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Angelo Ottaviani
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VEROLENGO. E’ morto Angelo Ottaviani. E’ morto un campione

Amava Fausto Coppi e per il centenario della morte, nel novembre del 2008, al ristorante dei Cacciatori di frazione Rolandini, organizzò un evento Ottaviani Angelosensazionale. Lui, campione, in mezzo a tanti altri campioni.

Perché campione, Angelo Ottaviani, lo è stato per davvero. Vincitore del Giro della Valle d’Aosta del 1962, aveva partecipato al Giro d’Italia del 1964 e poi anche a quello del 1965.

E’ morto ieri sera, all’età di 76 anni. Ricoverato martedì scorso alle Molinette di Torino per un’aneurisma, è entrato in sala operatoria al mattino con le sue gambe e la sera è volato in cielo per complicazioni.

Angelo Ottaviani non c’è più. Restano le sue foto. Di oggi e soprattutto di ieri, fors’anche ingiallite, ma piene di bei ricordi. E c’è lui in sella alla bici, che amava così tanto. C’è lui che pedala con quell’unica grande passione. Basta chiudere gli occhi per rivederlo ancora “…lungo quello stradone. Sempre più lontano… Sempre più distante”. “Una storia d’altri tempi, quando si correva per rabbia e per amore”, canterebbe Francesco De Gregorio.

Angelo lascia la moglie Teo Capello, il figlio Fausto (chiamato così in onore al mito del ciclismo), una figlia Monica Ottaviani (maglia 11 del Galup Pinerolo, nel campionato A2 di pallavolo, stagione 1991-1992) sposata con Guido e il nipote Luca.

Il rosario sarà celebrato domenica alle 20,30 nella parrocchia di Verolengo. I funerali sono in programma lunedì alle 10.

Sul numero de La Voce del Canavese di martedì 2 agosto ricorderemo Angelo Ottaviani, con alcune sue vecchie interviste.

Ai famigliari le più vive condoglianze della redazione e mie in particolari per aver avuto l’onore della sua amicizia.

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