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VERBANIA. Neonazisti sul web, indagato per propaganda razzista

Il neonazismo corre sul web e fa tappa nell’Ossola, al confine tra la Svizzera e il Piemonte. Un uomo di 45 anni residente a Domodossola (Vco) è stato denunciato nel quadro di una campagna di monitoraggio degli ambienti dell’ estremismo di destra non solo in Italia ma anche in altri Paesi europei. Un’indagine, coordinata dagli specialisti della Direzione centrale della polizia di prevenzione di Roma, che ha portato ad accendere un faro su una vasta comunità di internauti impegnati a diffondere e scambiare messaggi, foto e video dai contenuti impossibili da travisare. Su provvedimento della procura di Verbania (competente per territorio) la Digos ha perquisito l’abitazione dell’ossolano e ha sequestrato una copiosa dotazione informatica: quattro computer, 6 pen drive, 1 hard disk esterno, 3 smartphone, 1 tablet e 20 fra dvd e cd. Poi il kit del perfetto neonazista: due bandiere con svastiche e simboli delle SS, un elmetto da guerra tedesco e una pubblicazione del “Mein Kampf” di Hitler. La denuncia è scattata per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione etnica e religiosa. Le autostrade informatiche seguite dal gruppo individuato dagli investigatori ribollono di riferimenti a ideologie sovraniste o suprematiste, di apologia del nazismo, di insulti e minacce verso migranti, omosessuali, persone di colore, nomadi o italiani ‘colpevoli’ di essere meridionali. Un calderone dove la gara è a chi odia di più. Un luogo in cui spargere il verbo, tessere contatti, improvvisarsi filosofi o teorici di questa o quella scuola di pensiero. Per estendere la schiera dei proseliti e magari tentare di convincere qualche adepto a passare dalle parole ai fatti.

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