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AGLIE'. La "Hitherm" festeggia i 10 anni con Sgarbi

AGLIE'. La "Hitherm" festeggia i 10 anni con Sgarbi

La premiazione del concorso con la partecipazione di Vittorio Sgarbi

C’era una volta “Ghizzardi”. Erano altri tempi e la ditta in strada per Ozegna ad Aglié, rappresentava una fucina di lavoro che, con lo stabilimento dell’Olivetti, facevano del “dolce paese che non dico” un centro all’avanguardia dell’imprenditoria canavesana. Poi, della “Ghizzardi” sono rimasti solo i muri, i capannoni vuoti, e anche l’Olivetti ha chiuso, non c’è più. Aglié si è lacerata per anni e ha cercato (e continua a farlo) di ritrovare se stessa in una dimensione diversa da quella dell’industria tout court. “Elisa di Rivombrosa” ha fatto sognare e sperare in un rilancio. La risposta ad una vocazione turistico-culturale, però, non è ancora compiuta e il cammino appare lungo. Forse è assente una “visione d’insieme” che però aleggia come puro spirito e ricordo “dei bei tempi passati”.
Aglie' Marco Succio e Vittorio Sgarbi
Un’ anima che sembrano aver colto Massimo Truffa e Sergio Orso, due imprenditori (non alladiesi) che sono stati capaci di sognare. Hanno visto quei muri scrostati e quei capannoni vuoti della “Ghizzardi” e ci hanno scommesso le loro vite e i loro quattrini. Hitherm, la loro azienda, è nata così e ha celebrato i suoi 10 anni di attività in quegli stessi magazzini della “Ghizzardi”, rimessi a nuovo e diventati la sede dell’azienda leader nel settore termotecnico. Sabato scorso, nell’evento organizzato in “fabbrica”, c’erano 600 persone, ma non si è trattato di un “compleanno” come gli altri. Truffa e Orso hanno creato per l’occasione, una testa di ponte tra ciò che l’industria rappresenta sul piano tecnico, economico e sociale e l’aspetto culturale in una comunità, come quella di Aglié, che vanta uno dei castelli più suggestivi del Piemonte e la poesia del più noto tra i crepuscolari, l’alladiese Guido Gozzano. Del poeta ha parlato Vittorio Sgarbi, ospite della kermesse e presidente della giuria che ha premiato le opere del concorso di scultura Hitherm, rivolto ad artisti di ogni nazione, e in particolare agli studenti. “Nel 2021 - hanno spiegato gli organizzatori -, a seguito della realizzazione di murales all’interno della sede di Agliè è nata l’idea di promuovere un premio di scultura per giovani artisti. L’intento è quello di sostenere le nuove generazioni, in particolar modo gli studenti delle accademie d’arte e dei licei artistici e nello stesso tempo realizzare delle opere da esporre in modo permanente all’interno o all’esterno dell’edificio”.   Il concorso ha ottenuto successo. Le sculture presentate sono state decine, tutte ispirate ad un cuore di tubi intrecciati tra loro, scelto come tema della selezione. 
Aglie' Massimo Truffa e Sergio Orso, proprietari della Hitherm
Hanno dovuto faticare i componenti della giuria, oltre a Sgarbi,  Laura Valle (dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino),  Carmine Antonio Carvelli (artista e docente), Marco Succio (sindaco di Agliè) e Patrizia Paglia (presidente dell’Unione industriale del Canavese), per scegliere i vincitori, a cui sono stati riconosciuti premi in denaro per un totale di 3mila euro. Nel corso della manifestazione, la platea è stata affascinata in moto particolare da due interventi, quello di Vittorio Sgarbi che ha letto “Cocotte”, soffermandosi sulle “rose che non colsi” e offrendo un’interpretazione inedita della lirica gozzaniana. Di spessore, l’intervento di Patrizia Paglia che si è cimentata sul tema della “gentilezza”, operando una sintesi tra mondi diversi e le relazioni che vi si intersecano. Paglia ha parlato di “modi”, cioè della forma della comunicazione che oggi assume la valenza di sostanza. Numerose le autorità presenti nel corso del pomeriggio dedicato ai 10 anni della Hitherm: i sindaci del comuni vicini, ma anche il presidente della Regione Alberto Cirio, la senatrice Maria Virginia Tiraboschi, imprenditori, autorità militari e religiose e, a fare gli onori di casa, conduttrice dell’evento, è stata incaricata la giornalista Celestiana Ronchetto. Insomma, la “Ghizzardi” (perché ad Aglié la si continua a chiamare così), è rinata nel migliore dei modi.  Ma restano, poco distante da lì, altri muri scrostati, capannoni e  magazzini abbandonati, la ex Olivetti al di là del canale di Caluso, sembra essere un pachiderma assopito che per il peso, potrebbe sprofondare. 
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