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SAN MAURO TORINESE. Dopo due anni è tornata la festa delle fragole sanmaurese

SAN MAURO TORINESE. Dopo due anni è tornata la festa delle fragole sanmaurese

In foto, il ponte vecchio con la proiezione delle fragole

La Festa delle fragole è stata un ricominciamo. Questo almeno è l’auspicio dell’amministrazione locale che per l’occasione ha puntato a stupire i propri cittadini: l’illuminazione accesa sul Ponte Vecchio è stato un omaggio alla città, alla sua festa ma principalmente alla comunità di sanmauresi, poiché il punto fondamentale della due-giorni è stato l’invito a ricominciare ad appropriarsi degli spazi comuni all’esterno delle proprie case. Una festa in grande, come prova l’impianto di proiezione installato per l’occasione, che illuminerà a tema gli archi con l’innovativa tecnica di videomapping per le celebrazioni pubbliche. La manifestazione è filata liscia ma c’è stata incertezza fino all’ultimo: anzi, se il Piemonte non fosse stato in “zona gialla”, le celebrazioni avrebbero seguito la falsa riga di quest’inverno, circoscritte al concerto della Banda.

Largo dunque alle attività all’aperto inaugurate sabato 5 giugno. Il sindaco Bongiovanni ha iniziato a depennare tutte le attività che non avrebbero potuto svolgersi in sicurezza e lasciare piena libertà ai suoi concittadini di partecipare. Una “Festa delle fragole” che ha preferito il profumo delle camminate sui percorsi cittadini, come quelle organizzate da “Amici dei Sentieri “ e la passeggiata nel Mulino di Sambuy curata dall’omonima associazione. Per i piccoli, in programma i picnic sulle balle di fieno e il Ludobus, uno spazio ricreativo nel Parco l’Eliana. Come di consueto, le visite all’Abbazia della Pulcherada guidate dai membri dell’associazione di via San Francesco d’Assisi, La Pulchra Rada.

Non poteva mancare il consueto Mercatino sul Ponte Vecchio. Ninnoli, chincaglierie, bigiotterie: passeggiare fra i gazebo soleggiati fino al tramonto è stata una boccata di normalità per i sanmauresi. Un’occasione salutata anche dalla Banda cittadina: non la solita “solfa” ma quella buona vecchia musica che risuona nelle domeniche di normale festività.

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