Home / Dai Comuni / VIALFRÈ. Tra il sacro e il profano…

VIALFRÈ. Tra il sacro e il profano…

Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere Ivano Arrighi:

“Finanche a Vialfrè l’opposizione ha il diritto e il dovere di controllare la liceità degli atti della giunta in carica. Forse fino ad ora ci erano poco abituati. Nei paesi molto piccoli può succedere che una volta tocca a me e democraticamente l’altra tocca a te, ma con ricambio pressoché inesistente.  In questo ruolo, gli atti di cui vengo a conoscenza che possono essere non conformi a leggi e regolamenti, ho il dovere di segnalarlo agli organi competenti, pena la messa in stato di accusa io stesso (art. 331 c.p.: Denuncia da parte di pubblici ufficiali e incaricati di un pubblico servizio). Da quanto sta emergendo le non conformità sono molte e questo disturba le persone, molte, che inevitabilmente a turno sono state al governo di un paese molto piccolo, con scarso, vero ricambio nei consigli comunali succedutisi negli anni, molte imparentate fra loro. Forse abituati a non avere una forte opposizione.  Più volte Gianoglio mi ha chiesto una opposizione collaborativa, ma senza mai concedere niente, non solo, addirittura contravvenendo a precisi impegni già presi.

Do ut des e non come diceva il Marchese del Grillo, io so io e tu sei …! Ora tutti si strappano le vesti e mi additano come la pecora … “rossa” del paese.

Sono all’opposizione e ho idee ben diverse su cosa fare per il paese. Descritte nel programma di “Per Vialfrè”, richieste nei vari consigli comunali. Dal negozio, al pluriuso, all’impiego del notevole avanzo di amministrazione, no all’affidamento di appalti appena sotto soglia con affidamento diretto, no a beni in comodato di uso gratuito senza visione dei relativi bilanci, senza riscossione di Tari, etc. etc. …

Ciò premesso le accuse da me mosse all’attuale maggioranza sono state ben di più e ben più gravi della eventuale incompatibilità del vicesindaco Maurizio Berno nella delibera n° 49 del 7/11/2016. A questo proposito, della persona di Maurizio Berno, tengo a precisare che come risulta dai verbali e dalla videoregistrazione del consiglio, ho detto solo quanto segue:

“Tutto ciò considerato si chiede: l’annullamento della delibera in questione per i seguenti motivi: Visto il punto 1 – Conflitto di interessi fra la posizione del Vicesindaco sig. Berno Maurizio e quella di factotum, personaggio fiduciario della diocesi per la parrocchia che ha ricevuto il contributo”. Chi dichiara che “a detta di Ivano Arrighi, Maurizio Berno è praticamente  il diavolo e un ladro …” dice il falso e se ne assumerà la responsabilità.  Questo non è mai stato né detto né pensato in nessun luogo a cominciare dal consiglio, per cui nutro rispetto al contrario del sindaco che da presidente ne ignora il regolamento e lo vorrebbe gestire a suo piacimento tacitando la minoranza. Non passerà!  Dietro la difesa di Berno, il factotum della chiesa e quindi la sacralità, in realtà si nasconde la difesa del profano. Non deve stupire che il tentativo di discredito di questa minoranza arriva in primis dal sig. Pollio presidente della proloco alla cui vicepresidenza è la moglie del sindaco ed alla segreteria una consigliera di maggioranza. Costui mi ha rifiutato la presentazione del bilancio quando ha avuto in comodato d’uso gratuito l’immobile dell’Info point. Ha preferito abbandonarlo piuttosto che dare all’amministrazione la visibilità dei conti! Il vicesindaco come molto spesso succede nei piccoli paesi, soprattutto con un sindaco non a tempo pieno per i suoi notevoli impegni professionali è quello che operativamente è più presente. Certo, mai negato. Dietro la difesa del vicesindaco, un factotum locale della chiesa, chiesa che guai a chi ha l’ardire di metterne in discussione i privilegi dovuti e non,  ben più gravi sono in realtà le altre motivazioni per l’annullamento della delibera che ha elargito il contributo alla Parrocchia.

b. Violazione dell’art. 6 del regolamento per la concessione dei contributi che prevede l’iscrizione a bilancio circa un anno prima della sua eventuale erogazione e qui concesso dopo soli 5 gg.

c. La richiesta di contributo è protocollata il 2 novembre, il 7 novembre viene firmata la delibera e la fattura con la voce di spesa di 2.000 euro ha la data del 10 novembre.

