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VENARIA. Scandalo multe, indaga la Procura

La Procura di Ivrea, da due anni, sta indagando su nove multe redatte e poi archiviate dalla polizia municipale di Venaria durante il periodo antecedente la campagna elettorale 2015, che ha poi portato alla vittoria, al ballottaggio, del Movimento 5 Stelle e di Roberto Falcone.

A darne notizia, durante il consiglio comunale di ieri sera, è stato il consigliere di opposizione ed ex candidato sindaco Salvino Ippolito (ai tempi dei fatti nel Pd e ora nel Gruppo Misto di Minoranza, ndr).

Ippolito ha scoperto la situazione dopo aver richiesto, nei mesi scorsi, la rendicontazione di tutti i verbali effettuati dalla polizia municipale nell’anno 2015, visto che un cittadino aveva fatto un esposto in procura proprio per chiedere contezza di alcuni verbali, prima redatti e poi archiviati dal Comune “ma non sappiamo per quale motivo abbiamo subito questo iter – commenta Ippolito -. Il sindaco in due anni non ha mai riferito in aula di questo intervento della magistratura. E’ un fatto molto grave, visto che riguarda una situazione legata alla vita politica cittadina”.

Anche il consigliere della Lega Nord, Marco Scavone, ha abbandonato l’aula per protesta: “veniamo sempre a scoprire le cose all’improvviso e per caso. Se Ippolito non avesse effettuato l’accesso agli atti, lo avremmo forse scoperto dai giornali, nel caso in cui la procura avesse rinviato a giudizio qualche esponente di questa maggioranza. E’ a dir poco vergognoso”.

Duro il sindaco Roberto Falcone: “A fronte di un esposto da parte di un cittadino, che non conosco, la procura ha effettuato l’acquisizione di questi verbali. E’ un normale procedimento della magistratura. Nessuna persona risulta indagata, nè il sindaco, nè la polizia municipale o altro dirigente. Qualche giornale all’epoca ne parlò, quindi che Ippolito dica di non sapere è piuttosto curioso. La vicenda di almeno una di queste multe è piuttosto semplice: un agente emise una contravvenzione in modo errato per un volantino affisso ad un palo. Venne ritirata in autotutela per emetterne un’altra per affissione abusiva. Non mi pare nessun caso drammatico o grave come invece vuole far pensare il consigliere Ippolito”.

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