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VENARIA. Tu chiamale se vuoi ri-mozioni

Finalmente è ri-partito il Consiglio comunale venariese, dopo la lunga pausa del Commissariamento. In un clima surreale, non tanto per la location imposta dalla situazione Covid, un teatro della Concordia riadattato al bisogno ma senza cittadini presenti, quanto piuttosto per l’aria dal libro cuore che si respirava appena entrati.

Un clima quasi familiare (e non solo in senso figurato). In fondo, ha evidenziato il sindaco, i programmi erano tutti uguali, almeno all’80%. A fargli da eco l’intera maggioranza consiliare con il sempre verde “destra e sinistra sono concetti oramai superati”, e poi molti (io no ad esempio) hanno militato un po’ di qua e un po’ di là, e chissà (aggiungo io) dove saranno al prossimo giro. Ancora: basta con queste divisioni, dobbiamo collaborare per il bene di Venaria, insieme maggioranza e minoranza (anzi non chiamiamola più così, sembra dispregiativo). E dei partiti (soprattutto quelli di destra) non parliamone più, qui siamo a Venaria mica in Parlamento.

A caldo verrebbe da chiedersi se a prevalere sia più il qualunquismo o l’opportunismo. Perché è grazie alla forza economica, mediatica e di presenza dei partiti del centro destra che Giulivi è diventato sindaco. Salvini, Meloni, Cirio, assessori e parlamentari tutti a sfilare in città, sono mancati all’appello soltanto Berlusconi, Dudù e Bocelli. Non solo, è grazie anche ad aver falsamente dipinto gli avversari (quelli di cui oggi si invoca la collaborazione) come “i soliti notabili” disposti a tutto pur di mantenere una poltrona, quelli che hanno ridotto Venaria in simil stato, che mercanteggiano posti per sopravvivere politicamente che si è accresciuto il consenso.

In sintesi, la campagna elettorale è stata rimossa alla bisogna, almeno dalla mente della maggioranza, perché sui social è ancora presente. Ma se lo fai notare, risulti rancoroso. Un modo come un altro per non rispondere agli argomenti politici, derubricandoli a questioni personali (che nulla c’entrano).

Ma tant’è. Bisogna guardare avanti. Alla nuova giunta. Presentata in tutta fretta, senza un commento, una spiegazione di strategie, competenze, obiettivi. Nulla. L’unica sottolineatura e che ci sarà posto per tutti, come già dichiarato in conferenza stampa, “chi non ne fa parte, ne farà parte in seguito”.

Un chiaro messaggio per i delusi in maggioranza, ad avere pazienza. Sperando non succeda come alla consigliera Virga che in un post fuori onda, qualche giorno prima del Consiglio, si era scagliata come un fiume in piena contro la sua stessa maggioranza per la mancata nomina, dando evidenza dello scambio epistolare col sindaco (al secolo uno screenshot). Così scriveva: “…. sempre convinta fosse lui ad avere l’ultima parola e  le volesse proporre a me, visto che dopo il mio exploit mi ha confidato spesso di aver pensato per me ad un assessorato o alla presidenza del consiglio…”. Poi è andata diversamente.

Anche lei in Consiglio ha rimosso tutto. Non una parola, non un cenno. E non solo dalla mente, anche dai social, il post è stato cancellato, compreso lo screenshot privato. La cosa, apparentemente divertente, si commenta da sola…

Anche qui non capisci se a prevalere sia più il qualunquismo o l’opportunismo.

Ma forse non importa. È la nuova politica che avanza, bellezza!

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Blogger: Alessandro Brescia

Alessandro Brescia
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