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VEROLENGO. “No alla centrale a Casabianca”

“Assolutamente no. Sono contrarissimo all’idea che un impianto di questo tipo possa sorgere a Casabianca”. Di veder costruire un impianto di pirolisi termocatalica per la combustione dei rifiuti, Agostino Viano proprio non ci sta. Dopo essere venuto a conoscenza dei progetti della ditta bresciana Opportunità Solare il consigliere di minoranza ha infatti deciso di scendere in campo e dire la sua: “Il Comune ha ricevuto il progetto dalla Città metropolitana il 13 agosto, oggi siamo a metà settembre ed il sindaco e la sua maggioranza non hanno ancora fatto sapere cosa ne pensano, anche se il 6 ottobre ci sarà la Conferenza dei servizi e qualcosa dovranno pur dire. Io e Borasio invece ci siamo trovati con gli altri consiglieri, Roberto Giglia e Sandro Franchi, anche loro contrari all’impianto ed abbiamo intenzione di chiedere la convocazione di un consiglio comunale aperto per informare la popolazione. Se non proprio un consiglio aperto almeno un incontro con i cittadini di Casabianca. Siamo anche disposti ad incontrare i membri della ditta, ma di certo non lo siamo per scendere a compromessi”. Poi continua: “Il progetto prevede un impianto di produzione a ciclo continuo, con 310 giornate di lavoro all’anno 24 ore su 24, con emissioni continue di fumi in aria ed a soli 350 metri dalle prime abitazioni. Roba da matti pensare di poterlo installare a Casabianca. Al posto di venire a toccare le nostre aree verdi possono usare i vari siti industriali dismessi che ci nel territorio piemontese, tanto più se la società proponente risulta già proprietaria di un sito nella provincia di Vercelli”. Fortemente contraria, anche la reazione del sindaco Rosanna Giachello che, appresa la notizia, dichiara: “A Verolengo non verrà costruita nessuna centrale. Noi non siamo favorevoli ad insediamenti come questi. So che diversi giorni fa alcuni rappresentanti di quell’azienda sono andati dai nostri tecnici comunali per avere informazioni su Casabianca ma io non so chi sono e non ho parlato con nessuno di loro. Naturalmente prenderemo tutte le informazioni del caso e andremo alla conferenza dei servizi”. Poi, rivolgendosi a Viano, dice: “Invito il consigliere a non fare strumentalizzazioni di argomenti che non conosce per evitare di innescare falsi allarmismi”.

Caratteristiche dell’impianto di pirolisi

Il 20 agosto la società Opportunità Solare ha depositato in Città Metropolitana un progetto da realizzarsi a Verolengo in via Lancia nell’area industriale. Il progetto ha nome “Impianto di pirolisi termocatalitica alimentato da rifiuti di matrice plastica”. Cittadini, associazioni e Comuni hanno 45 giorni di tempo per mandare delle osservazioni a Città Metropolitana. Gli elaborati sono consultabili sul sito dell’ente: http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/via/ufficio-deposito-progetti/verifica-depositati. In breve, l’impianto riceve plastiche di varia provenienza, le porta fino alla temperatura 350-550 gradi, e ne ricava olio combustibile. Per scaldare la plastica viene usato un bruciatore alimentato in parte da metano e in parte da gas prodotto dallo stesso processo di pirolisi. L’azienda darebbe lavoro a 6 operai e 2 impiegati. Le plastiche utilizzate, per una quantità prevista di 10.000 tonnellate all’anno, sono identificate dai seguenti codici CER: 020104: rifiuti plastici (ad esclusione degli imballaggi) prodotti da agricoltura, orticoltura, silvicoltura, acquicoltura, caccia e pesca; 070213: rifiuti plastici da produzione, formulazione, fornitura ed uso di plastiche, gomme sintetiche e fibre artificiali; 120105: limatura e trucioli di materiali plastici prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di plastiche; 150102: imballaggi in plastica; 160103: pneumatici fuori uso; 160119: plastica proveniente dalla demolizione di veicoli; 160304: rifiuti inorganici; 191004: fluff proveniente dalla demolizione di veicoli; 170203: plastica proveniente da operazioni di costruzione e demolizione; 191204: plastica proveniente da trattamento meccanico dei rifiuti; 200139: plastica proveniente da rifiuti urbani inclusi quelli provenienti da raccolta differenziata. Per il processo di trattamento termocatalitico l’impianto usa questi materiali: : 1. un catalizzatore, costituito principalmente da miscele di allumina e silice; 2. azoto; 3. metano per alimentare il bruciatore, che in parte dovrebbe anche funzionare con il “singas” prodotto dalla stessa pirolisi. I principali rifiuti prodotti dall’impianto sono: il catalizzatore esausto, che deve venire periodicamente sostituito; un 5% di plastica derivante dal processo di vagliatura; materiale metallico corrispondente a circa il 3% delle plastiche trattate. I tre rifiuti devono venire smaltiti secondo la normativa vigente. In base al progetto, le emissioni in atmosfera dovrebbero essere costituite dai fumi prodotti della combustione del metano ed espulsi dal camino ad una temperatura massima di 670° C (il progetto infatti non prevede per ora il recupero termico di questo calore). Inoltre, la pirolisi rilascia gas di sintesi: in parte esso dovrebbe venire usato nel bruciatore al posto del metano, e anche in questo caso il camino espellerebbe i relativi fumi a 670°C. Come si è detto, lo scopo principale dell’impianto è la produzione di un BTZ, olio combustibile a basso contenuto di zolfo. Nella “Relazione tecnico-illustrativa”, a p. 10, nel paragrafo dedicato al “rumore”, si legge che l’impianto è situato nell’area “Ambiti produttivi consolidati” del PGT (Piano di governo del territorio) di Rodengo Saiano, provincia di Brescia: immaginiamo si tratti di un errore.

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Blogger: Fabio Mina

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