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La polizia indaga
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VERCELLI. Artigiano ucciso a coltellate nella sua officina

Un uomo minuto, riservato e di poche parole, che trascorreva il tempo nel suo piccolo laboratorio aggiustando e rivendendo biciclette. E’ il profilo di Antonello Bessi, 57 anni, titolare di una piccola bottega di riparazioni di Vercelli, ucciso con una decina di coltellate. Il suo corpo è stato trovato nel garage-laboratorio in via Walter Manzone, nel rione Canadà, al piano terreno di una villetta. A dare l’allarme un cliente che si era rivolto al titolare della ‘Cicli Sports’ – questo il nome del suo negozio – per una riparazione.
L’uomo era stato visto ancora questa mattina mentre spostava alcune biciclette, sulla strada che da Vercelli porta a Biella.
A mezzogiorno la scoperta del corpo, riverso nel sangue. Si indaga per omicidio, anche se al momento non c’è un identikit dell’aggressore o degli aggressori. Sul posto, oltre alla polizia scientifica, è arrivato anche il medico legale e il sostituto procuratore Francesco Alvino, che ha perlustrato a lungo la scena del crimine. I poliziotti hanno analizzato a fondo la zona attorno alla casa e i cassonetti della spazzatura di via Manzone, alla ricerca di qualche indizio o dell’arma del delitto.
Gli agenti hanno portato via diversi sacchi dell’immondizia.
Coordinati dal dirigente della squadra mobile Antonino Porcino, hanno anche ascoltato le testimonianze dei clienti del bar di fronte al laboratorio da ciclista, così come i vicini di casa.
Non ci saranno immagini ad aiutare gli investigatori: nelle vicinanze della villetta non sono installate videocamere di sorveglianza.
Bessi, molto conosciuto in città, aveva trasferito da pochi mesi la sua attività di riparazione biciclette in via Manzone.
Prima la sua bottega si trovava in via Paggi, nel semicentro della città, dove si rivolgevano molti vercellesi per riparazioni di biciclette d’epoca, pezzi di ricambio, o per l’acquisto di bici economiche. Gli anziani genitori gestiscono un’attività di vendita e manutenzione di bombole di gas in strada Boarone, a pochi chilometri da Vercelli, sulla strada per Pavia.
Bessi viveva con loro, spostandosi durante il giorno nel suo garage-laboratorio per aggiustare e rivendere le biciclette.
Tanti clienti si rivolgevano a lui per acquistarne a buon mercato. “Spesso – racconta un parente – non si faceva neanche pagare. Era un buono d’animo, non avrebbe fatto male a una mosca”.
L’omicidio è avvenuto a pochi metri dal luogo di un altro delitto, avvenuto nell’aprile 2016: al termine di una lite, Cristina Carenzo aveva ucciso, di notte, la mamma di 81 anni, con cui viveva. La donna era stata condannata in primo grado a 16 anni di carcere.

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