Un progetto da oltre 100 milioni di euro per la realizzazione di un grande bacino idrico tra Viù, Traves e Germagnano con una diga in Località Murai.È stato presentato da Ersilio Troglia Ieri, presidente del Consorzio Riva Sinistra Stura e consigliere delegato del Consorzio Valli di Lanzo, durante il partecipato convegno “Sorella Acqua”, svoltosi nella giornata di venerdì 18 gennaio presso la Sala degli Scudieri del Parco La Mandria. Il progetto è ambizioso e finora si sono mossi soltanto i primi passi. Ma Troglia Ieri ha già le idee chiarissime. Un bacino di questo tipo è necessario per la vitalità delle Valli di Lanzo e del ciriacese.Da un lato per garantire tutto l’anno la disponibilità di acqua ai coltivatori. “Le prospettive nel medio-lungo periodo vedono una diminuzione delle precipitazioni nevose e quindi dell’accumulo di neve e ghiacciai che un tempo, sciogliendosi, davano alla Stura una portata quasi normale anche nei mesi estivi - spiega -. Si alterneranno sempre di più periodi di secca e periodi con intense precipitazioni. In questo contesto è necessario trovare un modo per garantire le esigenze idropotabili e irrigue”. E l’unico modo possibile è la realizzazione di un bacino di accumulo. Tra ciriacese e Valli sonocirca 15mila gli ettari di terreno irrigati dalla Stura di Lanzo, e ad oggi l’acqua non sempre basta. Il problema nasce infatti nei mesi estivi.“Calcolando l’anno idrologico medio, da luglio a settembre abbiamo una copertura del fabbisogno pari al 74%, con agosto sotto al 60% - rimarca Troglia Ieri -. Con il bacino ci avvicineremo al 90% nei mesi estivi e all’80% ad agosto”.Il bacino progettato dallo Studio Rosso su mandato del Consorzio sarebbe ubicato al fondo della Valle di Viù. Un “lago artificiale” da 18 milioni di metri cubi, con una superficie di 750 metri quadrati. La diga di sbarramento, in Località Murai, sarebbe alta 75 metri e lunga 315.“Andremo a pulire l’invaso e realizzeremo la diga - spiega -. Si tratta di una valle nutarale molto stretta e profonda, vergine.Il 7% della superficie del bacino insistirebbe sul territorio del Comune di Viù, il 40% su Germagnano e il 53% su Traves.“Noi pensiamo - insiste - che l’acqua debba essere un elemento che unisce il territorio di valle con la montagna. Si tratta di un bene che dobbiamo gestire insieme nell’interesse di tutti”.Il consorzio, nelle prossime settimane, aprirà un tavolo di confronto tecnico-programatico coordinato dalla Regione con tutti i soggetti coinvolti, pubblici e privati, con l’obiettivo di trovare una soluzione progettuale condivisa. Il bacino, così come progettato, avrebbe un impatto minimo sul territorio. Ci sarebbero da modificare due chilometri di strade e gli edifici coinvolti si contano sulle dita di una mano (la maggior parte di questi sono ruderi). “I benefici per tutto il territorio sarebbero notevoli - spiega il consigliere del Consorzio Valli di Lanzo - A partire dal migliaio di posti di lavoro per la realizzazione e la gestione dell’opera e gli interventi di manutenzione, più tutto quel che possiamo immaginare a livello di ricaduta sul commercio locale”. Il bacino avrebbe una serie di funzioni: l’acqua sarebbe utilizzata per uso idropotabile, irriguo ma anche per la produzione di energia idroelettrica (10 GW annui). Avrebbe ricadute positive sul turismo (si realizza un lago...).Ma servirebbe anche per mitigare notevolmente il rischio idrogeologico di piene e alluvioni. “Quando ci sono fenomeni meteorologici intensi carichiamo il bacino, evitando che l’acqua finisca nella Stura e venga giù a Valle - aggiunge Troglia Ieri -. Inoltre avremmo una grande disponibilità idrica utile per rispondere alla crescente problematica degli incendi boschivi”.
Certo, tutto molto bello. Ma i soldi? “Pensiamo - conclude - che quest’opera possa confluire nella progettazione strategica che la Regione Piemonte presenta al Ministero dell’Ambiente”.
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