Cerca

CHIVASSO. Sanità, Giacometto (FI): "Vigilerò sull'apertura del reparto di emodinamica nei primi mesi del 2020"

CHIVASSO. Sanità, Giacometto (FI): "Vigilerò sull'apertura del reparto di emodinamica nei primi mesi del 2020"

Carlo Giacometto, onorevole di Forza Italia

Quattro chiacchiere con Carlo Giacometto, parlamentare di Forza Italia e consigliere comunale di Brusasco. Allora Carlo, sei parlamentare da un anno e mezzo. Com’è cambiata la tua vita? E’ certamente una vita con dei ritmi totalmente diversi rispetto a prima e con molti più vincoli: è proprio vero che, a questi livelli, la politica è un impegno totalizzante, che monopolizza tutte le mie giornate.

Come ti trovi a Roma e quanti giorni passi nella Capitale?

Dopo un primo periodo di ambientamento, che da buon piemontese ho certamente un po’ patito, direi che adesso mi trovo bene nei tre, quattro giorni che passo nella Capitale.

La vita del parlamentare è faticosa?

Come dicevo prima, non è una fatica di tipo fisico, perché è un modo diverso di viaggiare rispetto alla mia “vita precedente”: prima, come pendolare, mi toccavano quarantamila chilometri all’anno alla guida! Si tratta, invece, di un impegno molto gravoso dal punto di vista della concentrazione, dello studio, del dover giustamente essere sempre all’altezza della situazione. È molto stimolante.

Ti manca casa tua?

Mettiamola così: se Brusasco fosse ad un’ora, un’ora e mezza di distanza da Roma molto probabilmente ne approfitterei per tornare a casa, quantomeno nei giorni in cui i lavori dell’Assemblea non si protraggono oltre le 20.

Cosa stai facendo per il tuo territorio?

Come deputato di minoranza, sia del precedente Governo, sia dell’attuale, sto facendo quel che il mio ruolo mi consente, e cioè dare rappresentanza alle istanze che provengono dalla nostra zona, a livello parlamentare e in tutte le altre sedi: da quelle che riguardano le competenze della mia Commissione in tema di infrastrutture, come la battaglia per la tangenziale est, per l’interconnessione a Chivasso dell’alta velocità ferroviaria e per le compensazioni nucleari da estendere anche ai Comuni della collina, a quelle più generali, con un’azione di moral suasion, che è connaturata al mio attuale ruolo, nei confronti degli altri livelli di governo del territorio. Cito, fra tutte, l’attenzione affinché vengano rispettati i tempi di riattivazione del servizio di emodinamica all’ospedale di Chivasso, prevista entro i primi due mesi del 2020. Certo, sarebbe decisamente meglio essere al Governo, anche per essere maggiormente incisivi nelle scelte di politica economica dell’Italia: ma per raggiungere questo obiettivo dobbiamo andare a votare, cosa che io auspico avvenga presto.

Sei parlamentare ma anche consigliere comunale nella “tua” Brusasco. Dove ti diverti di più?

Ti dico la verità: mi diverto allo stesso modo sia a Roma, sia a Brusasco. Là, essendo al primo mandato, ho meno occasioni di essere protagonista, mentre qui per forza di cose in Consiglio comunale credo di avere un certo peso... detto questo, affronto entrambi i ruoli con la stessa intensità, e finché il mio gruppo non mi chiederà di fare un passo indietro, cosa che sarebbe del tutto legittima e che in un certo senso ho pure auspicato, rimarrò in Comune perché nel 2016 ho preso un impegno con chi mi ha dato il maggior numero di preferenze personali. E’ un impegno che intendo rispettare, perché sono convinto che aver deciso di occuparmi di Brusasco, insieme ad un bellissimo gruppo di amici guidato da Anna Marolo, sia stato un tassello fondamentale per la mia crescita umana e politica.

In questo periodo hai visto cambiare il Governo e anche un po’ il modo di fare politica in questo Paese. Pensi che ci si sia allontanati ancora un po’ di più dai cittadini?

Al contrario, penso che i cittadini si siano avvicinati di più alla politica negli ultimi anni. Il tema è come lo abbiano fatto. Grazie ai social media l’attenzione è certamente cresciuta, ma con un approccio più veloce, anzi direi superficiale. Forse bisognerebbe approfittare di questa fase per coinvolgere meglio i cittadini che vogliano occuparsi delle loro comunità, supportandoli con strutture di partito o associative più adeguate. Questo in generale. Quanto, invece, al caso particolare del recente cambio di Governo, c’è da dire come neanche il precedente fosse in sintonia con la maggioranza degli italiani, che continua ad essere di centrodestra e non certo favorevole alla coalizione delle tasse e delle manette attualmente a Palazzo Chigi.

Hai visto il dibattito Renzi-Salvini a Porta a Porta? Chi ha vinto secondo te?

Ho visto la prima parte del dibattito e mi ha colpito l’attacco scientifico, anche con una buona dose di preparazione, di Renzi nei confronti di Salvini. Al contrario, ho visto un Salvini decisamente più orientato a parlare al Paese e meno incline alla polemica, anche personale, nei confronti del suo interlocutore.

