AGGIORNAMENTI
Cerca
Esteri
13 Gennaio 2026 - 07:39
Chi doveva controllare il Constellation? Quaranta morti, ispezioni saltate e una discoteca trasformata in trappola
La porta metallica risultava surriscaldata e deformata. Dietro, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, c’erano persone accasciate in un corridoio senza sbocchi. Sulla scala principale si era formato un blocco compatto di corpi. Nel seminterrato, il soffitto era diventato un punto di propagazione del fuoco. All’1.26 della notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, la festa di Capodanno nel bar-discoteca Le Constellation, nella stazione sciistica di Crans-Montana, si è trasformata in un ambiente saturo di fumo e fiamme. Il bilancio ufficiale parla di 40 morti e 116 feriti, molti dei quali giovani o giovanissimi. A undici giorni dai fatti, il Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese ha disposto tre mesi di custodia cautelare per Jacques Moretti, comproprietario del locale insieme alla moglie Jessica Moretti, ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. La misura è stata motivata dal rischio di fuga, con la possibilità di sospensione in presenza di adeguate garanzie finanziarie.
L’inchiesta giudiziaria è solo all’inizio, ma ha già assunto un perimetro ampio. La decisione del tribunale è arrivata dopo un interrogatorio durato oltre sei ore, durante il quale Jacques Moretti e Jessica Moretti sono stati chiamati a rispondere su ogni aspetto della gestione del locale: dall’uso delle candele scintillanti, note come “candele fontana”, fissate alle bottiglie di champagne, fino ai materiali fonoassorbenti del soffitto, alla segnaletica e alla reale fruibilità delle uscite. Secondo l’accusa, nel Le Constellation si sarebbe verificata una sequenza di comportamenti negligenti e di controlli mancati tale da trasformare un principio d’incendio in un flashover, cioè nel passaggio improvviso all’incendio generalizzato. Jessica Moretti risulta al momento indagata a piede libero.

TRAGEDIA CRANS MONTANA FUNERALE DI CHIARA COSTANZO CHIESA
Le prime ricostruzioni investigative convergono su una dinamica iniziale: alcune candele scintillanti avrebbero raggiunto il rivestimento acustico del soffitto nel piano seminterrato. Quel rivestimento, composto da schiume polimeriche, avrebbe preso fuoco in pochi istanti. La rapidità dell’evento, caratterizzata da temperature elevate, fumi densi e perdita immediata della visibilità, ha sorpreso centinaia di persone all’interno di un ambiente che, secondo numerose testimonianze, disponeva di una sola via di fuga realmente praticabile.
Il tema dei controlli mancati è uno dei punti più critici. La municipalità di Crans-Montana ha ammesso che i controlli antincendio periodici non sono stati effettuati dal 2020 al 2025, nonostante fossero previsti dalla normativa. Questo elemento sposta l’attenzione dal singolo errore umano alla responsabilità della catena di vigilanza. Un alto funzionario della sicurezza del Canton Vallese ha ricordato che la normativa svizzera impone verifiche anche sulla conformità dei materiali utilizzati nei locali aperti al pubblico, comprese le schiume fonoassorbenti. Resta da chiarire se tali obblighi siano stati disattesi o applicati in modo non rigoroso.
Parallelamente, il tribunale ha precisato che la custodia cautelare potrà essere riesaminata in presenza di misure alternative idonee a neutralizzare il rischio di fuga. La difesa di Jacques Moretti ha definito la decisione “giuridicamente coerente” e auspica un rilascio a breve. L’indagine penale, coordinata dal Ministero pubblico del Vallese, è però entrata nella fase più delicata, quella delle perizie tecniche su materiali, percorsi di evacuazione, estintori e sulla ricostruzione minuto per minuto degli eventi.
Sul fronte sanitario, la Polizia cantonale vallesana ha attivato nelle prime ore una helpline per la gestione delle segnalazioni di dispersi e per fornire informazioni ai familiari. L’identificazione di tutte le 116 persone ferite è stata completata grazie al lavoro congiunto del team DVI (Disaster Victim Identification) e dell’Istituto di medicina legale. Restano 83 i pazienti ancora ricoverati. 38 feriti sono stati trasferiti in strutture specialistiche all’estero, 16 in Francia, 8 in Italia, 7 in Belgio e 7 in Germania. La composizione delle vittime riflette l’internazionalità di una località alpina durante le festività: cittadini svizzeri, francesi, italiani e persone provenienti da altri Paesi europei ed extra-Unione europea.
Per i familiari, il passaggio più doloroso è arrivato entro la prima settimana, con l’identificazione di tutte le 40 vittime. Fonti mediatiche internazionali hanno riferito che tra i deceduti vi sarebbero anche minorenni. È ancora oggetto di accertamento la gestione degli ingressi, il numero effettivo delle persone presenti e l’eventuale accesso di minori in un ambiente notturno. Su questi aspetti gli inquirenti mantengono il massimo riserbo.
Un ulteriore elemento centrale dell’inchiesta riguarda una porta di servizio trovata chiusa dall’interno, dietro la quale sono stati rinvenuti diversi corpi senza vita. Jacques Moretti sostiene che non si trattasse di un’uscita di emergenza ufficiale, ma di un accesso di servizio. Ex dipendenti, citati da vari organi di stampa, parlano invece di accessi secondari talvolta chiusi per ragioni di sicurezza o per prevenire intrusioni. Saranno le consulenze tecniche a stabilire quali porte dovessero essere aperte, segnalate e libere da ostacoli e se il piano di evacuazione fosse conforme alle norme. Resta il dato oggettivo che, in pochi minuti, la scala principale si è trasformata in un punto di strozzatura che ha intrappolato decine di persone.
Sul piano tecnico, Jacques Moretti e Jessica Moretti hanno dichiarato che l’uso delle candele fontana era una pratica adottata da circa dieci anni, mai contestata e mai sfociata in incidenti. Il comproprietario ha affermato di aver effettuato verifiche empiriche per accertare che le scintille non potessero incendiare la mousse acustica, sostenendo che “doveva esserci qualcos’altro”. Gli esperti di dinamica degli incendi ricordano tuttavia che molti polimeri sono compatibili con un innesco da sorgenti pirotecniche a breve distanza, soprattutto in locali con soffitti bassi, ventilazione limitata e carico d’incendio elevato. Saranno necessarie perizie forensi specifiche per valutare la compatibilità tra quel tipo di candela, i tempi di esposizione e il materiale installato nel Le Constellation, alla luce degli standard svizzeri di reazione al fuoco.
La discussione pubblica in Svizzera si è rapidamente estesa al quadro normativo. Secondo fonti della sicurezza del Canton Vallese, la legislazione impone controlli periodici sui materiali utilizzati nei locali aperti al pubblico. La municipalità di Crans-Montana ha riconosciuto che tali controlli non sono stati eseguiti per diversi anni, con l’ultima ispezione documentata risalente a prima della pandemia. È da chiarire che cosa sia cambiato nel locale in questo arco di tempo. Le dichiarazioni di Jacques Moretti sull’acquisto e sull’installazione autonoma della mousse aprono interrogativi sulla certificazione del prodotto, sulla sua classe di reazione al fuoco e sulla correttezza della posa. Se confermate, queste circostanze potrebbero incidere sulla catena delle responsabilità civili e penali, coinvolgendo proprietari, fornitori e autorità di vigilanza.
Dal punto di vista sanitario, l’emergenza ha richiesto una risposta transfrontaliera. I centri grandi ustioni in Svizzera, Francia, Italia, Germania e Belgio hanno accolto i feriti più gravi. Gli investigatori sottolineano che i fumi caldi e il possibile passaggio all’incendio generalizzato hanno causato ustioni profonde e gravi intossicazioni. Una unità di crisi ha coordinato i trasferimenti con il supporto delle autorità cantonali e federali per evitare il sovraccarico delle terapie intensive nel Vallese.
La vicenda ha avuto ripercussioni anche sul piano politico. Il Presidente della Confederazione Svizzera ha espresso il cordoglio nazionale e il 9 gennaio numerose comunità alpine hanno osservato momenti di raccoglimento. Parallelamente sono stati attivati servizi di supporto psicologico per familiari e superstiti, con il contributo degli HUG (Hôpitaux universitaires de Genève, Ospedali universitari di Ginevra) e delle strutture cantonali.
Il caso assume una valenza simbolica anche per il futuro della località. Crans-Montana è indicata tra le sedi della candidatura svizzera ai Giochi olimpici invernali del 2038, con l’ipotesi di ospitare le gare di sci alpino in un modello policentrico pensato per ridurre i costi e utilizzare infrastrutture esistenti. In questo contesto, l’immagine internazionale della stazione e l’idea stessa di affidabilità del sistema di sicurezza svizzero vengono sottoposte a una verifica severa.
Ad oggi, gli elementi accertati indicano come altamente probabile un innesco riconducibile alle candele scintillanti a contatto con la mousse acustica del soffitto, anche se l’ipotesi resta formalmente in fase di verifica. Il bilancio delle vittime e dei feriti è consolidato, l’indagine penale è in corso nei confronti di Jacques Moretti e Jessica Moretti, e le responsabilità legate ai controlli mancati rappresentano uno dei nodi centrali che il tribunale dovrà sciogliere. Restano aperte questioni cruciali sulla conformità dei materiali, sull’effettiva praticabilità delle vie di fuga e sull’adeguatezza delle ispezioni.
Al di là del singolo caso, l’incendio del Le Constellation si inserisce in una serie di tragedie europee che, negli ultimi anni, hanno messo in evidenza una combinazione ricorrente di materiali inadatti, uscite ostruite, sovraffollamento e uso di effetti pirotecnici in ambienti chiusi. In Svizzera è già iniziato un confronto su un possibile rafforzamento delle ispezioni, su sanzioni più rapide e su protocolli di formazione del personale più stringenti.
Per le famiglie delle vittime, la custodia cautelare non rappresenta una sentenza, ma un passaggio procedurale nel rispetto del principio di innocenza. Per la collettività, è il segnale che lo Stato sta esercitando un controllo rigoroso. Nelle prossime settimane le perizie tecniche chiariranno l’origine del fuoco, la conformità dei materiali, il funzionamento delle uscite, dell’illuminazione di emergenza e dei piani di evacuazione. L’analisi degli atti comunali dovrà spiegare perché i controlli si siano interrotti per anni. Solo allora sarà possibile passare dalla ricostruzione dei fatti all’attribuzione delle responsabilità.
La Svizzera, che ha costruito parte della propria reputazione sulla precisione, è chiamata a confrontarsi con la distanza tra norme avanzate e applicazione concreta. Il dossier Le Constellation lascia un messaggio che va oltre l’aula di tribunale: la sicurezza non è una formalità amministrativa, ma un sistema che funziona solo se ogni anello, dai gestori alle autorità, svolge il proprio ruolo senza interruzioni.
Fonti: Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese, Ministero pubblico del Vallese, Polizia cantonale vallesana, municipalità di Crans-Montana, HUG – Ospedali universitari di Ginevra, comunicazioni ufficiali della Confederazione Svizzera, dichiarazioni di funzionari della sicurezza del Canton Vallese, ricostruzioni di stampa svizzera e internazionale.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.