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Raccolta firme

VIRLE. Elezioni: irregolarità firme, condannato sindaco del Torinese

Per una irregolarità nella raccolta delle firme è stato condannato a cinque mesi di reclusione, con la condizionale, il sindaco di Virle (Torino), Maurizio Robasto, della Lega Nord. La contestazione riguarda un piccolo numero di sottoscrizioni che furono lasciate dagli elettori, durante la campagna del 2015, in un momento in cui l’autenticatore (anche lui condannato alla stessa pena) non era presente perché era al bar. Robasto, oggi ventiquattrenne, al momento della sua elezione è diventato il sindaco più giovane d’Italia.

Il procedimento, coordinato dal pm Patrizia Caputo, è scattato dopo una lettera anonima inviata al segretario comunale, che ha poi trasmesso il documento alla procura di Torino. Il sindaco, secondo quanto è stato ricostruito in tribunale, aveva convinto un gruppetto di cittadini a firmare per la propria lista. Inutilmente l’autenticatore (difeso dall’avvocato Alberto Villarboito) ha spiegato che, nonostante fosse al bar, aveva visto tutto: la sua presenza era indispensabile. A seguire le udienze c’era un cittadino di Virle, affiancato dall’avvocato Stefano Castrale, presente in qualità di ‘persona offesa’ ma non costituito parte civile.

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Blogger: Sergiu Sabau

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