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Frate Lorenzo Piretto
Frate Lorenzo Piretto

VILLAREGGIA. Frate Piretto è Arcivescovo in Turchia: “Cattolici fuori pericolo”

“Per ora non esiste un concreto pericolo per i Cattolici in Turchia”: a confermarlo è Fra Lorenzo Piretto, 73 anni, dallo scorso 19 dicembre nominato da Papa Francesco Arcivescovo presso la parrocchia del Santo Rosario a Smirne (Izmir). Originario di Tonengo di Mazzè, il frate Domenicano dalla scorsa settimana è rientrato nel suo Canavese. Un ritorno nella casa dove vive il fratello Carlo con le sorelle Mariuccia, Rita ed Enza. “Sono qui per una vacanza. Non per paura – precisa -. Ritornerò in Turchia il prossimo 8 agosto”. Domenica scorsa ha festeggiato i 50 anni di ordinazione sacerdotale con una messa nella parrocchia di Tonengo, insieme ai fratelli e nipoti. Festa organizzata da don Alberto Carlevato. Ordinato sacerdote il 4 agosto 1966 Fra Lorenzo vive in Turchia da 30 anni. “Era il 1983 quando, per la prima volta, mi fu assegnata la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo nel quartiere genovese di Galata, a Istanbul.” A Istanbul i Domenicani sono presenti dal 1230. Nel corso degli anni, però, i Cristiani presenti in Tirchia sono diminuiti da 3 milioni ad appena 100 mila. “Noi Cattolici rappresentiamo una minoranza ufficialmente non riconosciuta. Siamo rispettati però. Le uniche minoranze religiose riconosciute al di fuori dell’Islam sono quella Greca, Armena e Ebrea. I loro Sacerdoti, però, devono essere di nazionalità Turca e i Patriarchi, prima di essere riconosciuti, devono essere approvati dal Governo Turco”. A Istanbul Fra Lorenzo per tanti anni ha insegnato Italiano e il Latino all’Università di Marmara “Qui a Istanbul conobbi Erdogan quando era sindaco della Città. Ho tenuto incontri interreligiosi anche con gruppi collegati a Fetullah Gulen il predicatore e politologo dal 1999 in esilio volontario negli Usa. Oggi il suo movimento, Hizmet, controlla associazioni professionali e studentesche, organizzazioni caritatevoli, aziende, scuole, università, radio, televisioni e quotidiani. Colui che oggi viene indicato da Erdogan come l’ideatore del tentato golpe militare. Spero che fra tutti coloro che Erdogan ha fatto arrestare non vi siano miei ex allievi dell’Università. E’ l’unica preoccupazione che ho in questi giorni”. Secondo lei qual è l’obiettivo di Erdogan? “Vuole far diventare la Turchia una Repubblica Presidenziale e non ha mai nascosto la sua idea di uno Stato di Diritto. La popolazione è dalla sua parte perchè i Turchi hanno paura dell’instabilità politica. Lui con il 52 per cento si sente forte. Allo stesso tempo ha grandi idee per la Turchia. A Istanbul ha fatto realizzare la metropolitana sotto il livello del Bosforo e che mette in collegamento la città Asiatica con la parte Europea. Sta facendo tracciare un nuovo canale tra il Mar Nero e il Mar di Marmara per ampliare i collegamenti navali. Pensate che ad Ankara ha fatto disboscare una foresta per realizzare il palazzo Presidenziale”. Prevede in futuro una convivenza difficile per i Cristiani? “Tutto dipende dalla crisi in Siria. Assad è l’unico che garantisce la minoranza Cristiana. Destabilizzare il suo potere sarebbe la fine. E poi consiglio alla Nato e ai Potenti della Terra di non imporre qui in Turchia la Democrazia sul modello Occidentale”. Per quanto riguarda il rispetto dei diritti civili e la possibilità che le donne indossino il velo? “Saranno le donne a salvare la laicità della Turchia. Non penso che il Governo Erdogan imporrà loro di indossare il velo. Non credo che convenga altrimenti è possibile che le donne scendano in piazza a protestare”.

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