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Violenza sessuale sulla collega? Contraddizioni tra i testimoni

Avrebbe abusato di una collega di vent’anni più vecchia. Prima l’avrebbe indotta a fumare stupefacenti, poi, una volta in stato confusionale, ne avrebbe “approfittato”. Il fatto, risalente al novembre di tre anni fa, sarebbe accaduro nella stanza, isolata, al primo piano dell’azienda, a Bosconero, presso cui la società dell’uomo aveva avviato dei lavori.

Per questo si trova a processo Maurizio Mina, imprenditore di 35 anni. Difeso dagli avvocati Leo Davoli ed Enrico Scolari deve rispondere di violenza sessuale nei confronti della donna, di 56 anni, che s’è costituita parte civile con l’avvocato Elio Guglielmino. L’accusa, sostenuta dal Pubblico Ministero Giuseppe Ferrando, verte, come accade spesso in questi casi, principalmente sulla denuncia della vittima che oggi, come è emerso in aula, sarebbe la compagna dell’amministratore della medesima società, Signorelli. Si affiancherebbe la testimonianza di un lavoratore, Di Tonno, che l’avrebbe vista, pochi istanti dopo il fatto, tutta paonazza e frastornata gridare contro il Mina.

L’altra settimana, però, l’udienza di fronte al collegio presieduto dal giudice Carlomaria Garbellotto, si è focalizzata proprio sull’attendibilità o meno di questo testimone “amico”, come si è definito lui stesso, della persona offesa. Di Tonno, infatti, sostiene d’aver lavorato presso il cantiere sotto le dipendenze di un impresario, Recchia, che invece ha negato questa circostanza. Tanto che il giudice ha dovuto disporre un confronto dirattamente in aula. “Lui per me non ha mai lavorato” ha riferito l’impresario aggiungendo addirittura d’aver ricevuto una telefonata minacciosa da parte del Signorelli. “Mi ha detto – ha aggiunto l’uomo – che sarebbe venuto a prendermi a Bosconero, che tanto ero un coniglio e non mi sarei fatto vedere”. Anche il dipendente Adinolfi ha confermato: “Di Tonno con noi non ha mai lavorato”.

Due contro uno, insomma, nell’ambito di un processo che si sta rivelando molto complesso e che adesso è stato rinviato al 6 maggio per sentire l’imputato e per la discussione.

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