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VOLPIANO. Comital non ritira i licenziamenti

Non l’ha fatto. Comital, l’azienda di Volpiano, che produce laminati d’alluminio per le industrie farmaceutica e alimentare, non ha ritirato la procedura di licenziamento ai danni dei 138 lavoratori, provenienti da tutto il territorio.

E’ quanto emerso nell’incontro ieri pomeriggio, lunedì 4 settembre, all’Amma di Torino, svoltosi tra i vertici dell’azienda e tutti le parti coinvolte, sindacati compresi.

Oggi si replicherà in Regione.

La fase sindacale per la procedura di licenziamento collettivo scade infatti l’11 settembre, poi fino al 12 ottobre ci sarà quella in sede istituzionale. Dal 13 ottobre l’azienda avrà 120 giorni per procedere ai 138 licenziamenti. L’obiettivo è entro quella data salvare il destino dei lavoratori, in protesta ormai da diverso tempo.

Un barlume di speranza però c’è. A quanto pare ci sarebbero manifestazioni di interesse da parte di due gruppi, uno cinese e l’altro italiano.

Segno che la volontà di salvare Comital rimane viva.

Lo sostiene anche Ugo Bolognesi, della Fiom Cgil, interventuto durante la riunione.

I sindacati

Non possiamo essere soddisfatti – afferma Bolognesiperché non c’è il ritiro dei licenziamenti, ma si conferma che Comital può funzionare perché ci sono gli impianti e le professionalità. Lo dimostrano le manifestazioni d’interesse. Restiamo prudenti, le iniziative continueranno”.

Più cauto il segretario generale della Fiom torinese, Federico Bellono. “La situazione è meno drammatica rispetto a un anno fa, ma parlare di ripresa è improprio – sostiene -. L’occupazione resta precaria, la stragrande maggioranza dei nuovi contratti è a termine”.

L’uso degli ammortizzatori sociali – aggiunge – riguarda oggi  circa trenta aziende mentre erano una quarantina nel 2016, con un calo di circa il 20 per cento dei lavoratori coinvolti, da 7.922 a 5.355. Ci sono però situazioni, come dimostra la vicenda Comital, che possono evolversi in modo negativo”.

Sono quindi giorni decisivi per il futuro dei lavoratori di Comital. Nei giorni scorsi hanno continuato anche il presidio davanti ai cancelli della fabbrica, dove è stata organizzata una grigliata di solidarietà.

Il sindaco

De Zuanne

Intanto è intervetuto anche il sindaco di Volpiano, Emanuele De Zuanne. Venerdì scorso, davanti alla Comital, ha partecipato all’incontro organizzato e a cui hanno preso parte anche una ventina di sindaci dei paesi vicini.

La partita è ancora aperta – sono state le sue parole -. I licenziamenti non sono accettabili: la vicenda della Comital deve finire sul tavolo del governo Gentiloni”.

Parole che hanno trovato d’accordo il sindacato.

Siamo di fronte ad un’azienda che ha tutte le carte in regola per lavorare ma viene fatta deliberatamente morire – dice Ugo Bolognesi, responsabile Comital per la Fiom – per questo deve intervenire il governo”. Sempre venerdì Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom, ha assicurato che il sindacato intraprenderà tutte le iniziative possibili per salvare la Comital di Volpiano “e dare un futuro al territorio e ai lavoratori”.

L’assessore

Pentenero

All’incontro non era mancata, nonostante un infortunio, nemmeno l’assessora al Lavoro della Regione Piemonte Gianna Pentenero.

Lei stessa ha deciso di prendere in mano la situazione rivolgendosi alla proprietà.

Chiediamo agli imprenditori francesi che appena due anni fa hanno rilevato la Comital-Lamalu, dimostrando grande interesse per il nostro territorio, di continuare a manifestare la stessa attenzione nei confronti dei lavoratori e delle famiglie piemontesi, ritirando i licenziamenti e immaginando, insieme alle istituzioni, una soluzione che consenta di salvaguardare l’occupazione e mantenere la produzione a Volpiano”.

È importante che le istituzioni mantengano alta l’attenzione sulla vicenda – ha aggiunto Penteneroin vista dei due tavoli già convocati il 4 e 5 settembre dalla Regione, in cui ci auguriamo che l’azienda si dimostri disponibile a rivedere la propria decisione. La Regione è naturalmente pronta a mettere in campo tutti gli strumenti per aiutarla a ripartire”.

Dalla Regione

Il messaggio arrivato dai lavoratori di Comital e’ chiaro: trovare una modalità per dialogare con la proprietà, tenere accesi i riflettori sugli oltre 230 lavoratori coinvolti. La politica agisca ora e ininterrottamente, con forza, con una strategia”.

Così invece Daniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte, a margine del presidio davanti allo stabilimento Comital a Volpiano.

Non possiamo – prosegue Ruffino pensare che per Comital ci sia un finale già scritto. Il verdetto deve essere altro, questo e’ il mandato che oggi al Presidio e’ stato dato dai Sindaci e dai lavoratori e dai Sindacati alle istituzioni. La presenza delle lavoratrici della Savio oggi è un ulteriore segnale, si sfrutti il mese e poco più che rimane per evitare alla Comital quanto accaduto a Savio”.

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