RONCO CANAVESE. Il Delegato alla Felicità di Ronco non ha più il compito di pensare al benessere dei suoi concittadini. Mercoledì 8 giugno il sindaco Lorenzo Giacomino gli ha revocato l’incarico. Avrebbe potuto fare diversamente dopo quel che era accaduto il sabato precedente?
Marco Salemi detto Genepy, che lo scorso ottobre era stato designato quale “Delegato alla Felicità”, ha aggredito in piazza la madre della sua compagna, in presenza della compagna medesima e soprattutto delle figlie di lei.
Lorenzo Giacomino Sindaco di Ronco Canavese
Quando alcuni esponenti della Pro-Loco, che erano impegnati lì vicino, sono intervenuti per dividere i contendenti, sono stati a loro volta presi di mira. La signora aggredita è finita all’ospedale di Ivrea per accertamenti.
I motivi scatenanti del diverbio non sono noti ma è probabile che non si sia trattato di un fulmine a ciel sereno. Il sindaco, avvisato di quanto stava accadendo, è giunto sul posto poco dopo: “C’erano già i carabinieri, arrivati dopo un attimo. Gli esponenti della Pro Loco si sono preoccupati di portar via le bambini, conducendole al Parco-giochi. Nella confusione che si è venuta a creare si è pure verificato un tamponamento.”
Gli chiediamo se Salemi avesse mostrato in precedenza una tendenza verso comportamenti violenti: “Da quando lo conosco io (quattro o cinque anni) no, altrimenti non lo avrei scelto!”.
“Genepy” non è di Ronco ma è sempre stato di casa in paese. Vi trascorreva le vacanze estive fin da piccolo e lo scorso ottobre si era pure candidato nella lista poi uscita vincente dalla urne. Paradossalmente, in quanto ”delegato alla Felicità” si sarebbe dovuto impegnare per rendere più piacevole la vita in paese. Ed altrettanto paradossalmente aveva la delega ai rapporti con la Pro Loco… di cui ha aggredito i rappresentanti. Quando lo avevamo intervistato dopo il singolare incarico assegnatogli, si era definito “un tipo allegro e gioviale che va d’accordo con tutti”.
Sembrano invece quasi preveggenti le parole seguenti: “Finora almeno è stato così. Speriamo che ricoprire un incarico amministrativo non cambi la situazione”. E dire che non è nemmeno stato un diverbio politico a metterlo nei guai ma una questione familiare…
Quali saranno le conseguenze del suo comportamento sul piano giudiziario lo si saprà in seguito ma è evidente che il suo gesto non poteva rimanere senza conseguenze: “Stamattina – ci ha detto il sindaco nella serata di mercoledì – ci siamo riuniti e gli ho revocato le deleghe, passate all’assessore Letizia Danna. Al momento non si è dimesso ma sarebbe auspicabile che lo facesse”.
Vista la gravità di quanto accaduto, il provvedimento di revoca è stato già pubblicato sul sito del Comune.
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