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VENAUS. Per il residente Commissione Trasporti Ue serve moratoria

Una “moratoria” sulla Tav Torino-Lione. La richiesta si alza dalla Valle di Susa sulle parole di Karima Delli, presidente della Commissione trasporti del Parlamento Europeo. “I governi di Italia e di Francia – afferma – non possono più portare avanti iniziative faraoniche come questa ferrovia. Sono pronta a lavorare con i ministri di Roma e Parigi alla ricerca di alternative. Noi non siamo degli oppositori: siamo propositivi. E abbiamo una soluzione: utilizzare le linee esistenti”.
Delli, deputata del gruppo Verde-Alleanza libera europea, parla a Venaus (Torino), dove il movimento No Tav ha organizzato un incontro transnazionale con qualche giorno di anticipo rispetto al 34/o vertice italo-francese, in calendario il 27 settembre a Lione. Un’occasione per ribadire le ragioni della contrarietà all’odiato supertreno. Delli ha elencato fra gli applausi le “aberrazioni” di “un progetto vecchio, superato, non corrispondente alle esigenze attuali del trasporto merci. Ha costi enormi, genera problemi ambientali e ci interroga sulla tenuta della democrazia, visto che i pareri degli organismi di controllo vengono ignorati”.
Fra i No Tav raccolti a Venaus si respira ottimismo. La “pausa di riflessione” di cui hanno parlato lo scorso luglio elementi del governo francese è interpretata come uno stop. Al convegno, gli invitati transalpini (amministratori locali) forniscono ampie rassicurazioni: “Durante la campagna per le presidenziali si sono pronunciati per il ‘no’ il Front National, candidati di destra e pure i socialisti, che pure nel 2012 erano Pro Tav. L’opposizione è concreta, tangibile. A preoccupare è la sostenibilità finanziaria”.
I relatori italiani dell'”Alter-Vertice No Tav” snocciolano dati, cifre, costi, ritardi. Delli osserva che la Brexit provocherà un calo del budget Ue. Il fondo-cassa per i trasporti “potrà sopportare un progetto che da solo assorbe il 40% del totale?”. In ballo ci sono 813 milioni “da ridistribuire in maniera più intelligente”.
Lo scorso dicembre il Parlamento ha ratificato in via definitiva l’accordo fra l’Italia e la Francia sul Tav. Ma prima del voto, come ha spiegato Angelo Tartaglia, docente del Politecnico e membro della commissione tecnica nominata dal Comune di Torino (il vicesindaco a cinque stelle Guido Montanari ha ripetuto che “la Città è con i No Tav”), onorevoli e senatori “sono stati ingannati” perché gli è stata consegnata della “documentazione non veritiera” su diversi aspetti, fra cui le analisi dei costi-benefici dell’opera. Per questo è stato presentato un esposto alla procura di Roma.

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