Se l’obiettivo era quello di strappare qualche voto ai diretti concorrenti per, magari, superare lo sbarramento del 4 per cento, Renzi si è dimostrato molto abile. Se, invece, l’obiettivo era, come credo avrebbe dovuto essere, quello di conquistare la maggioranza degli elettori italiani, ha certamente vinto Salvini.

Cosa ne pensi del Governo Pd-5 Stelle? Durerà?

È il Governo delle quattro sinistre, sostenuto dai partiti che hanno perso, anche malamente, tutte le elezioni degli ultimi anni e che si regge con grandissima difficoltà su una maggioranza parlamentare litigiosa e divisa su molti argomenti, a cominciare dall’aumento delle tasse che sta per arrivare. Penso, dunque, che sia un Governo senza legittimazione popolare, e in quanto tale politicamente insostenibile.

In merito alla sua durata, ho imparato in questo anno e mezzo che fare previsioni è inutile: ho sentito con le mie orecchie gli scambi di accuse, in alcuni casi anche gli insulti, fra i deputati del M5S e del PD, renziani e non, durante il Governo gialloverde e mai avrei pensato che si mettessero insieme. Lo hanno fatto: certo, per la paura di andare al voto. Ma oggi sono tutti insieme, più o meno appassionatamente: mettiamola così, spero duri il meno possibile e che la parola torni agli elettori per avere un governo che abbia davanti a sé cinque anni di lavoro senza divisioni e polemiche quotidiane.

Hai partecipato alla manifestazione di Salvini a Roma?

Sì, ho partecipato proprio per le motivazioni che ho fin qui illustrato. C’è nel Paese una maggioranza di centrodestra, alternativa a tutte le variegate sinistre, che vuole provare a governare con un mandato pieno da parte degli italiani, per invertire una rotta che da troppi anni ci vede come fanalino di coda di tutte le economie occidentali, per non parlare di chi cresce con un PIL a due cifre.

Il Presidente Berlusconi ha creato questa coalizione venticinque anni fa, dunque Forza Italia è a buon diritto fondamentale, sia in termini di consenso, sia in termini di contenuti, sia in termini di azione di governo.

Il premier Conte ti piace? Gli hai mai parlato?

Sinceramente, quel suo eloquio volutamente ricercato non mi fa impazzire. Ma capisco che possa piacere a chi non ami i toni urlati che hanno caratterizzato gli ultimi tempi. Gli ho parlato in una sola occasione, diciamo fuori dall’orario d’ufficio: una chiacchierata di pochi minuti, quando ancora non era stato folgorato sulla via del PD!

Hai conosciuto Berlusconi. Una qualità che gli riconosci.

Solo una? A parte le battute, se devo proprio sceglierne una in questa fase della sua vita politica, dico la generosità: come si è visto anche alla manifestazione dello scorso sabato a Roma, il Presidente non si è risparmiato, è andato tra la gente, ha ancora una volta guidato la campagna elettorale per le regionali di Forza Italia, con un’energia e una determinazione oggettivamente senza eguali. Quelli della mia generazione devono solo prendere appunti: un vero bomber, il numero uno.

Un parlamentare con cui hai un feeling speciale.

Ho un ottimo rapporto con tantissimi colleghi, non solo del mio gruppo parlamentare. Cito, però, il mio vicino di banco: Renato Brunetta, che ho avuto la fortuna di conoscere bene in questo primo scorcio di legislatura e che, con la sua intelligenza e la sua cultura in ogni campo, non solo nelle “sue” materie economiche, mi sta insegnando tantissimo. Sono stato fortunato nella collocazione in Aula.

E uno che ti sta proprio sulle balle.

Senza personalizzare, direi il fanatico grillino medio. Attenzione, come ovvio, anche in quel gruppo ci sono colleghi con cui ci si può confrontare in modo proficuo. Ma ci sono anche quelli, pochi per fortuna, che sembrano pervasi da odio ideologico nei confronti di chi non si rassegna al loro giustizialismo forcaiolo. Ecco, questi non li sopporto.

Qual è il futuro di Forza Italia?

Il futuro di Forza Italia è in funzione della nostra capacità, e parlo degli eletti a tutti i livelli e di chi ha responsabilità nelle strutture del partito, di essere attenti alle istanze del territorio, di essere presenti tra i cittadini, di essere in grado di fare proposte concrete e realizzabili, di impiegare al meglio le risorse pubbliche quando siamo chiamati al governo delle Istituzioni. Insomma, di essere un partito capace di elaborare idee e selezionare leadership, locali e non solo. Sono ottimista.

E il tuo?

Dopo tante esperienze all’opposizione, a Brusasco, a Torino e a Roma, vorrei che il futuro mi desse l’opportunità di essere finalmente al governo. Visto che ho appena compiuto 46 anni, confido di potercela fare!

Quanto al dove, non dipenderà solo dalle mie scelte, ma anche da quelle delle persone che hanno condiviso con me un percorso politico-amministrativo in questi anni. Ne parliamo al prossimo turno elettorale, ok?

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori