con particolare applicazione sulla provincia di Torino.
Dopo la laurea ho svolto un anno da insegnate all’istituto aeronautico, dove mi ero diplomato. Poi quest’estate 3B Meteo ha emesso un bando su internet per la ricerca di giovani laureati, già con esperienza in ambito delle previsioni meteo, da inserire in organico. Ho fatto una serie di colloqui e solo stato selezionato, l’1 ottobre ho cominciato a lavorare dopo aver firmato il contratto. 3B Meteo è un sito internet che si appoggia alla società Meteosolutions srl nata nel ‘99 dalla passione di 3 amici. La società ha sede in provincia di Bergamo, a Ponte San Pietro, e il suo fiore all’occhiello è proprio il sito internet, il secondo più seguito in Italia. L’app, invece, è la più scaricata. .
Cosa ti aspettavi da 3B Meteo?
Non mi aspettavo, devo dire, questagrande organizzazione del lavoro dietro al sito e all’aplicazione. Lavoriamo moltissimo soprattutto per il raggiungimento della maggior precisione delle previsioni nelle prime 48 ore. La gente vuole sapere che tempo ci sarà, e noi cerchiamo di dare loro risposta. Il gruppo è formato da 15 meteorologi provenienti da tutta Italia, mediamente ognuno è specializzato in un certo territorio. Io adesso mi occupo dell’Emilia-Romagna, delle Marche e dell’Abruzzo, ma facciamo anche previsioni meteo per alcuni giornali nazionali, per i comuni di Milano e Bergamo, Sky, Rete Ferroviaria Italiana, Autostrade per l’Italia, Poste Italiane e diversi comprensori sciistici.
Cos’hai provato quando hai dovuto lasciare il ciriacese?
Essendo che è stata la prima volta che mi sono dovuto allontanare da casa, ho provato un po’ di timore, anche di non aver fatto la scelta di vita giusta. Ma alla fine ho sempre avuto questa passione particolare e sono sempre stato una persona determinata, mi sono messo in gioco, ho deciso di prendere la palla al balzo e cogliere questa occasione.Aver raggiunto un obiettivo che mi ero prefissato dai tempi delle scuole elementari mi ha riempito di orgoglio, mi sento una persona fortunata pur avendo portato avanti un percorso di studi difficile, stressante, con periodi in cui mi chiedevo se tutto questo avrebbe fatto per me. La passione mi ha aiutato a superare ostacoli e difficoltà. Il primo giorno di lavoro ho sentito una vera e propria adrenalina in me, adesso ogni mattina mi alzo e non vedo l’ora di andare a lavorare, è una cosa che mi fa stare bene. Mi piacerebbe che tutti i ragazzi come me credessero fermamente nei propri sogni, senza mai farsi fermare da nessuno.
Con la stessa determinazione, anni fa, hai lanciato il progetto “Meteo Ciriè e Valli di Lanzo”....
Sì, con l’avvento dei social ho avuto l’idea di aprire una pagina Facebook, un po’ per gioco. È successo nel 2010, quando ho acquistato alcuni strumenti professionali, così ho iniziato a divulgare i dati meteo di Ciriè su Facebook. Senza volerlo la cosa si è ingiugantita a dismisura, soprattutto a novembre 2011, quando c’è stata la forte ondata di maltempo sul Piemonte. Evidentemente abbiamo dato un servizio utile e tempestivo, tanto che i “follower” sono aumentati di gran numero. Adesso la pagina che gestisco insieme ad altri ragazzi ha quasi 14 mila “mi piace”. Tendiamo mediamente a raccontare le vicissitudini meteorologiche quando ce n’è necessità, ovvero avvisiamo la popolazione dei cambiamenti climatici, raccontiamo le temperature estreme, postiamo le foto dei paesaggi che ci inviano gli utenti. Siamo entrati in stretto contatto con la popolazione, addirittura in città le persone che neanche conosco mi fermano e mi chiedono le previsioni. Questo mi fa molto piacere, la gente si è appassionata alla mia passione.
Qual è il tuo sogno?
Il mio sogno, in realtà, l’ho già realizzato. Questa è la passione che mi ha sempre distinto dai bambini che normalmente sognano di fare il calciatore, il musicista, l’astronauta, e a 25 anni sono riuscito a farne il mio lavoro. Adesso il mo obiettivo è continuare a divulgare questa passione ai giovani, per coinvolgerli nella scienza, spronarli a credere fermamente nei propri mezzi. Sono convinto che con passione e determinazione, anche in un paese dove lavorativamente parlando ci sono molte difficoltà, i risultati si possono ottenere. Mi piacerebbe fare corsi nelle scuole, così da potermi interfacciare coi ragazzi. L’Italia non dà molto spazio ai giovani e io mi sento un po’ una mosca bianca, proprio per questo voglio raccontare la mia esperienza, per dare fiducia a chi ha un sogno.
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