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Giuseppe Puonzo (a sinistra) con il libro “Le strade di papà”

VENARIA. Un libro nel nome della figlia

Giuseppe Puonzo aveva in testa di scrivere un libro da diverso tempo. Anni, per la precisione. “Da quando ero alle superiori”, ammette il 35enne venariese, ex componente della Fondazione Via Maestra, con una candidatura alle spalle con le civiche vicine a Fosca Gennari e che ora, da un po’ di tempo a questa parte, vive nel Cuneese ed è un responsabile di una tipografia, è sposato con Federica e ha una bimba di due anni, di nome Benedetta.

Questa idea mi è in testa da tantissimo tempo – spiega – Ma oltre alla fantasia e alla creatività, serve una storia da raccontare. Così mi sono detto che quando avrei avuto una storia da raccontare, avrei preso la penna in mano seriamente, per provarci”.

E la scintilla che ha permesso a Giuseppe di prendere seriamente in mano la penna per dare vita al libro è scoccata due anni fa, quando è nata Benedetta.

Sì, è vero. Lei è stato l’input che mi ha fatto dire ‘è ora di scrivere questo libro’”, che si chiama “Le strade di Papà” ed è edito dal gruppo Alter Ego, con il suo marchio di narrativa Scatole Parlanti. Un libro che sarà ai Saloni del Libro di Torino e di Roma e che ha visto il “debutto” lo scorso sabato, 3 marzo, nella sala conferenze dell’oratorio salesiano della San Francesco, alla presenza di Giovanni Di Maggio, docente di Italiano e Latino, direttore della Casa Salesiana di Venaria, e del gruppo teatrale e musicale “Kerkadelak”.

Ma di che cosa parla questo libro? “Il libro racconta la storia di questo papà, alle prese con la sua bimba piccolissima, arrivata in maniera avventurosa, che mentre impara a conoscere il mondo attraverso gli occhi della sua bimba fa tesoro delle storie raccolte nel mondo per insegnarglielo. E’ un tributo di gratitudine a persone, bambini soprattutto, sconosciuti e che mai diventeranno famosi. Mi piaceva l’idea trasmettere che quello che sei e quello che sei stato sono indissolubilmente legati tra loro. In questi anni, durante le missioni, ho incontrato persone meravigliose, diverse, ognuna con una propria storia, ognuna che è riuscita a lasciarmi un segno indelebile. In tutti questi viaggi ho conosciuto, raccontato, ascoltato, stretto amicizie. Quel patrimonio non poteva rimanere solo nella mia mente e nel mio cuore. Dovevano essere raccontati”.

Visto l’incredibile successo di questo primo libro, Giuseppe vorrebbe tanto scriverne un secondo: “Ma non voglio diventare uno scrittore che sforna libri perché obbligato. Scriverò nel momento in cui avrò una storia da raccontare. E sarà un libro differente da questo, non un sequel. Una mezza idea mi sta balenando in testa. Ma ora è presto. Ora c’è ‘Le strade di Papà’”.

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Blogger: Claudio Martinelli

Claudio Martinelli
Giornalismo "reale"

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