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18 Marzo 2022 - 18:59
Gina Borghesi era la nonna della sindaca Elena Piastra. Aveva 94 anni. Lei, come tante altre donne, ha cambiato il volto di questa città, dopo essere partita lasciando l’Emilia Romagna per vivere all’ombra delle ciminiere delle fabbriche. Era mamma di sei figli e una nonna amatissima. I funerali sono stati celebrati presso la chiesa Ss. Trinità, nella mattinata di venerdì 11 marzo. In chiesa, durante la cerimonia funebre, le nipoti hanno voluto salutarla con questa lettera.
Raccontare nonna Gina a chi l’ha conosciuta è facilissimo: un sorriso aperto e accogliente. Uno sguardo dolce che non sapeva cosa fosse il rancore. Tante tavole imbandite per condividere i tuoi sapori meravigliosi che hanno per tutti noi il sapore dell’infanzia. Spiegare chi fossi a chi non ti ha conosciuta è forse più difficile. Hai conosciuto la povertà e la fame, hai partorito 6 figli, hai lasciato la tua terra per il lavoro del nonno Paolo alla Montecatini e per venire ai 100 alloggi, qui in Corea, tra le tantissime penne fatte insieme ai figli. Amavi la musica, pur non avendo potuto studiarla da piccola e il ballo: “ohhh, io ero matta per il ballo!”
Sei per noi radici di modi di fare e di valori che ci accompagneranno sempre. Ci hai insegnato l’umiltà nel suo significato più profondo, la dignità che si trova nel lavoro e soprattutto il fatto che la generosità e l’accoglienza non hanno bisogno di tante parole: “Noi, chi ha bisogno, l’aiutiamo” dicevi sempre “che dove mangiamo in due si mangia in tre”. E sei stata albero, chioma per tutti noi perché sotto i tuoi rami si stava proprio bene e in effetti casa tua è sempre stata piena di persone, fino all’ultimo, e non solo perché hai 5 figli, 9 nipoti e 8 pronipoti e solo noi si fa il nostro bel rumore, ma perché stare con te metteva allegria sempre e le persone avevano voglia di passare il loro tempo insieme a te.
Grazie di tutto, cara nonna, in qualche modo le tue solide radici continueranno a esistere nella nostra famiglia e i germogli che daremo continueranno ad avere il sapore delle tue parole e dei tuoi insegnamenti. Non siamo sicuri che riusciranno ad avere il sapore delle tue piadine ma ci impegneremo a fare del nostro meglio anche con quelle.
E, come diresti tu per chiudere: Amarcmand burdei feet i brev e andeit tut dacord (mi raccomando bambini fate i bravi e andate tutti d’accordo).
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