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VERCELLI. I gay “ammazzateli tutti”, consigliere indagato

La Procura di Vercelli indaga sul caso di Giuseppe Cannata. Il nome del vicepresidente del Consiglio comunale del capoluogo risicolo è stato iscritto nel registro degli indagati per le frasi choc sui gay – “ammazzateli tutti” – scritte su Facebook. Istigazione a delinquere l’accusa ipotizzata nei confronti del medico 72enne che, dopo essersi autosospeso da Fratelli d’Italia, si avvia alle dimissioni da vicepresidente. “Chiedo scusa, non sono omofobo”, si è difeso dopo aver rimosso il post. “Ho sempre aiutato tutti – ha aggiunto – e ho tanti amici omosessuali che stimo e a cui voglio bene”. Le giustificazioni non sono bastate ad evitare l’avviso di garanzia e la perquisizione – locale, personale ed informatica – che ha permesso alla Digos di Vercelli e alla Scientifica di attribuirgli in modo inequivocabile la paternità dell’affermazione “e questi schifosi continuano imperterriti. Ammazzateli tutti ste lesbiche, gay e pedofili”, riferite ad un post del 2018 del senatore Pillon. Cannata è difeso dall’avvocato Roberto Rossi. In ballo, con la credibilità, non c’è soltanto la sua attività politica. “Auspico che l’Ordine dei Medici prenda subito provvedimenti adeguati – afferma su Twitter il ministro della Salute, Giulia Grillo – chi porta un camice deve essere il primo a dare il buon esempio!” Detto e fatto: l’Ordine provinciale dei Medici ha avviato immediatamente l’iter previsto dai regolamenti; entro quindi giorni Cannata, medico dell’Asl di Vercelli in pensione dal 2013, verrà convocato per essere ascoltato. Le polemiche, intanto, non si placano. “Le affermazioni del vicepresidente del Consiglio comunale di Vercelli, Giuseppe Cannata, sono inqualificabili e inaccettabili. Le parole pronunciate da Cannata, oltre a ledere libertà individuali e la dignità delle persone, sono offensive e discriminatorie e fomentano l’odio”, afferma il segretario Cisl Piemonte Orientale, Roberto Bompan. “Un medico che invoca la morte per gay e lesbiche e incita al loro sterminio non può prestare attività sanitaria”, insiste il Codacons. Tra i banchi del consiglio comunale di giovedì ci sarà tanto da discutere e non è neppure esclusa, qualora non arrivassero le dimissioni da vicepresidente, una mozione di sfiducia per allontanarlo dall’incarico.

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