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Cronaca
04 Maggio 2023 - 11:25
Compare anche il nome dell'attaccante dell'Arsenal Gabriel Martinelli nelle carte dell'inchiesta sulle false cittadinanze italiane che ha investito il Comune di Lauriano a pochi giorni dal voto (si va alle urne il 14 e il 15 maggio prossimi).
Martinelli, come altri 67 connazionali tra cui il padre Joao Carlos e il campione della nazionale brasiliana di pallamano Josè Guilherme De Toledo, risulterebbero residenti in un B&B a Lauriano che da ottobre 2020 ha cambiato proprietà e nome.

Gabriel Martinelli in piazza Risorgimento a Lauriano con il padre in una fotografia che lo stesso calciatore ha postato sui social
Da ieri circola una fotografia, postata dal calciatore nel 2019, in cui lo stesso è ritratto con il padre in piazza Risorgimento a Lauriano.
La vicenda è oggi sulle pagine di tutti i giornali nazionali.
L'inchiesta della Procura di Ivrea, coordinata dalla pm Valentina Bossi, partita nel 2019 con un'operazione dei carabinieri della Compagnia di Chivasso, ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di dieci persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione e falso in atto pubblico.
Tra gli indagati figurano la sindaca di Lauriano Matilde Casa (che non si ricandida alle prossime elezioni), due dipendenti del Comune, Barbara Anselmino (responsabile dell'ufficio anagrafe), Giuseppe Marcucci, e i titolari di un B&B, Niva Detti e Mauro Franchini.
Oltre a loro gli agenti della società brasiliana Rotunno - Immigration Solutions & Business di San Paolo in Brasile: Stefano Bardelli di Siena, Gabriela Val De Sousa Rotunno e la madre Silvia domiciliate ad Asti ed Ileana Pastrone di Sommariva di Perno (Cuneo).
Sotto la lente le posizioni di 68 brasiliani, all'epoca dei fatti contestati ospiti del B&B di Lauriano, che tra il 2018 e il 2019 ottennero cittadinanze italiane illegali secondo la Procura eporediese.
I brasiliani si sarebbero rivolti alla società Rotunno - Immigration Solutions & Business per ottenere la cittadinanza italiana.
La società avrebbe contattato il Comune di Lauriano e in tre casi anche il Comune di Asciano per il rilascio delle cittadinanze.
I brasiliani avrebbero pagato una cifra tra i mille e 500 euro e i 10 mila euro alla società per ottenere le cittadinanze.

Matilde Casa sindaca di Lauriano
Dalle carte dell'inchiesta emerge che la responsabile dell'anagrafe comunale, come pubblico ufficiale preposto alle trattazioni delle pratiche, avrebbe ottenuto regali dai soci dell'agenzia di intermediazione, tra cui borse e una catenina d'oro, omettendo di effettuare i controlli necessari per verificare l'effettiva residenza e se i richiedenti possedevano i requisiti dello "jus sanguinis".
Le cittadinanze italiane sono state poi riconosciute dalla sindaca Matilde Casa.
Nelle carte, la pm Bossi scrive che "i certificati non sono conformi a legge in quanto emanati nonostante l'omissione dei controlli a monte, che avrebbe dimostrato che i soggetti non erano residenti e in quanto non residenti non avrebbero potuto ottenere la cittadinanza italiana".
Al padre del calciatore dell'Arsenal, si legge nelle carte che "in data 3 aprile 2019 veniva rilasciata falsa autorizzazione a stabilire la residenza presso il B&B Cascina Colombaro, luogo in cui l'uomo non soggiornava nemmeno una notte - infatti pernottava tra il 2 e il 3 aprile 2019 presso un altra struttura del Torinese - Tuttavia la proprietaria rilasciava autorizzazione alla residenza presso il B&B di Lauriano".
La sindaca Matilde Casa ha sempre professato la propria estraneità ai fatti contestati e si è dichiarata disponibile ad essere interrogata.
Per bocca dell'avvocato Mauro Carena sostiene di non aver tratto alcun vantaggio economico dalla vicenda e ritiene di aver svolto il proprio compito in modo conforme al dettato amministrativo.
Sulla vicenda arrivano le prime reazioni.
Il gruppo consiliare "Lauriano e Piazzo Domani", che si ripresenta alle elezioni con il candidato sindaco Renato Dutto, con un post su facebook commenta così: "Il nostro Gruppo si è sempre limitato a chiedere che si facesse in fretta chiarezza su una pagina comunque incresciosa che ha condotto anche alla perquisizione del nostro Comune nel luglio 2019.
All'epoca non condividemmo la decisione del Sindaco di tenere a porte chiuse una seduta del Consiglio dedicata all'argomento, perché riteniamo che i cittadini abbiano diritto alla trasparenza.
In ogni caso, prima di formarci un'opinione sul merito della vicenda e di esprimerla, attendiamo di conoscere gli atti relativi alle indagini. Noi siamo garantisti, non puntiamo il dito contro nessuno, per ora, ma vogliamo chiarezza e trasparenza".
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