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Venaria, piazza Annunziata

VENARIAnoslogan

Venaria. No slogan. Il progetto è Venaria. L’obiettivo è Venaria. Non parole vuote.

Questo il nostro (no)slogan che può sembrare un paradosso, un gioco di parole, ma non lo è.

Semmai un rifiuto di una politica fatta dai soliti luoghi comuni, sempre più feroci, a cui gli stessi politici manco credono, elaborati dagli esperti di marketing che cercano di andare in scia all’ultimo sondaggio per cavalcare l’onda del consenso facile.

Questo lo scenario politico nazionale cui ormai siamo assuefatti ormai da vent’anni, dai Berlusconi, Renzi, Di Maio e Salvini di turno, senza soluzione di continuità. Linguaggi simili, formule banali, frasi ad effetto, con soluzioni facili per risolvere la complessità del nostro vivere quotidiano. Una politica fatta di individualità e di individualismi. Da leader, o presunti tali, che anziché mettersi “a servizio”, chiedono che agli altri di essere a loro servizio. E la formula funziona finché conviene alle varie corti e i risultati e/o i sondaggi tengono. Renzi docet. I problemi del vivere comune, intanto, restano sullo sfondo.

Il progetto civico per Venaria nasce lontano da queste dinamiche. Siamo convinti che la realtà da affrontare, anche quella venariese, sia complessa e non ci siano ricette pronte. Siamo convinti che per governare una città non basti un sindaco ma serve “una squadra che faccia squadra”, fatta di persone competenti, capaci e appassionate. L’esperienza nazionale e locale insegna come proprio il disgregarsi della squadra abbia provocato l’implosione delle maggioranze di turno (dal governo giallo-verde al monocolore dei pentastellati venariesi).

A governare una città sarà un sindaco non da solo ma con 6/8 assessori, 15 consiglieri, ed altre persone nei gruppi politici a sostegno del progetto. Solo la coesione e la tenuta del gruppo possono far sperare nella possibilità di offrire una buona proposta di governo locale.

A questo stiamo faticosamente lavorando, unica garanzia per provare a realizzare un programma ambizioso, dove abbiamo distinto le cose che si devono fare (il taglio dell’erba e una maggiore pulizia per garantire il decoro urbano degno di una città turistica, passando per le manutenzioni pubbliche) dalle cose che si possono fare, alzando lo sguardo alla Venaria che vorremmo, e che richiedono uno sforzo maggiore in termini di investimento, di progettualità e di impegno. Ma sono le cose a cui non vogliamo rinunciare, per proporre una visione di città diversa: migliorare i servizi alle persone, collegare le zone meno centrali al resto della comunità e completare la riconversione turistica, con le conseguenti ricadute sul commercio e sull’economia cittadina, impedita di fatto dalla mancata progettualità sui “contenitori vuoti” per le vie del centro.

Riaprire quegli spazi è la sfida che vogliamo affrontare ed insieme possiamo farcela.

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Blogger: Alessandro Brescia

Alessandro Brescia
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