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03 Febbraio 2021 - 18:15
Basta con ospiti di lusso e matrimoni. L’effervescente imprenditore, Antonio Iodice, è pronto a ricominciare. A cambiare ancora una volta business. E per farlo ha deciso di mettere in vendita quello che per anni è stato il simbolo del suo successo: il Castello di Pavone.
Acquistato nel 1991 per essere la sede della sua azienda, la Medic, con la quale Giodice e la moglie Barbara si sono fatti strada in ambito sanitario a partire dagli anni Ottanta, il Castello era stato ben presto trasformato in un resort di lusso, un Hotel a Cinque stelle dove ospiti Vip da tutto il mondo hanno potuto trovare il giusto compromesso tra lusso e riservatezza.
Un’avventura partita nel 1995.
Le meravigliose sale, tutte restaurate, sono utilizzate come eleganti location per matrimoni ed eventi.
La crisi legata alla pandemia, però, ha cancellato tutto questo con un colpo di spugna: “Un disastro. E’ tutto un disastro - allarga le braccia Antonio Giodice -. Solo per le manutenzioni e l’ordinaria amministrazione- spiega Giodice -il Castello ci sta costando 20/25mila euro al mese. Tutti soldi che stiamo sborsando di tasca nostra. E’ una voragine”.
Parliamo, infatti, di un Hotel con ristorante da 400 posti, una superficie interna di 4mila metri quadri, un giardino da 4.500, sale conferenze (fino a 250 posti), 28 camere.
Così, un mese fa, circa, la decisione di vendere: “Ci siamo rivolti ad un intermediario specializzato nella vendita di immobili di pregio - spiega Giodice -. Una scelta non facile. Ci sono 30anni di lavoro miei e della mia famiglia, tra queste mura. Io non mi sono mai sentito un castellano. Sono un uomo del fare. Un muratore. Mi piace costruire, mettere mattone su mattone. Ed è venuto il momento di cambiare rotta”.
Cosa pensa di fare?
“La vendita del Castello servirà per andare avanti con l’altra azienda, quella avviata a fine 2018, dei piatti pronti d’eccellenza. La priorità, adesso, è quella di salvare tutti i dipendenti e garantire un futuro a mia figlia Eva”.
“Primi nel Mondo” è il nome del progetto che nel 2019 stava iniziando a prendere piede: “Il Covid ha rallentato - commenta Giodice - ma credo moltissimo nelle potenzialità di questi piatti rivoluzionari”.
Oggi, infatti, la conservazione dei cibi passa dalla refrigerazione. Questi primi piatti, invece, possono essere conservati in dispensa a temperatura ambiente. “Si tratta di alimenti privi di attività microbica – precisa Giodice – sani, sicuri, facili e di gran sapore”. Saltando la catena del fresco è possibile trasportarli in ogni parte del mondo.
E’ da qui che Antonio Giodice, sua moglie Barbara ed Eva, l’amata figlia, riprenderanno la rotta.
Il Castello è anche casa vostra, giusto?
“Per ora sì, ma questa è l’ultima delle nostre preoccupazioni. Vendere è importante per finanziare l’altra attività, per salvare i circa venti dipendenti che lavorano per noi da moltissimi anni e per salvare questo meraviglioso bene artistico. Son felice del fatto di averlo potuto preservare dal degrado per un bel lasso temporale. Ora però è giunto il momento di lasciare ad altri questo compito”.
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