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Verrua savoia
LA FORTEZZA DI VERRUA

VERRUA. Una vendemmia tecnologica

Dopo i promo test nel Monferrato Casalese, la nuova avventura degli iXem Labs del Politecnico di Torino raggiunge le colline di Verrua Savoia, dove dal 28 agosto si sperimenta una piattaforma tecnologica utile per la produzione di uve naturali e vini sostenibili, grazie a un monitoraggio accurato, capillare e continuativo dei vigneti.

L’idea è di Daniele Trinchero, docente del Politecnico e Direttore di iXem Labs. Il modello si basa sull’utilizzo di sensori ambientali, in grado di rilevare in modo continuativo la temperatura, l’umidità, la bagnatura fogliare, parametri la cui conoscenza è fondamentale per prevenire le infezioni in vigna e programmare con cura i trattamenti. I sensori sono equipaggiati con trasmettitori wireless, il cui ricevitore è innalzato a 100 metri sul suolo grazie all’utilizzo di palloni meteostatici e aquiloni. Da quell’altezza, il dispositivo progettato dai ricercatori del Politecnico può raccogliere dati da sensori installati anche a 50 km di distanza con consumi energetici minimi: un singolo sensore può lavorare per anni alimentato da una semplice batteria stilo. Il Politecnico ha scelto come campo di sperimentazione il Basso Monferrato, perché su queste colline sono disponibili i servizi di rete di Senza Fili Senza Confini. Grazie ai collegamenti a banda larga dell’Associazione, i dati puntuali misurati in vigna e raccolti dai palloni sono trasmessi su Internet, memorizzati su server dedicati e quindi resi disponibili ai diretti interessati. I primi palloni innalzati sulla collina di Treville hanno confermato, anzi superato le attese causando anche un piacevole effetto collaterale: diversi curiosi sono saliti sulla collina del cimitero per un selfie con i palloni di iXem. Per tutto il mese di agosto i test continueranno anche a Odalengo Piccolo e Treville e le prove di trasmissione interesseranno un’area di 2400 chilometri quadrati.

Abbiamo lavorato per miniaturizzare i sensori, per abbatterne il consumo energetico e minimizzare i costi di realizzazione – spiega Daniele Trinchero -. A questo modo i monitoraggi possono essere capillari e continuativi, consentendo una previsione più accurata delle infezioni, e di conseguenza una riduzione del numero dei trattamenti, con due vantaggi: maggiore sostenibilità e minori costi di produzione.”

L’utilizzo di palloni e aquiloni rappresenta uno degli elementi di originalità del progetto – prosegue -: invece di costruire tralicci costosi e impattanti sul paesaggio, i palloni sono economici, piccoli e possono essere facilmente rimossi durante la stagione di riposo delle viti, da settembre ad aprile. Inoltre l’architettura di rete basata sull’utilizzo dei palloni permette al singolo agricoltore di insediare i propri sensori in campo, senza doversi preoccupare di raccogliere i dati misurati. Questo semplifica le procedure di installazione e gestione e aiuta a superare la diffidenza verso la tecnologia, soprattutto nei produttori meno grandi e strutturati.

I laboratori iXem del Politencico di Torino sono noti per aver conseguito importanti riconoscimenti internazionali: il record mondiale di distanza su Wi-Fi, la realizzazione di reti Internet in luoghi impossibili (Amazzonia, America Centrale, Oceano Indiano), la webcam più alta d’Europa, i sistemi intelligenti per accrescere la sostenibilità e naturalità della produzione agricola e la riduzione della dispersione idrica.

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