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Ivan Zaytsev
Ivan Zaytsev

VOLLEY. Niente finale per l’Italia in World League

L’Italia cede 3-2 (23-25, 25-21, 25-23, 18-25, 15-11) alla Serbia al termine di un match lungo, combattuto e spigoloso come spesso accade contro i balcanici e abbandona così la speranza di conquistare l’accesso alla Finale di World League, risultato che non centra dal 2004. C’è più di un rimpianto per la formazione tricolore che durante la gara ha sempre dato la sensazione di potersela giocare ad armi pari, anche se è sembrata smarrirsi sul più bello. Avanti 1-0 si era fatta rimontare (2-1) per poi impattare nuovamente la situazione prima di cedere al tie-break. Domani gli Azzurri – ore 17.30 RaiSport1 – avranno comunque la possibilità di giocare per una medaglia che comunque avrebbe la sua importanza in avvicinamento ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. Quella di domani sarà la settima finale per il bronzo della sua storia (dopo quelle di San Paolo 1993, Milano 1998, Belo Horizonte 2002, Madrid 2003, Mar del Plata 2013 e Firenze 2014. Qui albo d’oro completo)
La gara è iniziata con Blengini che ha confermato la formazione scesa in campo contro gli Stati Uniti: Lanza assieme a Juantorena tra i martelli con la conseguente diagonale Giannelli-Zaytsev. Al centro i soliti Birarelli e Buti con Colaci libero.
​Grbic ha scelto Jovovic palleggiatore, Luburic opposto, Kovacevic e Ivovic schiacciatori, Podrascanin e Lisinac centrali e Majstorovic libero.
Nel primo set la Serbia sembrava dare la sensazione di poter gestire la situazione riuscendo a mantenere minimi vantaggi che però non hanno impedito a Birarelli e compagni di continuare a giocare la loro pallavolo. Sul 16-16 gli uomini di Grbic hanno tentato un primo allungo (22-18), Blengini a quel punto è ricorso a Sottile in regia che ha contribuito al recupero azzurro (22-22 e 23-23). Proprio nel finale il sestetto tricolore ha piazzato il break decisivo (muro a due e attacco Zaytsev) che è valso l’1-0 (25-23)
​Situazione ribaltata nel secondo parziale con le due squadre sempre a contatto, ma questa volta con l’Italia che sembrava poter allungare, anche se di un’inerzia, nei momenti che contavano (19-21 con un ace di Giannelli). Sul 21-21 però la Serbia aveva deciso che quello era il momento di dare un’accelerata e quando le squadre erano sul 23-21 Uros Kovacevic è salito in cattedra (doppio muro) regalando il set ball alla propria squadra concretizzato da un ace di Luburic.
Nel terzo l’Italia è sembrata un po’ smarrita con qualche errore di troppo in ricezione che ne hanno condizionato per lunghi tratti il gioco. Blengini nel corso del parziale ha effettuato qualche cambio (Sottile, Vettori, Rossini) ottenendo comunque una reazione che, seppur tardiva, aveva permesso agli Azzurri di agguantare la situazione di parità sul 23-23. Nel finale, però, un muro su Zaytsev e successivamente un attacco fuori di Buti hanno consegnato il parziale agli avversari.
Quarto set con Sottile e Piano in campo dall’inizio, con l’Italia apparsa più convinta e in grado di mettere di nuovo in difficoltà gli avversari (16-9, 21-16). I cambi effettuati (maggiore utilizzo anche di Rossini in difesa) hanno sortito il loro effetto e il CT ha ottenuto dalla squadra le risposte che si attendeva: 25-18 e squadre al tie-break dopo un primo set ball annullato.
Nel parziale conclusivo grande battaglia palla su palla con le due squadre intenzionate a non cedere. Sull’8-8 però la Serbia piazza un mini allungo (11-8) che poi si rivelerà decisivo: 15-11 e addio sogni di tornare a lottare per l’oro.

SERBIA-ITALIA 3-2 (23-25, 25-21, 25-23, 18-25, 15-11)
SERBIA: Kovacevic 20, Ivovic 17, Jovovic 2, Luburic 18, Podrascanin 4, Lisinac 12, Majstorovic (L). Brdjovic, Stankovic 3, Okolic 1, Katic 1, Dokic. Ne: Nikic, Rosic (L). All: Grbic
ITALIA: Juantorena 18, Giannelli 3, Zaytsev 21, Lanza 14, Buti 2, Birarelli 4, Colaci (L). Sottile 2, Antonov 2, Piano 4, Vettori 1, Rossini (L). Ne: Cester, Maruotti. All: Blengini
​Arbitri: Shaaban (EGY), Kraft (GER)
Spettatori: 2870 Durata set: 30’, 31’, 37’, 25’, 19’
Serbia: bs 17 a 7 mv 9 et 31
Italia: bs 13 a 7 mv 14 et 27

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Blogger: Glauco Malino

Glauco Malino
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