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Cronaca

Minacce e violenze all'ex compagna. In aula il teste chiave dei maltrattamenti di Venaria

L'imputato deve rispondere di maltrattamenti nei confronti dell'ex compagna che ora vive in Germania dove si è rifatta una vita

Venaria: Minacce e violenze all'ex compagna. Sentito il testimone chiave del processo

Una brutta storia di maltrattamenti è quella al centro del processo che si è tenuto giovedì 30 ottobre 2025 al Tribunale di Ivrea. L'imputato è accusato di maltrattamenti nei confronti dell'ex compagna, Ramona P.. I fatti sarebbero avvenuti nel 2022 a Venaria Reale. Il processo, davanti alla giudice Stefania Cugge, si è concentrato su un momento di forte tensione avvenuto ad aprile, quando i due avevano ancora una relazione.

In aula è stato ascoltato un testimone diretto, vicino di casa della donna. Il teste ha confermato di aver assistito a una scena molto tesa: l'imputato, insieme ad altre persone, si sarebbe presentato davanti l’abitazione della donna, gridando in modo minaccioso e battendo con insistenza sulla porta d’ingresso nel tentativo di entrare in casa.

Il momento più preoccupante è arrivato quando il testimone ha visto l'imputato impugnare una mazza. Per evitare che potesse succedere il peggio, il vicino è intervenuto ed è riuscito a togliergliela di mano. Il giorno successivo, aveva sporto denuncia ai Carabinieri consegnando la mazza come prova. Sempre il giorno dopo l'episodio, aveva incontrato Ramona P., notando che aveva diversi lividi sul volto. Alla richiesta di chiarimenti, la donna aveva sostenuto di essere stata picchiata dall'imputato.

Nonostante la gravità delle lesioni subite, la vittima non aveva denunciato l'accaduto. Il 30 ottobre, Ramona P., avrebbe dovuto essere ascoltata come persona offesa nel processo, ma - essendosi trasferita ormai da tempo in Germania dove ha una nuova vita - ha chiesto di non presentarsi al processo, in modo da lasciarsi alle spalle una volta per tutte quel passato travagliato.

Tuttavia, il giudice ha ritenuto la testimonianza di Ramona P. necessaria per ricostruire quanto successo. Per risolvere il problema della distanza, è stato deciso che la donna dovrà testimoniare in videoconferenza direttamente dal Consolato tedesco, in modo che la sua deposizione sia valida legalmente.

Una soluzione simile è stata trovata per un altro testimone che non si è presentato in aula, sostenendo di avere problemi economici e personali. Anche per il suo caso è stata data l'autorizzazione a testimoniare in videoconferenza, presso il commissariato di Polizia più vicino alla sua residenza.

L'udienza ha confermato la serietà delle minacce e violenze subite dalla donna e l'importanza delle deposizioni che arriveranno dalla persona offesa. La prossima udienza è fissata per il 16 aprile  e sarà decisiva per completare il quadro probatorio e fare chiarezza sul caso.

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