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VEROLENGO. Smarino: Borasio cosa fa?

Come sappiamo, il 29 dicembre 2019 il consiglio comunale di Torrazza aveva approvato a sorpresa la nuova soluzione progettuale del conferimento dello smarino nella cava sulla SP 90.

Circa un mese dopo, il 1° febbraio 2020, a Verolengo i consiglieri di minoranza Tiziano Matta, Roberto Cattozzi e Andrea Angrogna presentano al sindaco Luigi Borasio una interrogazione al riguardo. Le amministrazioni verolenghesi precedenti erano state molto attente a ciò che accadeva a Torrazza in campo ambientale: Verolengo è a valle di Torrazza e le sue campagne coltivate ricevono le acque che scendono dal Comune vicino. Mentre l’amministrazione di Borasio è piuttosto inerte.

E così nella loro interrogazione Matta, Cattozzi e Angrogna provano a suonare la sveglia e sollecitare il sindaco a prestare più attenzione alla questione smarino. I tre consiglieri lamentano di non avere ricevuto risposte esaustive nel precedente consiglio comunale. Osservano che il territorio del paese è già attorniato da impianti pericolosi come discariche e siti di stoccaggio. Sottolineano che “la roggia dei Mulini, utilizzata per l’irrigazione agricola sul territorio verolenghese, sarà la roggia di scarico delle acque che passeranno sul terreno interessato dal conferimento dello smarino”.

Pertanto essi chiedono al sindaco: sono state approfondite le conseguenze che avrà il deposto dello smarino a Torrazza sul territorio di Verolengo? Se no, perché non si è fatto? Qualora, come è apparso dalle dichiarazioni del sindaco, non si farà nulla per evitare il conferimento dello smarino, quali sono le motivazioni di questo atteggiamento passivo? Il sindaco convocherà un’assemblea pubblica per spiegare ai cittadini il suo comportamento?

Il 28 febbraio il sindaco risponde. Ne scriviamo ora perché solo pochi giorni fa la risposta è stata pubblicata nell’albo pretorio. La risposta è laconica ed evasiva. Si tratta di due brevi capoversi. Il primo: “L’Amministrazione sta valutando quale sia la reale situazione in merito al conferimento smarino nel territorio del Comune di Torrazza”. E come? In che modo l’amministrazione monitora? Consulta degli esperti? Legge dei documenti? Effettua dei sopralluoghi? Non si sa.

Secondo capoverso: “Al fine di salvaguardare la salute…e l’ambiente si metteranno in atto tutte le azioni che si riterranno opportune… “. Quali azioni? Non si sa.

Infine una frase ben poco promettente: le azioni opportune si faranno “nell’ottica di un programma condiviso con i Comuni limitrofi”. Peccato che dai Comuni limitrofi non ci sia da aspettarsi molto. Torrazza ha apertamente dichiarato di essere favorevole al deposito del marino nel dicembre 2019 e da allora non ha cambiato idea. Rondissone in gennaio aveva deciso di promuovere la creazione di un Commissione di Controllo Intercomunale composta dei Comuni interessati. Sono passati cinque mesi e la Commissione non è ancora nata. In compenso il Comune diffonde un rassicurante opuscolo di TELT sullo smarino. Purtroppo TELT è la società che costruisce l’Alta Velocità in Val Susa e che spedirà lo smarino a Torrazza. Informarsi da TELT sullo smarino equivale a chiedere all’oste se il suo vino è buono.

La risposta del sindaco Borasio risale a febbraio. Nei mesi successivi il Comune ha fatto qualcosa? Ce lo racconta il sindaco stesso sulle pagine de “La Nuova Periferia” di mercoledì scorso. Nella prima metà di giugno sindaco e vicesindaco (ne hanno informato i consiglieri e i cittadini?) hanno partecipato a una videoconferenza organizzata da TELT. Anche Borasio è andato dall’oste a domandargli se il suo vino è buono. E naturalmente TELT garantisce che il vino è squisito: “L’azienda ci ha assicurato che nella terra che sarà portata a Torrazza non c’è amianto o altro materiale pericoloso. Si tratta di un materiale inerte, semplice roccia”.

TELT ha anche annunciato al sindaco che intende organizzare un incontro pubblico che coinvolga tutti i Comuni interessati: Torrazza, Verolengo, Rondissone e Saluggia. Anche ai cittadini di questi Comuni sarà offerta l’opportunità di chiedere all’oste ecc. ecc.

Questa la posizione di “Verolengo Futura”

A seguito di quanto appreso nella risposta alla nostra interrogazione (un inutile giro parole per esprimere delle ovvietà che non meritano nemmeno di replica)e dagli articoli usciti sui giornali locali, riteniamo che, nonostante venga garantito a parole (nessun dato certo sulla non pericolosità dei materiali é stato presentato), la posizione dell’Amministrazione di Verolengo sia stata e continui ad essere “leggero”. Nonostante la decisione finale circa il conferimento dello scarico non spetti al Comune di Verolengo, riteniamo la pressapochezza e la superficialità con la quale si é intervenuti, anche solo al fine di acquisire informazioni, imbarazzante e preoccupante.

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