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Mauro Castelli sindaco

VERRUA SAVOIA. La Giunta Castelli mette l’avvocato per un pioppeto

Sabato scorso si è tenuto l’ultimo Consiglio Comunale di Verrua Savoia del 2019. Un’occasione per scambiarsi gli auguri natalizi e chiudere le ultime questioni relative al bilancio. Una variazione d’urgenza al documento unico di programmazione del triennio 2019-2021 era proprio un punto all’ordine del giorno, e riguardava l’acquisizione di alcuni terreni destinati alla pioppicoltura. L’ente Parco del Po ha dato comunicazione di alcuni alberi giunti a maturazione (che occorre quindi tagliare) su alcuni terreni per i quali il Comune versa un canone per l’abbattimento. La giunta Castelli, per evitare la spesa di un infruttuoso canone – una tradizione sopravvissuta a diverse amministrazioni – ha preferito investire fondi per la prestazione di un legale e di un tecnico (circa 8.000 euro al primo e 5.000 al secondo) che rappresenteranno il Comune in un procedimento al Tribunale Regionale delle acque pubbliche (l’organo giurisdizionale competente in materia di risorse idriche e demanialità annesse). Ma a quanto ammonta la licenza di taglio? Questa va calcolata in base al valore del pioppeto; gli 8 ettari di terreni in questione – situati in località Baraccone – ospitano una stima di 10.000 quintali di legname (34% di proprietà del Comune, il restante in mano a un privato) per una cifra di circa 24.000 euro. Pertanto, la quota gravante sul Comune sarebbe pari agli 8.000 che l’amministrazione ha preferito investire in un procedimento giuridico.

L’esistenza di una causa legale garantirebbe così il congelamento del canone e, se il Comune avrà la meglio, si accaparrerà non solo gli 8 ettari del pioppeto ma ulteriori 20. La stima per appezzamento (calcolata in base al valore dei terreni limitrofi) è di 15.000 euro/ha; se il Tribunale decreterà in favore del Comune, quest’ultimo si troverà ad aver acquisito un patrimonio di un notevole valore (seppur nominale), oltre a non dover più pagare l’odiato canone. Un altro punto all’ordine del giorno che potrebbe impattare sulla cittadinanza è quello relativo all’approvazione del regolamento sulla gestione dei rifiuti urbani; rispetto a quello proposto da SETA (il consorzio che si occupa della raccolta), quello comunale si propone di essere più affine alle esigenze verruesi.

Il disciplinare, benché non apporti modifiche in termini di differenziazione, potrebbe racchiudere delle norme volte a correggere delle abitudini praticate sul territorio, ad esempio la permanente stazionarietà dei cassonetti sulla via pubblica.

Potrebbero inoltre dover essere istituiti gli ispettori ambientali: orwelliani agenti del rifiuto nominati dal sindaco o da Seta che, adeguatamente formati, potranno ispezionare i cassonetti e segnalare all’autorità competente l’eventuale violazione, la quale potrà procedere ad una sanzione.

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