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VENARIA. Saponaro: “Ma questa è vita? Per me non lo è”

Salvatore Saponaro ha 55 anni. Nel corso della sua vita ha lavorato in macelleria come nei pastifici. Almeno fino all’aprile di un anno fa, quando il suo datore di lavoro lo ha lasciato a casa per via di quella maledetta crisi economica che da anni attanaglia il Belpaese.

E da un anno “Guido”, come lo chiamano gli amici, è costretto a vivere in un camper e a sperare nella compassione e nella vicinanza degli amici o dei conoscenti per consumare un pasto caldo, per avere dei vestiti puliti e per avere qualche spicciolo per bersi un caffè o fumarsi una sigaretta.

“Ma questa è vita? Per me non lo è – dice con una spaventosa freddezza – Non posso essere felice perché ogni settimana vado a ritirare il pacco spesa alla Caritas. Non posso essere felice perché la Diocesi mi paga quattro o cinque bombole all’anno di gas, che mi permettono di scaldarmi nei mesi freddi e di potermi fare da mangiare durante tutto l’anno”.20170710_121726

Quello che più vorrebbe è un posto di lavoro: “Che mi permetta di arrivare alla fine del mese, che mi possa permettere di tornare a gustare un pezzo di carne piuttosto che un dolce. Sono mesi che mangio pasta al sugo o pasta con l’olio a pranzo e a cena. A volte mangio pietanze diverse perché ho qualcuno che mi pensa e sa la mia situazione”.

Di lavoretti, nel corso di questi mesi, ne ha fatti. Qualche borsa lavoro con i progetti comunali o del “Patto territoriale zona ovest”, qualche buono servizio e la solidarietà espressa dalla consigliera Alessandra Mastri, che ha portato il caso all’attenzione di Palazzo Civico, come ha precisato lo stesso Saponaro. “Niente di più, purtroppo. E per giunta sono misteriosamente uscito dalla lista per ottenere la casa popolare. Dicono per assenza di requisiti, anche se vorrei capire come mai a Venaria la casa ce l’hanno persone non idonee. Un vero mistero”.

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