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Timbravano, ma erano altrove. L’ASL TO4 dei miracoli tra parrucchieri, golf e “amici di Pianezza”

Nelle carte della Procura di Ivrea, le giornate lavorative di Carla Fasson e Libero Tubino diventano una mappa di spostamenti surreali: tra un badge da remoto, un tè sul green e un appuntamento dall’estetista. Sullo sfondo, il silenzio del direttore generale Scarpetta.

Timbravano, ma erano altrove. L’ASL TO4 dei miracoli tra parrucchieri, golf e “amici di Pianezza”

Libero Tubino e Carla Fasson

C’è una geografia tutta nuova nel mondo del pubblico impiego. Non è fatta di scrivanie e corridoi, ma di celle telefoniche, parrucchieri e golf club. Un’ASL diffusa, potremmo dire, dove la sede non è solo a Chivasso o Ivrea, ma anche a Pianezza, Settimo, Torino, Fiano e persino Cavaglià, con puntate regolari all’Apple Store.
È la geografia parallela che emerge dalle carte dell’indagine della Procura di Ivrea a carico di Carla Fasson, dirigente del Dipartimento di Prevenzione Sanitaria, e di Libero Tubino, ex primario dell’Otorinolaringoiatria di Chivasso. Due carriere solide, due stipendi pubblici rispettabili, e un talento condiviso: quello di essere contemporaneamente altrove.

La storia inizia come tante: un sospetto, qualche segnalazione, le verifiche incrociate tra timbrature e celle telefoniche. Poi il castello si apre come un budino.

La Fasson compare in servizio, ma il suo telefono la tradisce: si muove tra parrucchiere, estetista, golf club e un caro amico a Pianezza.

Il 12 aprile 2022 timbra in entrata alle 9.20, poi in uscita “per servizio” alle 10.28. Ma alle 10.53 è già in viaggio verso Torino, destinazione Presidenza della Regione. Alle 14 partecipa a una riunione al DIRMEI (l’Unità di crisi sanitaria regionale), e alle 17 si sposta a Pianezza, dove rimane fino alle 18.48. Alle 19.10 chiude la giornata con un click: timbratura “da remoto”. Lavoro completato, secondo il sistema informatico.

Il 19 aprile il copione si ripete: entrata da remoto alle 9, uscita alle 11. Ma alle 9.30 la cella la localizza dal parrucchiere. Scrive al presidente della Regione per dire che “non si sente bene”, ma non rinuncia a passare il pomeriggio a Pianezza.
Il 29 aprile è giornata di estetista (appuntamento alle 10.15), poi tappa dal famoso amico, poi, forse, un salto in ufficio. Il 3 maggio invece è un film completo: mattina dal parrucchiere, pomeriggio al DIRMEI e serata a Pianezza. Tutto regolarmente timbrato.

Il 6 maggio è una giornata “piena”: entrata e uscita da remoto, ma tra un pranzo con Tubino, un’estetista alle 16.30 e una sosta pomeridiana a Pianezza, di lavoro neanche l’ombra.
Il 9 giugno segna un altro capolavoro amministrativo: Fasson timbra da remoto, si giustifica con un “convegno a Ivrea” e una “riunione al DIRMEI”, ma pranza a casa, passa dall’estetista alle 15 e alle 17 è nuovamente a Pianezza.
Il 15 giugno, intera giornata in servizio da remoto: in realtà è al golf di Cavaglià.
Il 27 giugno stessa storia: timbratura alle 9, riunione in Regione alle 11 e poi pranzo, sempre a Torino, seguito dall’immancabile tappa a Pianezza.
Il 4 luglio, alle 10.53, effettua un acquisto all’Apple Store di Torino, partecipa al DIRMEI e poi si concede un pomeriggio di relax. Tutto regolare: timbratura in entrata alle 9 e uscita alle 18.30, sempre da remoto.

Poi c’è il 9 settembre, un piccolo romanzo quotidiano: timbra alle 9.08, ma alle 11.30 è dall’estetista, a pranzo si sposta verso Torino e nel pomeriggio conferma un nuovo appuntamento dal parrucchiere. Alle 17.44 parla al telefono mentre è in Corso Regina Margherita. Per l’ufficio, però, è una giornata di lavoro normale.
Il 10 ottobre partecipa al DIRMEI “da remoto”, ma in realtà il collegamento è solo acceso: l’audio spento, la webcam chiusa. Subito dopo, riunione in Procura a Ivrea e di nuovo un passaggio a Pianezza. Poi, finalmente, timbratura a Chivasso nel tardo pomeriggio, per chiudere la recita.
L’11 ottobre è la giornata del ROX Hair Salon: appuntamento alle 9, ma la timbratura è da remoto. Alle 10.16 è ancora in giro, alle 11.38 compare in ufficio come se nulla fosse.
E poi ancora: 17 ottobre, manicure e riunione, ma senza mai rientrare; 21 novembre, un salto in ufficio e poi shopping in via Nizza; 28 novembre, presenza “da remoto” per l’intera giornata ma, secondo le celle, tra estetista, golf e chiacchiere con Tubino.

golf

Anche Libero Tubino non è da meno.  Il 2 febbraio 2022 risulta in servizio a Chivasso, ma alle 11.23 il suo telefono è già al Golf Club I Roveri di Fiano Torinese. Il 9 febbraio, stessa storia: entrata in presenza alle 8.46, ma alle 11.26 è già sul campo. Il 17 febbraio addirittura risulta in servizio serale, ma la cella lo posiziona al golf fino alle 17.47. Il 24 febbraio, entrata da remoto alle 16, ma in realtà è ancora al club fino alle 17.18. Il 6 aprile, timbra alle 8.27, ma a mezzogiorno è a Settimo, sempre sul green. Il 18 maggio timbra alle 11.52, ma le celle lo trovano prima a Torino, poi al Golf Club Settimo, dove pranza con Fasson. Solo alle 14.49 compare a Chivasso. Il 7 giugno è lei a timbrare per lui, come in una coppia perfetta: badge condiviso, fiducia reciproca. Il 7 luglio, giornata intera passata tra un colpo e l’altro, ma registrata come servizio in presenza. Il 25 agosto, un exploit degno di nota: due golf in un solo giorno, da Settimo a Fiano, senza mai vedere il reparto.
Il 31 agosto, altra giornata “bifronte”: timbratura mattutina a Chivasso, ma dalle 12 alle 18 il telefono parla chiaro, sempre al golf. E il 15 novembre, in servizio dalle 8.56 alle 16.02, ma in realtà tra Torino e Chivasso, di passaggio.

Secondo la Procura, dietro a tutto questo c’era la copertura “benevola” del direttore generale Scarpetta, che giustificava assenze e disinvolture della dirigente. Per la legge, si chiama truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione.

Nel Paese dei furbetti del cartellino, questa è la versione deluxe: dirigenti, primari, convegni istituzionali e amici affezionati che fanno da cornice a una storia in cui la geografia delle celle telefoniche vale più di mille giustificazioni.
Insomma: un’altra pagina italiana dove, tra un badge e un brush-up, il lavoro pubblico si fa sempre più privato.

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