Risulta quindi un falso.

d. Non risulta che sia stato predeterminato l’adeguato regolamento per l’erogazione di questi contributi.

e. La cappella di cui trattasi non risulta aperta al pubblico e pertanto non può essere considerato bene ecclesiale.

f. La richiesta di contributo è stata avanzata il 2 novembre 2016 anziché entro il 31 ottobre 2015. La delibera,  del 7 novembre 2016, al comma 3 dichiara: “3 – Di dare atto che la somma di  2.000 euro trova copertura nel bilancio pluriennale competenza 2016 alla voce 5810/1/1 codice 01.01 denominato “lavori di manutenzione Chiesa” del bilancio 2016 che presenta il voluto stanziamento”. In realtà nella delibera n° 6 del 19 maggio 2016, che ha approvato il bilancio di previsione 2016/18 è scritto: “dato atto che non si è provveduto all’accantonamento di quote di oneri di urbanizzazione secondaria da destinare ad opere del culto ai sensi della legge 7/3/89 in quanto non sono pervenute al comune entro la data del 31/10/15 richieste da parte di confessioni religiose”. Quindi, il contributo doveva essere richiesto l’anno prima. E invece viene fatta una variazione al bilancio, la n° 3 con delibera N° 47, il 2/11/2016, lo stesso giorno in cui viene protocollata la richiesta di contributo!

Parafrasando una canzone, … oltre alla chiesa c’è di più! Molto di più. Dietro la difesa di Berno e con lui quello evidentemente di un presunto attacco alla chiesa, che non è tale, ma è solo la richiesta del rispetto di leggi, regole e la denuncia di una incapacità gestionale della giunta Gianoglio,  si vogliono nascondere tutte le altre gravi irregolarità commesse dalla sua giunta presente e passata. Assenso a costruire in assenza di progetto e parere dell’uff. tecnico, insomma mancanza di tutto ciò che servirebbe e su cui viene oltretutto dato un contributo! Incompatibilità certa e ancora da risolvere a distanza di un anno, per esempio,  è quella che ha visto la votazione di una delibera a favore della Pro loco con il voto di una consigliera che ne è la segretaria e addirittura dello stesso sindaco la cui moglie è Vicepresidente della Proloco; una conduzione dei consigli fuori dalle regole per negare i più elementari diritti democratici della minoranza; omesse richieste di pagamento da anni della TARI a parrocchia, ANA, AIB, Frantoio, cessione in comodato d’uso gratuito a due associazioni praticamente inesistenti e senza alcun contratto; un contratto di un bene immobile indisponibile fatto ad uso commerciale invece che quale concessione la TOSAP non richiesta agli ambulanti; Etc. … etc.

Non per colpa degli abitanti, ma per chi lo governa, più che il paese del Gran Bal Trad, sembra quello delle banane Chiquita!”

Ivano Arrighi

capogruppo di “Per Vialfrè”

Commenti

Blogger: Redazione

Redazione

Leggi anche

BRANDIZZO. Solidarietà ai corrieri Amazon da Torino Tricolore

Con uno striscione sulla sede di Brandizzo, Torino Tricolore ha voluto portare la propria solidarietà …

baracche di Ceresole

CERESOLE. Smog, PM10 (e caldo) a livelli record anche in montagna

CERESOLE. Smog: inquinate anche le montagne, colpa della sabbia sahariana. Il livello di pm10 si è …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *