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Volantini anonimi contro l’Amministrazione Comunale di Azeglio

Volantini d’accusa contro l’Amministrazione Comunale sono apparsi ad Azeglio nei gironi scorsi. Il manifesto anonimo, affisso in diverse copie per tutto il paese, reca la dicitura “Riflessioni di un cittadino comune”, senza chiarire se per l’aggettivo si intenda un abitante qualunque o qualcuno che, forse, è già addentro alle questioni appunto del “comune”. Le riflessioni partono dalla premessa del malgoverno centrale per passare a critiche durissime all’ombra, o meglio sotto i lampioni, del Municipio.

Nessuno sfugge a questo stato di cose – scrive il “cittadino comune” -, nemmeno a chi, per la carica che ricopre, dovrebbe tenersene il più lontano possibile mentre la mentalità fasulla dell’apparire sta sopraffacendo la mentalità positiva del fare e la chiacchiera inconcludente prevale sull’operatività silenziosa. Neppure le piccole comunità, un tempo portate ad esempio come depositarie del buon senso e della saggezza popolare, sono immuni da questa invasione. Succede allora che in un piccolo centro come Azeglio, un’amministrazione comunale che ha vinto le elezioni presentandosi come “il cambiamento” in realtà non cambi nulla ma richieda il pagamento della medesima Tarsu deliberata in passato e motivo, tra l’altro, per cui il Comune nel 2011 è stato commissariato. Però chiede scusa ai cittadini lamentando le casse vuote, la tirannia della legge di stabilità e, i governanti romani insegnano, le colpe della giunta precedente.

Così, nel cittadino comune, suscita non poche perplessità l’ultima delibera di un’amministrazione che, se da un alto piange miseria, dall’altro stanzia da 25000 a 30000 euro per rifare l’illuminazione della Piazza del Municipio. Forse l’attuale impianto è insufficiente o mal funzionante? Niente di tutto questo: funziona benissimo pur prestando il fianco, sotto il profilo stilistico, a qualche rilievo. Forse, azzardano i criticono, anche questa spesa s’ha da fare in nome del cambiamento, così come in nome del cambiamento si è interrotta la tradizione che nè sindaco nè consiglieri percepissero emolumenti“. La chiosa riserva a sorpresa una postiiva presa d’atto. “Ad onor del vero – termina il cittadino comune – bisogna però rinoscere che l’attuale Sindaco devolverà parte della sua retribuzione ai poveri che ne faranno richiesta“.

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