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VOLPIANO. Volevano ucciderlo col veleno utilizzato dai servizi del Kgb

Ormai siamo qua, sperando che vada tutto bene perchè, perché veramente alle cinque ha chiuso…”. È il tono della telefonata che Emanuele Giordano, 24 anni, fa a Simone Rorato, anche lui 24enne. Era il pomeriggio del 17 dicembre scorso, Giordano si trovava a Volpiano per un sopralluogo prima del piano diabolico: uccidere il suo rivale in amore.

Per questo motivo i torinesi Giordano e Rorato, insieme a Luca Servetto, 20 anni e al braidese Rainer Hachenberg, 22 anni, il chimico del gruppo – da 4 mesi rinchiuso nella casa circondariale di Alessandria – sono stati arrestati dai carabinieri della sezione terrorismo dei Ros per tentato omicidio aggravato e continuato e produzione di sostanza velenosa. Tutti i protagonisti di questa storia sarebbero ex membri o simpatizzanti del circolo CasaPound di Torino. Ma i vertici del partito negano. “Si tratta di una circostanza falsa – ha spiegato Marco Racca, coordinatore regionale di CasaPound Italia -. Dagli accertamenti svolti risulta che i soggetti coinvolti, di cui si era già ampiamente parlato sui giornali nei mesi scorsi, avevano frequentato il gruppo giovanile dal quale erano infine stati allontanati. Le vicende, inoltre, per le quali sono indagati non hanno alcuna connotazione politica. Avrebbero agito per fini sentimentali e progettavano, secondo quanto scritto sui giornali, di colpire uno o forse più aderenti del nostro movimento”.

Una volta scoperto il piano e l’esistenza di un laboratorio a Bra per produrre la ricina, lo scorso 21 dicembre i militari sono intervenuti bloccando il chimico. Vengono i brividi a leggere le carte dell’inchiesta coordinata dalla Pm Emanuela Pedrotta della Procura di Torino.

L’agguato raccontato al telefono durante il sopralluogo doveva avvenire qualche giorno dopo, il 21 dicembre, proprio qui a Volpiano, all’uscita della ditta dove lavora il “bersaglio”, un trentenne operaio torinese anche lui militante di CasaPound, che avrebbe dovuto essere ucciso con la ricina, un potente veleno estratto dai semi della pianta di ricino. Volevano ucciderlo perchè aveva “scippato” la fidanzata a Servetto. L’idea di uccidere con la ricina era venuta a Servetto e Giordano. Una sera, mentre stavano bevendo, si sono messi a parlare di una puntata di Ncis: “Ho visto un omicidio con una piccola sfera di ricina”. E così il piano inizia a prendere forma.

Ma la cosa agghiacciante è l’esecuzione. Per cercare di eliminare il rivale in amore volevano utilizzare il nipote 12enne di uno dei quattro. Secondo il piano criminale il nipotino avrebbe usato una pistola fabbricata con una stampante 3D: in quella pistola avrebbero versato acqua miscelata con la ricina. Il ragazzo avrebbe dovuto avvicinare il “bersaglio” all’uscita da lavoro, davanti ai cancelli della ditta volpianese, e con quella pistola artigianale spruzzargli negli occhi la miscela mortale, credendo di fare uno scherzo. Ma i Ros sono intervenuti in tempo sventando l’omicidio e recuperando un carico di ricina con l’aiuto dei vigili del fuoco. Indagando a fondo su questa storia, poi i militari scoprono un precedente. Nel novembre 2018, durante la festa “Bloccoparty 2018” organizzata da CasaPound al circolo Asso di Bastoni di Torino, i quattro – sempre secondo quanto risulta dalle indagini – avevano già tentato di avvelenare il rivale in amore versando una dose di ricina in un bicchiere di vodka che gli era stato poi offerto. In quell’occasione il piano era fallito perché la ricina non si era del tutto diluita, depositandosi sul fondo del bicchiere. Il “bersaglio” che aveva bevuto la vodka, a distanza di due giorni, aveva comunque accusato fortissimi dolori allo stomaco con attacchi di vomito.

Cos’è la ricina?

Si tratta di un veleno estratto dai semi della pianta di ricino che Walter White, protagonista di Breaking Bad. Veleno ricorrente anche nelle serie televisive, da Law&Order a Ncis, è stato utilizzato realmente per assassinare il disertore bulgaro Georgi Markov (nel 1978 a Londra il Kgb gli ha iniettato nel sangue, con un ombrello modificato, una piccola pallottola velenosa). E’ stata trovata in Iraq nei laboratori sotterranei di Saddam Hussein dopo la sua deposizione.

Come uccide

Quando viene inalata o iniettata, una minima quantità può uccidere un adulto, a causa della sua elevata tossicità. La LD50 (dose letale media) è di circa 22 microgrammi per chilogrammo nell’uomo. Il veleno agisce inibendo la sintesi proteica nei ribosomi, causando la morte cellulare diffusa in numerosi sistemi organici. È resistente, ma non impermeabile, alla digestione da parte delle peptidasi.

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Blogger: Andrea Bucci

Andrea Bucci
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