Home / BLOG / VENARIA. Sanità e salute

VENARIA. Sanità e salute

È interessante leggere la relazione dell’IRES Piemonte, datata 18 maggio 2020, “Rete ospedaliera e rete territoriale in Piemonte”. La cosa che si evince è come sia non poco il lavoro da fare per “connettere e integrare rete ospedaliera e territoriale, per poter accompagnare il paziente dalla prevenzione verso la guarigione o attraverso il decorso della malattia. Come recita il rapporto nelle sue conclusioni “Il tema è quindi quello della programmazione e degli investimenti, per definire un piano di intervento che metta radici oggi per una trasformazione di medio periodo, restituendo una sanità moderna e strutturata, con la flessibilità necessaria ad assecondare il cambiamento dei bisogni di salute e anche le emergenze sanitarie”.

I principi per la definizione degli assetti organizzativi delle ASL auspicano che si proceda verso la reale alternativa al ricovero ospedaliero, potenziando le attività di Continuità assistenziale, Ospedalizzazione a domicilio, Diagnostica a domicilio, Assistenza Domiciliare Integrata, Attività socioassistenziali, RSA e Volontariato, secondo l’indirizzo di creare un’integrazione assoluta tra percorso sanitario e quello assistenziale.

I distretti sanitari sono gli ambiti dove tutto questo può e deve avvenire e il nostro “Area metropolitana Nord (Venaria)” comprende una popolazione di 86.770 abitanti.

Questa è una delle prime urgenza che riguardano sia il nostro distretto che la nostra città. E sono diversi i punti di forza sui cui si può contare per ripensare la sanità territoriale e provare ad attuarla concretamente.

Dal punto di vista delle strutture abbiamo ampi spazi vuoti che necessitano di essere “riempiti” e restituiti alla collettività: ex casa protetta, ospedale di Piazza Annunziata, locali di Via Zanellato. Un poliambulatorio di recente inaugurazione e una nuova RSA con 120 posti letto.

Per quanto riguarda i servizi, la città di Venaria può mettere in gioco l’ASM (Azienda Speciale Multiservizi) con la rete di farmacie comunali che rappresentano un’eccellenza nel panorama provinciale per i servizi che fanno e per quelli che potrebbero fare, nonché le competenze sviluppate circa la possibile digitalizzazione di alcuni servizi.

Insomma, ci sono ingredienti favorevoli perché venga convocato un Tavolo di lavoro presso la Regione Piemonte, alla presenza dei sindaci del distretto, dove la nostra Città possa far sentire la propria voce affinché i “contenitori vuoti” trovino una riconversione, attraverso un confronto tra le parti, per potenziare i servizi di base.

Anche in questo senso ha senso prevedere una delega assessorile alla salute. Un modo per presidiare un tema di competenza non comunale ma le cui ricadute, in termini di bisogni, aspettative e necessità riguardano la comunità locale.

Commenti

Blogger: Alessandro Brescia

Alessandro Brescia
Il punto di vista, la vista da un punto

Leggi anche

Cenestesi.

Cenestesi. La presenza di certe persone mi provoca nell’animo la cenestesi. Mi spiego la cenestesi …

CASALBORGONE. Il sindaco Cavallero vuol fare il promoter turistico

Pare che il sindaco Cavallero abbia finalmente imparato a scrivere, ormai le sue lettere a …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *